John Krasinski, per chi non lo sapesse, è lo stesso attore che per nove stagioni ha interpretato Jim in The Office. Quello con la faccia da “ma vi rendete conto di dove lavoro”. Adesso fa Jack Ryan, agente della CIA che in ogni film dichiara di essere un analista da scrivania e poi scala palazzi, spara a criminali internazionali e sopravvive a esplosioni a Dubai. Il fatto curioso non è che loro ci credano. È che ci caschiamo anche noi, almeno per un po’. E alla fine ci ritroviamo sempre lì, a guardare.
Ghost War è su Prime Video ed è il tentativo di trasformare la serie televisiva in un franchise di film occasionali, che tradotto vuol dire: vogliamo continuare a fare soldi con questo personaggio senza impegnarci per una stagione intera. Ryan stavolta si trova a Dubai per lavoro, perché nel frattempo ha lasciato la CIA per andare a lavorare in un fondo speculativo. Il film lo dice e va avanti come se fosse la cosa più normale del mondo, senza fermarsi un secondo a spiegare né come né perché, il che dice molto su quanto il franchise si fidi dell’attenzione critica del suo pubblico.
Un vecchio collega lo trascina in quello che dovrebbe essere una consegna rapida: vai a prendere un pacchetto da un agente dell’MI6 e porta tutto a casa. L’agente viene ammazzato quasi subito, il pacchetto sparisce, arriva Sienna Miller con una pistola e un segreto che si intuisce dopo trenta secondi di schermo, e la giostra riparte.
Il problema più grande di Ghost War non sono le scene d’azione, che funzionano, ma Ryan come personaggio. Dopo anni di carriera nella CIA, l’uomo continua a sembrare genuinamente sorpreso di scoprire che la CIA abbia fatto cose discutibili. Si indigna, fa la faccia seria, dice cose come “non avrei mai pensato che arrivassimo a tanto”. Eppure lavora per la CIA. L’equivalente sarebbe assumere un vigile del fuoco e poi guardarlo stupirsi del fatto che nel suo lavoro ci sia del fuoco.
L’unico personaggio che vale davvero qualcosa in questo film è Greer, interpretato da Wendell Pierce, uno dei migliori attori americani in circolazione. Greer sa benissimo dove passa il confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Lo ha superato più volte, e ormai ci convive con la stanchezza silenziosa di chi non si fa più illusioni. Ogni volta che Pierce è in scena il film smette di essere un action movie e diventa qualcosa di più interessante. Poi la scena finisce, torna Krasinski a saltare dai tetti, e si ricomincia da capo.
La regia scivola via senza lasciare traccia. Dubai potrebbe essere qualunque altra città, gli inseguimenti funzionano sul momento ma evaporano subito dopo. Alla fine resta soprattutto un’idea: Wendell Pierce meritava un film costruito attorno a lui, non un film da portare sulle spalle quasi da solo.
La Recensione
Jack Ryan: Ghost War
Jack Ryan: Ghost War è su Prime Video con John Krasinski ancora nei panni dell'analista CIA che si ritrova sempre a fare l'eroe sul campo. Ambientato a Dubai, il film segue Ryan trascinato in una missione che parte da una consegna e finisce nel solito caos internazionale. Wendell Pierce porta tutto il peso emotivo del film, Sienna Miller ha il ruolo più telegrafato della stagione e Krasinski continua a stupirsi delle cose che fa la CIA da trent'anni. Giudizio: si guarda, si dimentica. Pierce meritava di meglio.
PRO
- Wendell Pierce è straordinario e ogni sua scena vale il tempo investito
- Il ritmo regge e le scene d'azione scorrono senza intoppi per tutta la durata
CONTRO
- Ryan si stupisce delle attività della CIA dopo anni di carriera nella CIA, e dopo cinque stagioni di serie questa cosa non è più simpatica
- Il segreto di Sienna Miller si capisce quasi subito, togliendo ogni tensione al personaggio
- La regia è anonima: nessuna scena, nessuna inquadratura, nessun momento che ti rimanga in testa dopo i titoli di coda


