Nicole Kidman, una delle attrici più solide e sottovalutate della sua generazione, torna protagonista in “Holland“, thriller psicologico diretto da Mimi Cave e scritto da Andrew Sodorski. Ambientato nella pittoresca ma inquietante città di Holland, nel Michigan, il film cerca di giocare con il tema dell’artificio, delle apparenze ingannevoli e del lato oscuro della provincia americana. Ma ci riesce solo in parte. Perché se sulla carta c’erano tutti gli ingredienti per un noir ironico e teso, nella realtà ci troviamo davanti a un film che fa molto rumore per nulla.
Nicole Kidman, tra sorriso di circostanza e inquietudine sotto pelle
Kidman interpreta Nancy Vandergroot, insegnante apparentemente impeccabile, moglie devota e madre premurosa. Vive con il marito Fred (Matthew Macfadyen), optometrista con la passione per i modellini di treni, e il figlio Harry (Jude Hill), in una casa ordinata e apparentemente perfetta. Ma qualcosa non torna. Nancy sospetta che Fred le nasconda qualcosa, e il sospetto si trasforma in ossessione quando scopre tracce di un viaggio misterioso a Madison, Wisconsin.
A spingerla a indagare c’è anche un nuovo collega affascinante, Dave Delgado (un purtroppo anonimo Gael García Bernal), con cui Nancy intraprende un’investigazione semi-clandestina. Il loro avvicinarsi è prevedibile, così come la tensione crescente… che però, non esplode mai davvero.
Una sceneggiatura che accenna, ma non affonda
Il problema principale di Holland è la sua incapacità di osare. Il film suggerisce molto – il finto idillio della provincia, le maschere sociali, la ribellione repressa – ma poi non porta a compimento quasi nulla. L’ambientazione, con la sua ossessione per la cultura olandese in versione americana, poteva essere sfruttata per costruire un’atmosfera più grottesca o surreale. E invece, tutto resta sullo sfondo, come una scenografia che non viene mai illuminata.
Anche la dinamica tra Nancy e Fred resta piatta: Macfadyen fa del suo meglio per interpretare un uomo ambiguo, ma il suo personaggio resta solo un pezzo di trama, più che una figura realmente tridimensionale. Idem per Bernal, che avrebbe meritato un ruolo con più spessore.
Quando la regia si sveglia… è troppo tardi
Qualche guizzo visivo c’è, va detto: la regia di Mimi Cave, soprattutto nelle sequenze ambientate tra i modellini di treni, riesce a creare suggestioni inquietanti e simboliche. La miniatura della città diventa metafora perfetta della vita ordinata (e finta) dei protagonisti. Ma questi momenti arrivano troppo tardi, e non bastano a risollevare un ritmo che fatica a decollare.
La colonna sonora è discreta, i costumi e le scenografie sono curati, ma tutto resta estetica senza anima. Persino la tensione emotiva – quella che dovrebbe esplodere quando la verità emerge – si perde in un finale fiacco.
Nicole Kidman salva (quasi) tutto
Se il film riesce comunque a restare in piedi, lo dobbiamo a lei: Nicole Kidman. La sua Nancy è una donna spaventata, ma anche affamata di verità. Una madre perfetta che vorrebbe fuggire, una moglie tradita che cerca di tradire a sua volta. Kidman le dà corpo e voce con una misura glaciale, mai sopra le righe, eppure sempre intensa.
Peccato che il personaggio non venga mai lasciato davvero libero. In un’altra versione di questo film, Nancy avrebbe potuto essere la nuova Amy di Gone Girl. Qui resta una figura trattenuta, e questo è il vero crimine.
Conclusione: un thriller che promette e non mantiene
Holland è uno di quei film che, terminati i titoli di coda, ti fanno pensare: “Tutto qui?”. Un’opera che aveva il potenziale per essere una critica feroce all’ipocrisia borghese, una discesa nell’ossessione o un noir ironico alla Coen. E invece si accontenta di essere un dramma sospeso, che non osa sporcarsi le mani.
Un’occasione sprecata, insomma. Ma se sei un fan irriducibile di Nicole Kidman, potresti comunque trovare qualcosa di gustoso in questa visione. Gli altri, forse, faranno meglio a cercare un altro treno da prendere.
E tu? Hai già visto Holland? Ti ha convinto o ti ha lasciato con l’amaro in bocca? Raccontacelo nei commenti!
La Recensione
Holland
"Holland", nuovo film di Mimi Cave con Nicole Kidman, prometteva misteri e tensione. Ma tra trenini, sospetti e silenzi, finisce per deragliare su binari troppo prevedibili.
PRO
- Nicole Kidman impeccabile: regge il film con classe e intensità.
CONTRO
- Trama moscia: promette suspense, ma non decolla mai.
- Personaggi piatti: Macfadyen e Bernal sottoutilizzati.
- Zero sorprese: tutto prevedibile, persino il colpo di scena.


