Deseo, il nuovo thriller erotico messicano arrivato su Netflix il 17 luglio dopo un breve passaggio nelle sale di Messico e Spagna, promette tensione e trasgressione ma finisce per consegnare molto meno di quanto la sua premessa lasciasse sperare.
Diretto da Teresa Simone al suo esordio alla regia, il film racconta la storia di Lucero, interpretata da Ludwika Paleta, avvocata di successo sposata da vent’anni con Fernando, interpretato da José María Yázpik, e madre di due figli. Dietro una vita apparentemente perfetta si nasconde però un vuoto che Lucero non riesce a colmare, un vuoto che trova sfogo quando il marito assume Matías, interpretato da Óscar Casas, come istruttore di nuoto per la figlia. Tra Lucero e il giovane nasce presto una relazione clandestina, destinata a complicarsi ulteriormente quando anche la figlia comincia a provare attrazione per lo stesso uomo, trasformando la vicenda in un triangolo che mette a rischio l’intero equilibrio familiare.
A mio parere il problema più grande di Deseo sta proprio nella distanza tra quello che il film promette e quello che riesce davvero a raccontare. La premessa, un desiderio proibito capace di far crollare le certezze di una famiglia apparentemente solida, avrebbe potuto reggere un thriller psicologico teso e disturbante, ma la sceneggiatura di Giulia Cardamone e Vanessa Miklos preferisce affidarsi a silenzi prolungati e interazioni goffe più che a una vera costruzione della tensione. Il risultato è un film che scambia lo shock per la profondità emotiva, inseguendo momenti provocatori senza però avere granché da dire su temi come il desiderio, la gelosia o la crisi di un matrimonio ventennale.
Anche i personaggi faticano a conquistare lo spettatore. Lucero risulta un personaggio poco simpatico per gran parte della durata, e le sue scelte non sono mai accompagnate da una reale profondità psicologica capace di far comprendere, se non giustificare, il proprio comportamento. Lo stesso vale per Matías, ridotto più a catalizzatore della crisi familiare che a un personaggio con una propria consistenza. Ludwika Paleta e José María Yázpik fanno quello che possono con il materiale a disposizione, ma nessuno dei due riesce a salvare un impianto narrativo che scivola pericolosamente verso i toni della telenovela, senza però possedere la stessa capacità di intrattenimento immediato che rende godibili le telenovelas migliori.
Va detto che la regia di Teresa Simone dimostra comunque una certa cura formale, con un impianto visivo elegante che restituisce bene l’ambiente borghese in cui la vicenda si muove, ma questa cura estetica non basta a compensare un ritmo fiacco, appesantito da una durata di 98 minuti che, nonostante non sia affatto lunga sulla carta, arriva a sembrare comunque dilatata per la scarsità di eventi realmente significativi.
Deseo è un thriller erotico che punta tutto sulla provocazione senza però costruirci sopra una vera tensione narrativa o una profondità psicologica credibile, restando così ben al di sotto delle proprie possibilità.
Tu l’hai già visto? Facci sapere nei commenti se anche per te la premessa promette più di quanto il film riesca davvero a mantenere.
La Recensione
Deseo
Deseo prova a costruire un thriller erotico attorno a un triangolo familiare pericoloso, ma resta in superficie, scambiando la provocazione per la vera tensione narrativa e lasciando i suoi personaggi poco approfonditi nonostante l'impegno del cast.
PRO
- La regia di Teresa Simone, elegante sul piano visivo nonostante i limiti della sceneggiatura
CONTRO
- La sceneggiatura scambia la provocazione per la profondità, senza mai approfondire davvero i propri temi
- Lucero resta un personaggio poco simpatico, con scelte mai davvero motivate
- Il ritmo fiacco, appesantito da lunghi silenzi, rende la visione più faticosa di quanto la breve durata farebbe pensare


