Se vedete la sua foto per la prima volta, la prima cosa che pensate è che si tratti di un ragazzo sulla trentina. Fisico scolpito, pelle liscia, sguardo vivace. Poi leggete la sua età e fate un passo indietro: Chuando Tan è nato il 3 marzo 1966. Ha appena compiuto 60 anni. E non ne dimostra nemmeno la metà.
La sua storia ha fatto il giro del mondo nel 2017, quando alcune foto su Instagram cominciarono a circolare in modo virale. Il New York Times gli dedicò un articolo e lo ribattezzò il “Dorian Gray di Singapore”, dal celebre romanzo di Oscar Wilde in cui il protagonista non invecchia mai. In pochi giorni il suo profilo passò da qualche migliaio di follower a 1,5 milioni. Chuando stesso ha raccontato di essere rimasto così spiazzato dall’attenzione improvvisa da non uscire di casa per due giorni.
Ma chi è davvero quest’uomo?
La sua carriera è tutt’altro che lineare. Negli anni Ottanta ha lavorato come modello, negli anni Novanta ha pubblicato un album come cantante pop a Singapore, e poi è diventato fotografo di moda. Nel 2006 ha fondato lo studio ChuanDo & Frey, lavorando con star internazionali come Janet Jackson e Rita Ora. Non è dunque un personaggio nato sui social: i social lo hanno semplicemente scoperto quando lui aveva già cinquant’anni suonati.
La domanda che tutti si fanno è sempre la stessa: com’è possibile? Chirurgia plastica? Filtri? Qualche trattamento segreto?
Chuando ha risposto decine di volte, e la risposta è sempre la stessa: niente di tutto questo. Ha ammesso di aver provato il Botox una volta, regalato da qualcuno, ma non gli è piaciuto l’effetto e da allora non ha più messo piede in un centro estetico. Per la cura del viso usa solo due prodotti: un detergente viso in gel e una crema idratante. Niente sieri costosi, niente trattamenti invasivi. Sui capelli ha confessato una piccola eccezione: i bianchi ci sono, ma li tinge di nero.
Il vero segreto, secondo lui, si nasconde nella cucina e nella palestra.
Chuando è convinto che l’aspetto fisico dipenda per il 70% da quello che si mangia e solo per il 30% dall’attività fisica. Una proporzione che sorprende, ma che spiega perché alla sua alimentazione dedichi un’attenzione quasi maniacale.
La giornata comincia con una colazione abbondante e proteica: sei uova sode, di cui conserva solo due tuorli per limitare il colesterolo, un avocado intero e un bicchiere di latte. È un pasto solido, pensato per dare energia duratura senza picchi glicemici. A pranzo sceglie sempre qualcosa di semplice: pollo con riso bianco, zuppa di pesce con verdure, oppure il piatto simbolo della cucina locale di Singapore, riso bianco con pollo bollito e cavolo cinese. Niente salse, niente condimenti forti, niente fritture. La cena è invece molto leggera: insalata e verdure fresche, punto.
Durante tutta la giornata beve solo acqua. Niente caffè, niente tè, niente bevande zuccherate, niente alcol. L’unico sfizio che si concede è il gelato, ma solo al mattino, mai la sera. Assume occasionalmente vitamina C come integratore, ma nulla di più. Niente proteine in polvere, niente pillole miracolose.
Anche l’allenamento segue una logica precisa. Va in palestra quattro volte a settimana con sessioni di circa trenta minuti di esercizi di forza con i pesi. Non si tratta di sessioni massacranti: preferisce la qualità alla quantità e lavora con carichi moderati. Dopo ogni sessione aggiunge una camminata veloce sul tapis roulant come lavoro cardio, avendo rinunciato alla corsa dopo un infortunio al ginocchio. La sera, invece, nuota per circa un’ora: uno stile di allenamento aerobico che considera fondamentale sia per il fisico che per il recupero mentale.
Poi c’è il sonno, che Chuando considera forse più importante di qualsiasi esercizio. Va a letto entro le 23 ogni sera senza eccezioni, dorme almeno sei ore e punta alle otto quando può. “Il sonno è più importante dei pesi”, ha detto in un’intervista. Non guarda film a tarda notte, non lavora fino all’alba, non lascia che lo stress della giornata gli rubi le ore di riposo.
L’ultimo elemento, spesso sottovalutato, è la testa. Chuando ha sempre sottolineato quanto contino le relazioni positive, fare un lavoro che si ama e non portarsi dietro tensioni inutili. Fa un mestiere che lo appassiona da decenni, mantiene amicizie solide e affronta la vita con un atteggiamento sereno. Non è una formula magica, ma è una scelta quotidiana che secondo lui ha un impatto diretto sull’invecchiamento.
Ovviamente il dibattito su di lui non si è mai spento. C’è chi sostiene che la genetica abbia un peso enorme in questa storia, e probabilmente ha ragione almeno in parte. Non tutti quelli che seguono la stessa dieta e lo stesso allenamento ottengono gli stessi risultati. Ma Chuando stesso non ha mai detto di avere la formula universale: ha spiegato cosa funziona per lui, con una coerenza che va avanti da decenni senza mai abbassare la guardia.
Quello che rende la sua storia affascinante non è solo l’aspetto fisico. È il fatto che dietro quelle foto non ci siano trucchi o scorciatoie, ma anni di scelte semplici ripetute ogni giorno con costanza assoluta. Niente di spettacolare. Solo disciplina, sonno e qualche uovo sodo a colazione.
Tu ci crederesti mai guardando le sue foto? E saresti capace di seguire una routine così rigida ogni giorno? Lascia un commento qui sotto.


