Tra i grandi classici dell’animazione europea, Lucky Luke – La ballata dei Dalton occupa un posto speciale, non solo per la qualità del film in sé, ma per il significato che assume nella storia del suo autore. Uscito in Francia nel 1978, questo lungometraggio segna infatti l’ultimo lavoro ufficiale di René Goscinny, uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti del Novecento, scomparso improvvisamente durante l’ultima fase di lavorazione del film. Ora è disponibile per la visione su Prime Video.
La trama, tra eredità impossibili e fratelli senza speranza
La storia segue i quattro fratelli Dalton, Joe, William, Jack e Averell, i più famosi fuorilegge del West, condannati a un’assurda pena di 4200 anni di lavori forzati. Quando i quattro vengono a sapere che il loro zio Henry Dalton è stato impiccato e ha lasciato loro in eredità una grossa somma di denaro, si trovano di fronte a una condizione paradossale, potranno ottenere quel denaro solo se elimineranno personalmente tutti i membri della giuria e il giudice che condannarono lo zio, altrimenti l’intera eredità finirà in beneficenza. Come se non bastasse, per verificare che i banditi eseguano davvero l’incarico, un notaio è incaricato di seguirli passo passo. A complicare ulteriormente i piani dei Dalton ci pensa naturalmente Lucky Luke, il pistolero solitario che li conosce fin troppo bene e che si mette sulle loro tracce per fermarli.
Chi era davvero René Goscinny
Per comprendere fino in fondo il peso di questo film, occorre conoscere meglio la figura di René Goscinny. Nato a Parigi nell’agosto del 1926 da una famiglia di origini ebraico-polacche, Goscinny trascorse l’infanzia a Buenos Aires, dove la famiglia si era trasferita per motivi di lavoro, per poi passare alcuni anni della propria gioventù a New York, prima di tornare definitivamente a Parigi nel 1954. Fu proprio in quel periodo che iniziò a scrivere per la serie a fumetti Lucky Luke, diversi anni prima di diventare il nome che tutti conosciamo oggi. Nel 1957 conobbe il disegnatore Albert Uderzo, con cui strinse un sodalizio artistico che li avrebbe portati, due anni più tardi, a dare vita ad Asterix, il gallo più famoso della storia del fumetto. Sempre nel 1959 Goscinny fondò anche la celebre rivista Pilote, che ospitò proprio le prime storie di Asterix. Nel corso della propria carriera, oltre a Lucky Luke e Asterix, Goscinny scrisse anche Iznogoud insieme a Jean Tabary e i racconti per bambini de Le Petit Nicolas insieme al disegnatore Jean-Jacques Sempé, costruendo un’eredità artistica capace di attraversare generazioni di lettori in tutto il mondo.
Una morte improvvisa durante un esame di routine
Il 5 novembre 1977, mentre il film a cui stiamo dedicando questo articolo era ancora in fase di lavorazione, René Goscinny morì improvvisamente a Parigi all’età di cinquantuno anni. Secondo quanto ricostruito da diverse biografie, l’estate di quell’anno era stata particolarmente stressante per lui, tra rapporti difficili con l’editore Dargaud, la malattia della moglie e le difficoltà nel far decollare gli Studios Idéfix, la casa di produzione cinematografica che aveva fondato insieme a Uderzo proprio per realizzare film d’animazione tratti dai fumetti che entrambi amavano. Dopo aver accusato in precedenza un episodio di angina pectoris, Goscinny si affidò a un nuovo cardiologo, che lo dichiarò in buone condizioni e gli suggerì di sottoporsi a un test da sforzo. Fu proprio durante quell’esame, eseguito in una clinica parigina, che il suo cuore cedette improvvisamente, portandolo alla morte praticamente sul colpo. L’episodio, secondo quanto riportato dalla stessa biografia italiana dedicata all’autore, è ricordato ancora oggi nella letteratura medica francese come il caso Goscinny, un esempio citato per sottolineare come i test da sforzo debbano sempre essere preceduti da altri esami e svolti in presenza di personale medico e di servizi di rianimazione pronti a intervenire.
L’ultimo film degli Studios Idéfix
La ballata dei Dalton non fu solo l’ultimo lavoro ufficiale di Goscinny, ma anche l’ultima produzione realizzata dagli Studios Idéfix, la casa di produzione che portava il nome del piccolo cane gallico della saga di Asterix. Dopo la morte del suo cofondatore, la struttura non riuscì più a proseguire la propria attività nella stessa forma, chiudendo di fatto un capitolo importante della storia dell’animazione francese dedicata ai fumetti Franco Belgi. Va anche segnalato che lo stesso Goscinny, oltre alla sceneggiatura, figura ufficialmente accreditato anche come uno dei registi del film, insieme a Henri Gruel, Pierre Watrin e allo stesso Morris, il disegnatore creatore di Lucky Luke.
La sequenza onirica che omaggia Hollywood
Tra gli elementi più ricordati dagli spettatori che hanno amato questo film c’è senza dubbio la lunga parentesi onirica di circa cinque minuti inserita nella parte centrale della storia, un vero e proprio omaggio ai grandi musical dell’epoca d’oro di Hollywood, con evidenti richiami allo stile di Gene Kelly e a capolavori come Cantando sotto la pioggia. Diversi appassionati e critici hanno definito questa sequenza capace di reggere il confronto con le migliori produzioni Disney del periodo, un momento di puro virtuosismo visivo che si distacca dal resto del film per costruire un piccolo universo a parte, sospeso e visivamente sorprendente.
Le musiche di Claude Bolling, un coro che accompagna la storia
Un altro elemento importante del film è la colonna sonora, composta da Claude Bolling, che accompagna la narrazione quasi con la funzione di un coro greco, intervenendo a intermittenza per commentare le vicende dei protagonisti attraverso il personaggio del narratore cantante, Bill. Molti spettatori che hanno visto il film da bambini raccontano ancora oggi di ricordare perfettamente la melodia principale, capace di restare impressa nella memoria ben oltre la fine della visione, complice anche l’uso ricorrente del tema musicale lungo tutto il film.
Un cast di personaggi memorabili, tra un cane confuso e un cavallo parlante
Accanto ai quattro fratelli Dalton e al protagonista Lucky Luke, il film regala spazio anche a personaggi secondari diventati con gli anni parte dell’immaginario collettivo dei fan della saga. Su tutti, il cane della legge, ribattezzato in italiano Rantanplan, presentato come un animale piuttosto confuso e goffo, costantemente elogiato dalle forze dell’ordine nonostante la sua scarsa utilità pratica nel corso della storia. Anche Jolly Jumper, il fedele cavallo di Lucky Luke, ha un ruolo comico rilevante, dato che nel film gli viene concessa la capacità di parlare, anche se il suo linguaggio può essere compreso soltanto dagli altri animali della storia, e non dagli umani.
Un ridoppiaggio italiano arrivato quasi quarant’anni dopo
Una curiosità che riguarda più da vicino il pubblico italiano è legata al ridoppiaggio del film, realizzato nel 2015 in occasione della trasmissione sul canale televisivo K2. In quell’occasione, per dare voce ai quattro fratelli Dalton furono scelti gli stessi doppiatori italiani della serie animata I Dalton, mentre i nuovi dialoghi italiani furono curati da Luca Dresda, offrendo così al pubblico più giovane una versione del film con voci più familiari rispetto a quelle dell’edizione originale del 1978.
Il rapporto tra Goscinny e Morris, un sodalizio lungo vent’anni
Prima ancora di diventare celebre grazie ad Asterix, René Goscinny costruì una collaborazione altrettanto significativa con Maurice De Bevere, in arte Morris, il disegnatore belga creatore del personaggio di Lucky Luke fin dal 1946. Goscinny prese in mano la sceneggiatura della serie negli anni Cinquanta, subentrando progressivamente ai testi originali, e proprio grazie al suo apporto narrativo il fumetto conobbe quello che ancora oggi viene definito da critici e appassionati come il periodo d’oro della serie. Il sodalizio tra i due autori, capace di unire il tratto grafico ironico e caricaturale di Morris alla scrittura brillante e ricca di gag verbali di Goscinny, durò complessivamente più di vent’anni, fino alla scomparsa dello sceneggiatore nel 1977, lasciando un’eredità narrativa che lo stesso Morris avrebbe continuato a portare avanti per molti anni ancora, insieme a nuovi collaboratori.
La vera storia dietro i fratelli Dalton
Un ultimo dettaglio che spesso sorprende anche i lettori più affezionati riguarda proprio l’origine dei quattro fratelli Dalton protagonisti del film. Il legame con la storia vera, in questo caso, è più diretto di quanto si possa immaginare. Nel 1954, sul sesto albo della serie, Morris introdusse una prima banda Dalton, composta da Bob, Grat, Bill ed Emmett, nomi ripresi fedelmente da quelli della vera Banda Dalton, un gruppo di fuorilegge realmente attivo nel Midwest americano tra il 1890 e il 1892, specializzato in rapine a banche e treni. Nella storia a fumetti, quella prima banda viene sconfitta da Lucky Luke in una sparatoria a Coffeyville e i quattro fratelli finiscono giustiziati. Proprio perché i personaggi avevano riscosso un grande successo tra i lettori, Morris e Goscinny decisero di farli tornare creando però un secondo gruppo, completamente inventato, presentato come cugini dei fratelli originali, Joe, William, Jack e Averell Dalton, gli stessi che ritroviamo protagonisti de La ballata dei Dalton. A differenza dei loro parenti storici, questi nuovi Dalton vengono raccontati come pistoleri inetti e improvvisati, costantemente battuti dall’astuzia di Lucky Luke, ed è proprio questa versione, più comica e caricaturale, ad essere diventata negli anni il volto più conosciuto della saga.
Perché resta uno dei migliori film di Lucky Luke di sempre
A distanza di decenni dalla sua uscita, La ballata dei Dalton continua a essere indicato da moltissimi appassionati come probabilmente il migliore tra i lungometraggi d’animazione dedicati a Lucky Luke, complice anche l’insolita alleanza narrativa tra il pistolero solitario e i suoi eterni rivali, che nel corso del film si trovano costretti a collaborare pur restando fedeli alle proprie rispettive nature. Un equilibrio narrativo raro, capace di mescolare azione, comicità e persino un pizzico di malinconia, soprattutto se si considera oggi il film alla luce della scomparsa del suo autore proprio negli ultimi mesi della sua lavorazione.
Conoscevi già la storia della scomparsa di René Goscinny prima di leggere questo articolo, o anche per te scoprire il significato speciale di questo film è stata una sorpresa? Raccontaci nei commenti se hai già visto La ballata dei Dalton e quale scena ricordi con più affetto.


