L’autore di “I Think You Should Leave” ha appena sganciato la bomba del suo ritorno in grande stile: “The Chair Company”, la nuova serie HBO che debutta il 12 ottobre negli Stati Uniti, promette di portare la sua comicità surreale e imbarazzante a un livello completamente nuovo. Tim Robinson, il genio dietro alcuni degli sketch più memorabili di “Saturday Night Live” e creatore della serie Netflix che ha fatto impazzire i fan, torna con un formato narrativo più strutturato che potrebbe definitivamente consacrarlo come uno dei migliori autori comedy della sua generazione.
La serie, co-creata insieme al suo storico partner Zach Kanin, rappresenta un ritorno alle origini televisive per Robinson, che dopo il successo esplosivo dei suoi sketch cerca di dimostrare di saper gestire anche archi narrativi più complessi. “The Chair Company” segue le vicende di William Ronald Trosper (ovviamente interpretato da Robinson stesso), un uomo che dopo un incidente imbarazzante sul lavoro si ritrova a indagare su una cospirazione molto più ampia di quanto potesse immaginare.
Il casting stellare include Lake Bell nel ruolo della moglie Barb, Sophia Lillis (la Beverly di “It”) come figlia Natalie, Will Price nel ruolo del figlio Seth e Joseph Tudisco come Mike Santini. A completare il quadro, Lou Diamond Phillips in un ruolo ricorrente come Jeff Levjman. Ma quello che rende davvero interessante questo progetto è la regia di Andrew DeYoung, che ha già collaborato con Robinson nel film “Friendship” con Paul Rudd, garantendo una continuità stilistica che promette scintille.
HBO ha mantenuto il massimo riserbo sui dettagli della trama, ma le prime immagini rilasciate mostrano Ron Trosper in situazioni apparentemente ordinarie – al telefono, che mangia un panino da solo al ristorante, a cena con la famiglia – tutte pervase da quell’aria di inquietudine che caratterizza il lavoro di Robinson. Otto episodi settimanali fino al 30 novembre per quello che potrebbe essere il rilancio definitivo della comedy HBO.
Il fenomeno Robinson e la sua evoluzione creativa
Tim Robinson ha costruito la sua reputazione artistica su un tipo di humor che definirei “disagio controllato”: situazioni apparentemente normali che degenerano in modi completamente imprevedibili, trascinando lo spettatore in un vortice di imbarazzo che diventa paradossalmente irresistibile. Dopo tre stagioni di “I Think You Should Leave” su Netflix (l’ultima nel 2023), il passaggio a HBO rappresenta una scommessa produttiva importante.
La collaborazione con Adam McKay e Todd Schulman di HyperObject Industries come produttori esecutivi aggiunge un ulteriore livello di credibilità al progetto. McKay, il regista di “The Big Short” e “Vice”, ha dimostrato di avere un occhio infallibile per la satira intelligente, e la sua presenza suggerisce che “The Chair Company” punti a essere qualcosa di più di una semplice comedy.
Il formato narrativo esteso permetterà a Robinson di sviluppare personaggi e situazioni con una profondità impossibile nel formato sketch. La sfida sarà mantenere quella spontaneità anarchica che ha reso famosi i suoi lavori precedenti, evitando il rischio di diluire la sua voce autoriale in strutture troppo convenzionali.
L’attesa italiana e la questione HBO
Purtroppo per noi spettatori italiani, “The Chair Company” rappresenta l’ennesimo caso di frustrazione geografica. La serie debutterà su HBO e HBO Max negli Stati Uniti, ma in Italia dovremo attendere ancora parecchio. I diritti di distribuzione HBO sono attualmente in esclusiva a Sky fino alla fine del 2025, e la piattaforma Max non arriverà nel nostro paese prima del 2026.
Questo significa che Robinson e la sua nuova comedy rischiano di diventare l’ennesimo fenomeno culturale che seguiremo con ritardo, perdendo quella contemporaneità che è fondamentale per la comedy. Sky potrebbe acquisire i diritti per la trasmissione su Sky Serie o NOW, ma al momento non ci sono conferme ufficiali.
La strategia distributiva di Warner Bros Discovery continua a penalizzare il mercato italiano, creando quella frammentazione che spinge inevitabilmente verso soluzioni alternative. Robinson merita di essere seguito in tempo reale, soprattutto considerando che il suo humor funziona meglio quando fa parte di una conversazione culturale condivisa.
La speranza è che qualcuno si muova rapidamente per portare “The Chair Company” anche da noi, perché perdere un autore come Tim Robinson significa privarsi di una delle voci più originali della comedy contemporanea.
Cosa ne pensi di questa situazione? Sei stanco di dover aspettare mesi (o anni) per vedere le serie HBO, o pensi che l’attesa renda tutto più speciale? Raccontaci nei commenti come segui i tuoi autori preferiti quando non sono disponibili subito in Italia.


