Elize – Le ombre di una donna, il nuovo thriller psicologico brasiliano arrivato su Netflix il 22 luglio, torna su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni in Brasile, quello di Elize Matsunaga, condannata nel 2012 per aver ucciso e fatto a pezzi il marito, l’imprenditore Marcos Matsunaga. Il film, diretto da Felipe Vellas, prova a raccontare cosa possa essere accaduto dietro le porte chiuse di quel matrimonio prima della tragedia, muovendosi però più sul terreno della finzione drammatica che su quello della ricostruzione giornalistica.
La struttura scelta per il racconto rispecchia da vicino quella già utilizzata nella docuserie del 2021 dedicata allo stesso caso, sempre prodotta da Boutique Filmes. Il film si apre infatti direttamente con l’omicidio, per poi tornare indietro nel tempo e ripercorrere, attraverso capitoli non cronologici, l’infanzia difficile di Elize, interpretata da Lorena Comparato, segnata dall’abbandono del padre e dagli abusi subiti da un patrigno, fino al periodo in cui lavorava come escort, all’incontro con il ricco Marcos, interpretato da Henrique Kimura, e al progressivo logoramento del loro rapporto una volta scoperto il tradimento del marito.
A mio parere, il problema principale di questo film è proprio la scelta di affidarsi quasi esclusivamente al punto di vista di Elize, senza mai davvero mettere in discussione la sua versione dei fatti né costruire un vero approfondimento psicologico attorno al personaggio. La sceneggiatura di Raphael Montes e Mariana Torres sembra più interessata a mettere in fila gli elementi già conosciuti del caso, l’infanzia complicata, il lavoro come escort, il matrimonio con un uomo facoltoso, il tradimento, l’omicidio, piuttosto che a scavare davvero dentro la protagonista per farci capire fino in fondo cosa l’abbia portata a un gesto tanto estremo. Il risultato è un film che sembra accontentarsi di riorganizzare gli ingredienti della vicenda invece di offrire una vera chiave di lettura, lasciando allo spettatore la sensazione di aver visto tanti indizi senza però un vero personaggio dietro di essi.
Lorena Comparato prova comunque a dare spessore a Elize, restituendo con efficacia la dualità di una donna capace di apparire allo stesso tempo vittima e manipolatrice, ma la scrittura non la aiuta granché in questo compito, complice anche una struttura a capitoli che, invece di aggiungere profondità emotiva al racconto, finisce per assomigliare più a un riassunto in immagini della vicenda che a un vero film capace di reggersi sulle proprie gambe.
Va detto che il film funziona meglio quando si concentra sulle piccole umiliazioni quotidiane vissute da Elize una volta entrata nella famiglia benestante del marito, tra sguardi di sospetto e un’accettazione sociale mai davvero raggiunta, momenti che restituiscono con più naturalezza il disagio della protagonista rispetto alle parti più didascaliche legate alla ricostruzione pura e semplice del crimine.
Tu l’hai già visto? Facci sapere nei commenti se anche per te il film riesce a raccontare qualcosa di nuovo su questo caso o se preferisci ancora la docuserie del 2021 sullo stesso argomento.
La Recensione
Elize - Le ombre di una donna
Elize - Le ombre di una donna racconta un caso di cronaca nera capace da solo di reggere l'attenzione dello spettatore, ma lo fa con una scrittura troppo appiattita sul punto di vista della protagonista, senza costruire il vero approfondimento psicologico che una storia simile avrebbe meritato.
PRO
- Lorena Comparato, che prova a restituire la dualità del personaggio nonostante i limiti della sceneggiatura
- I momenti dedicati alle piccole umiliazioni sociali vissute da Elize, tra i più riusciti del film
CONTRO
- Il film si affida quasi solo al punto di vista di Elize, senza mai mettere davvero in discussione la sua versione


