Dopo cinque anni di sviluppo e aspettative altissime, HBO Max ha deciso di non rinnovare Duster per una seconda stagione. La serie crime ambientata negli anni ’70, nata dalla collaborazione tra J.J. Abrams e LaToya Morgan, si è conclusa prematuramente a meno di una settimana dalla messa in onda del finale di stagione. Un colpo che arriva proprio quando sembrava che il duo Lost-Bad Robot potesse riprendersi dalle delusioni recenti.
Duster, che vedeva Josh Holloway (sì, proprio Sawyer di Lost) nei panni di un pilota da fuga reclutato dalla prima agente FBI afroamericana Nina (Rachel Hilson), aveva tutte le carte in regola per diventare un successo. L’adrenalina pura, l’ambientazione vintage e il cast di qualità promettevano una serie capace di conquistare sia la critica che il pubblico. E infatti, almeno sul primo fronte, l’obiettivo era stato centrato: 92% di gradimento tra i critici e 83% tra gli spettatori su Rotten Tomatoes.
Ma nel mondo dello streaming, i numeri di Rotten Tomatoes non bastano più. La serie non è mai riuscita a entrare nella Top 10 di Nielsen per gli show streaming originali, riuscendo a malapena a raggiungere il 50° posto nella classifica Luminate delle 50 serie streaming più viste solo nella quarta settimana. Un risultato che, tradotto in linguaggio da boardroom, significa una cosa sola: cancellazione immediata.
La cosa più interessante? Warner Bros Television e Bad Robot avevano già fiutato l’aria che tirava e avevano provato discretamente a piazzare la serie su altre piattaforme, ma senza successo. Un chiaro segnale che nel panorama televisivo attuale, anche i nomi grossi come Abrams non garantiscono più il salvagente automatico.
La reunion Lost che non ha funzionato
Il ritorno della coppia Abrams-Holloway rappresentava uno di quei momenti nostalgia che dovrebbero far scattare immediatamente l’interesse dei fan. Dopo tutto, Lost rimane una delle serie più innovative e discusse della televisione moderna, e vedere il creatore riunito con uno dei suoi protagonisti più carismatici sembrava una mossa vincente.
Duster puntava su una formula che sulla carta funziona sempre: crime drama d’epoca con protagonisti underdog. Nina, la prima agente FBI nera della storia, che nel 1972 si dirige verso il Southwest per reclutare un pilota da fuga e smantellare un sindacato criminale in crescita. Un setup che ricorda il meglio del cinema degli anni ’70, con quella grinta e quella cinematografia che tanto piace agli appassionati del genere.
Il cast di supporto includeva nomi rispettabili come Keith David, Sydney Elisabeth e Greg Grunberg, creando un ensemble che prometteva dinamiche interessanti. I primi due episodi, scritti da Abrams e Morgan e diretti da Steph Green, avevano mostrato una qualità produttiva elevata, tipica delle produzioni Bad Robot.
I numeri che non mentono mai
Nel business dello streaming, la retention e l’engagement sono tutto. Duster poteva anche rimanere nella Top 10 giornaliera di HBO Max, ma questo non basta più quando si tratta di giustificare budget milionari per una seconda stagione. Le piattaforme hanno imparato a leggere i dati in modo sempre più sofisticato: non conta solo chi inizia a guardare, ma chi finisce la serie, chi ne parla sui social, chi genera buzz organico.
L’ironia della situazione è che le opzioni del cast erano già scadute e non erano state rinnovate – un chiaro segnale che HBO Max aveva già preso la sua decisione molto prima dell’annuncio ufficiale. Nel mondo delle serie TV, quando non rinnovano le opzioni significa che hanno già visto abbastanza.
Il paradosso J.J. Abrams
Siamo di fronte a un paradosso interessante: Abrams rimane uno dei produttori più rispettati di Hollywood, eppure le sue ultime serie faticano a trovare il pubblico. Dopo Westworld (che ha avuto una fine travagliata) e ora Duster, sembra che il suo tocco magico per la televisione non funzioni più come una volta.
Forse il problema è che il pubblico dello streaming è cambiato: non cerca più i misteri elaborati e le narrazioni complesse che hanno reso famoso Abrams, ma preferisce contenuti più diretti e immediati. O forse è semplicemente una questione di timing sbagliato e piattaforma non ideale.
La cancellazione di Duster arriva proprio mentre HBO Max annuncia il pickup di Stuart Fails To Save The Universe, uno spinoff di The Big Bang Theory. Un segnale che la piattaforma preferisce puntare su IP consolidati piuttosto che su nuove proprietà originali, anche quando queste sono firmate da nomi importanti.
Che ne pensi? Credi che J.J. Abrams abbia perso il tocco magico o è solo questione di trovare la piattaforma giusta? Facci sapere nei commenti se hai avuto modo di vedere Duster e cosa ne pensi di questa cancellazione!


