C’è un’operazione mentale che facciamo tutti quando vediamo il titolo di un film prima di sapere di cosa tratta. My Dearest Assassin, tradotto alla lettera, suona come una di quelle commedie romantiche in cui qualcuno scopre che la persona di cui si è innamorato ha un lavoro insolito, seguono equivoci carini, alla fine tutto si risolve con un bacio sotto la pioggia. Ho aperto Netflix con questa aspettativa. La prima scena mi ha corretto in modo abbastanza deciso.
Il film thailandese diretto da Taweewat Wantha parte con un signore del crimine molto potente che ha un problema di salute piuttosto specifico: ha bisogno di trasfusioni di sangue continue, preferibilmente da qualcuno che non ha scelto liberamente di donarlo. Quando il donatore attuale non è più disponibile, manda il suo uomo peggiore in Vietnam a trovarne uno nuovo. Questo uomo ammazza i genitori di una bambina di nome Lhan nei primi dieci minuti, il che stabilisce abbastanza chiaramente che il bacio sotto la pioggia non arriverà, almeno non prima di una quantità industriale di esplosioni.
Lhan viene salvata da House 89, un’organizzazione criminale rivale guidata da un uomo che ha un figlio, Pran, a cui viene affidata la protezione della ragazza. Pran allena il suo migliore amico M nelle arti necessarie per sopravvivere in un’organizzazione di assassini, mentre Lhan aspetta in un magazzino senza che nessuno si prenda la briga di spiegarle perché non può uscire. Gli anni passano, Lhan e Pran si avvicinano, e nel mezzo arrivano sequenze d’azione in cui le ossa si rompono con una frequenza che fa venire voglia di controllare se il proprio assicuratore sanitario copre le visioni per procura.
Il film si ispira dichiaratamente al cinema di Hong Kong degli anni Ottanta e Novanta, quel genere che i cinefili chiamano “heroic bloodshed” e che chiunque altro chiama “film in cui sparano a tutti ogni tre minuti con una grazia coreografica che non ha senso ma va bene lo stesso.” È una formula che funziona da decenni per ragioni molto semplici: c’è azione, c’è lealtà, c’è tradimento, c’è qualcuno che muore nel momento sbagliato e qualcun altro che si vendica con una determinazione commovente. My Dearest Assassin segue questa formula con la disciplina di uno studente modello, senza deviare di un millimetro.
Il problema, se di problema si tratta, è che dura centoventisette minuti, e una parte di questi viene occupata da momenti romantici e complicazioni sentimentali che rallentano quello che il film sa fare meglio, cioè mandare in aria roba e rompere cose. Ogni volta che la storia si ferma per permettere a Lhan e Pran di guardarsi con quella malinconia tipica dei protagonisti che sanno già che andrà a finire male, aspetti che qualcuno entri dalla finestra con un’ascia. Di solito qualcuno entra. Questo bilancia le cose abbastanza bene.
È un film per un pubblico specifico, e quel pubblico sa già chi è: chi ama l’action asiatico, chi ha una soglia del sangue finto abbastanza alta, chi non si aspetta che la storia lo sorprenda ma vuole almeno che lo intrattenga. A questi, My Dearest Assassin dà tutto quello che promette. Agli altri, consiglio di controllare bene il titolo la prossima volta prima di aspettarsi la commedia romantica.
La Recensione
My Dearest Assassin
Film dichiaratamente ispirato al cinema di azione hongkonghese degli anni Ottanta, con sequenze d'azione generose, sangue a volontà e una storia d'amore melodrammatica che occupa forse più spazio del necessario in centoventisei minuti complessivi. Giudizio: se ami il genere, è esattamente quello che cerchi. Se pensavi fosse una commedia romantica, cambia aspettative prima di premere play.
PRO
- Le sequenze d'azione sono girate con quella coreografia generosa tipica del cinema hongkonghese che non stanca mai
- Se ami il genere "heroic bloodshed" e non ne vedi uno da un po', questo colma il vuoto con piena soddisfazione
CONTRO
- Centoventisei minuti sono tanti, e una parte importante viene occupata da momenti romantici che rallentano un film che va forte quando non si ferma
- I colpi di scena funzionano solo se non hai mai visto un film di questo genere prima, altrimenti li vedi arrivare da lontano


