Bear è uno di quei ragazzi che si trovano in ogni gruppo di amici: gentile, premuroso, sempre disponibile, mai una parola fuori posto. È innamorato di Nikki, la sua migliore amica, da più tempo di quanto riesca ad ammettere anche a se stesso. Sa benissimo che dichiararsi significherebbe rovinare tutto, così tiene tutto dentro e continua a fare il bravo amico mentre dentro gli rode qualcosa. Un giorno, in un negozio di souvenir, trova un giocattolo a cui chiedere un desiderio. Chiede che Nikki lo ami più di qualsiasi altra cosa al mondo. Il giocattolo lo esaudisce. Da qui in poi Obsession, il film horror Blumhouse uscito in Italia il 14 maggio, diventa qualcosa di molto meno innocente di una storia romantica.
Curry Barker, il regista, ha ventisei anni e viene dal mondo di YouTube, dove ha imparato a montare i suoi video da solo prima ancora di girare un film vero. Questo si sente nel ritmo di Obsession: le scene si tagliano in modo leggermente storto rispetto ai canoni dell’horror classico, senza quelle pause costruite apposta per preparare il sobbalzo prevedibile. Non ci sono jumpscare telegrafati. Al loro posto c’è una pressione che cresce piano, quasi impercettibilmente, mentre le battute dei personaggi diventano più pesanti e lo spazio tra una scena e l’altra si restringe. È un tipo di disagio diverso da quello a cui il genere ci ha abituati, e funziona meglio di quanto ci si aspetterebbe da un regista così giovane.
Il film è violento, e prima di premere play vale la pena saperlo. Alcune sequenze sono state tagliate per evitare il vietato ai minori negli Stati Uniti. Non è violenza fine a se stessa, fa parte di come la storia vuole colpirti, ma chi ha poca tolleranza per certe immagini farà bene a tenerlo presente.
Inde Navarrette nel ruolo di Nikki è la cosa migliore del film, senza discussione. Il personaggio deve reggere due versioni di se stessa contemporaneamente, quella posseduta e quella vera intrappolata da qualche parte, e Navarrette costruisce questa alternanza con una fisicità e una precisione che in certi momenti fanno pensare alle grandi prove del cinema horror europeo degli anni Ottanta. Ogni tanto, in mezzo alle crisi del personaggio posseduto, affiora per pochi secondi la persona reale, e quei secondi sono la cosa più inquietante del film.
Il problema principale di Obsession è che la storia viene raccontata quasi interamente dal punto di vista di Bear. Significa che anche l’orrore vissuto da Nikki passa sempre attraverso gli occhi di qualcuno che la guarda come un oggetto del desiderio prima che come una persona. È una scelta coerente con quello che il film vuole dire sul risentimento maschile, ma lascia la vicenda della sua vittima più importante raccontata a metà. Navarrette fa abbastanza da compensare in parte questa mancanza, ma la lacuna rimane.
Barker è ancora un regista in crescita, e in Obsession si nota soprattutto nei momenti in cui il racconto perde un po’ di compattezza. Però le idee ci sono, il coraggio di seguirle fino in fondo anche, e il risultato è un horror imperfetto ma interessante, capace di suggerire più di quanto spieghi.
La Recensione
Obsession
Obsession è un film horror Blumhouse di 108 minuti diretto da Curry Barker, uscito in Italia il 14 maggio 2026. Bear, ragazzo da sempre innamorato della sua migliore amica Nikki, esprime un desiderio su un giocattolo e scatena qualcosa che non riesce più a controllare. Il film usa l'horror per raccontare l'ossessione romantica tossica con una violenza esplicita e un ritmo anomalo che funziona meglio dei meccanismi classici del genere. Inde Navarrette è straordinaria, anche se la storia viene raccontata quasi sempre attraverso gli occhi di chi la ossessiona. Giudizio: idee belle e Navarrette da sola vale la visione.
PRO
- Inde Navarrette dà una delle prove più intense dell'anno nel genere horror, costruendo un personaggio che regge anche quando la sceneggiatura non la aiuta
- Il ritmo anomalo di Barker produce un disagio più efficace e meno prevedibile dei classici jumpscare
- Il film parla di ossessione romantica con una franchezza che il genere di solito evita
CONTRO
- La storia di Nikki rimane parzialmente fuori fuoco perché tutto passa sempre attraverso gli occhi di Bear


