Hokum ha iniziato bene il proprio percorso nei cinema italiani. L’horror diretto da Damian McCarthy con Adam Scott ha debuttato il 5 agosto al terzo posto del box office, dietro soltanto a Odissea e Spider-Man: Brand New Day. Con 86.818 euro e 13.485 spettatori nel primo giorno, è stata la nuova uscita più vista della giornata.
Un risultato positivo, soprattutto per un film horror privo di un marchio già conosciuto dal grande pubblico. Conviene però mantenere le proporzioni: 86 mila euro rappresentano un buon punto di partenza estivo, non ancora un successo clamoroso. Per capire la reale tenuta di Hokum bisognerà osservare il primo fine settimana, il passaparola e il calo dei giorni successivi.
Il film arriva in Italia con alcuni vantaggi evidenti. Adam Scott è diventato molto popolare grazie a Scissione, mentre McCarthy si è costruito una reputazione tra gli appassionati del genere attraverso Caveat e soprattutto Oddity. Lucky Red lo distribuisce dal 5 agosto, presentandolo come uno degli horror di maggiore richiamo della propria stagione.
Il quinto miglior esordio horror del 2026
Secondo i dati diffusi dalla distribuzione, Hokum ha ottenuto il quinto miglior giorno d’esordio italiano per un horror nel 2026. Davanti avrebbe trovato Backrooms, Scream 7, Lee Cronin – La mummia e La casa, superando invece titoli come Obsession, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa, Return to Silent Hill, Send Help e Passenger.
La posizione fa certamente effetto, ma richiede un po’ di contesto. La classifica confronta il solo primo giorno di programmazione, quindi può essere influenzata dalla data di uscita, dal numero di sale, dalle anteprime e dalla forza della campagna pubblicitaria. Non dice ancora quale film incasserà di più alla fine della corsa.
Anche la definizione di “prima nuova uscita” va letta correttamente. Hokum non ha battuto i due titoli più forti già presenti nei cinema, ma ha ottenuto il miglior risultato tra i film arrivati quel giorno. Raggiungere il terzo posto alle spalle di due produzioni molto più grandi resta comunque un segnale incoraggiante.
L’estate cinematografica del 2026 ha già mostrato una forte concentrazione del pubblico attorno a pochi eventi. Odissea aveva sfiorato i 10 milioni di euro nel suo primo fine settimana italiano, mentre altri film hanno faticato a trovare spazio. In un mercato simile, portare oltre tredicimila persone in sala con un horror originale non è un risultato trascurabile.
Di cosa parla Hokum
Adam Scott interpreta Ohm Bauman, uno scrittore americano dal carattere difficile che raggiunge una locanda isolata nell’Irlanda rurale. Vuole spargere le ceneri dei genitori nel luogo in cui avevano trascorso la luna di miele, cercando forse di ricostruire qualcosa di una felicità familiare che non ha mai compreso fino in fondo.
L’albergo è quasi deserto. Una suite nuziale al piano superiore è stata chiusa da anni e gli abitanti del posto raccontano che al suo interno sia imprigionata una strega. Ohm reagisce con cinismo, tratta male chi incontra e considera le leggende locali una forma di superstizione per turisti.
La sparizione di una dipendente dell’hotel modifica però la situazione. Lo scrittore comincia a vedere presenze, seguire indizi e sospettare che la stanza sigillata nasconda qualcosa di più concreto di una vecchia storia popolare.
La premessa ricorda inevitabilmente altri racconti ambientati in alberghi infestati. McCarthy non sembra interessato a nascondere questi riferimenti. Usa invece un luogo familiare per costruire un horror basato su lutto, senso di colpa e paura di scoprire cosa abbiano lasciato i genitori ai propri figli.
Le recensioni internazionali sono state molto favorevoli
Hokum era già uscito in diversi mercati prima di arrivare in Italia e ha ricevuto un’accoglienza critica solida. Rotten Tomatoes gli attribuisce attualmente il 90% di recensioni positive su quasi duecento giudizi, mentre il gradimento verificato del pubblico è all’82%. Il consenso elogia soprattutto l’atmosfera, il folklore irlandese e la precisione con cui McCarthy costruisce gli spaventi.
La critica di RogerEbert.com lo ha descritto come un film capace di riprendere alcuni temi di Oddity senza sembrare una sua copia, lodando il modo in cui la violenza reale e il soprannaturale finiscono per alimentarsi a vicenda.
Anche The Irish Times ha apprezzato il lavoro di Adam Scott e la capacità del regista di unire streghe, dolore e umorismo nero dentro uno spazio claustrofobico. Il film non viene presentato come una rivoluzione del genere, ma come una storia di fantasmi realizzata con rigore e una certa ironia.
Non tutti gli elementi hanno convinto allo stesso modo. Alcune recensioni hanno segnalato una trama meno originale dell’atmosfera, un uso abbondante dei salti sulla sedia e una parte emotiva talvolta troppo insistita. Hokum sembra quindi funzionare meglio come esperienza di tensione che come racconto completamente nuovo.
Adam Scott non interpreta un protagonista rassicurante
Chi conosce Scott soprattutto attraverso Parks and Recreation o Scissione potrebbe aspettarsi un personaggio timido e facilmente avvicinabile. Ohm Bauman è invece arrogante, ostile e spesso sgradevole.
La scelta rende il film meno prevedibile. Lo spettatore non viene invitato ad affezionarsi immediatamente a lui, ma a chiedersi cosa abbia trasformato il suo dolore in rabbia. Scott ha spiegato di non temere i personaggi antipatici e di essere interessato proprio a figure capaci di alternare vulnerabilità e crudeltà.
McCarthy sfrutta questa ambiguità per evitare il classico protagonista innocente intrappolato in un luogo maledetto. Ohm arriva in Irlanda già pieno di problemi. La strega e l’albergo non creano il suo disagio dal nulla: lo costringono a guardarlo.
Il vero esame arriverà nel fine settimana
Il debutto di Hokum merita attenzione, ma la definizione di “partenza da brividi” appartiene comprensibilmente al linguaggio promozionale della distribuzione. Un incasso di 86.818 euro non permette ancora di prevedere il risultato finale.
Il film dovrà resistere alla concorrenza di titoli molto più visibili e convincere un pubblico che, durante l’estate, tende a concentrarsi sui grandi eventi. Le buone recensioni e la popolarità di Adam Scott possono aiutarlo. Anche la reputazione conquistata da Oddity tra gli appassionati potrebbe favorire il passaparola.
Il terzo posto racconta però qualcosa di concreto: esiste un pubblico italiano disposto ad andare al cinema per un horror originale, atmosferico e non collegato a una saga famosa. Sarà il fine settimana a dirci se si tratta di curiosità iniziale oppure dell’inizio di una corsa più lunga.
Sei incuriosito dal debutto di Hokum oppure la storia dell’albergo infestato ti sembra già troppo familiare? Scrivilo nei commenti e raccontaci se andrai a vederlo al cinema.


