House of the Dragon 3 ha aperto la stagione con la Battaglia del Gullet e ora arriva la parte più dolorosa: le conseguenze. L’episodio 2, in onda il 29 giugno su Sky e HBO Max, dovrà raccogliere ciò che resta dopo il primo grande massacro della stagione. E, a giudicare dalle anticipazioni, non sarà una puntata di semplice passaggio. Sarà una puntata di lutto, rabbia, politica e vendetta.
Avviso spoiler: da questo punto in poi parleremo degli eventi già accaduti nella première della stagione 3 e delle anticipazioni dell’episodio 2. Se non hai ancora visto il primo episodio, fermati ora. Westeros è già abbastanza crudele senza farsi rovinare le sorprese.
La prima puntata ha fatto una scelta molto chiara: niente riscaldamento. Niente lunga preparazione. Niente tavoli pieni di nobili che si insultano con frasi eleganti per tre episodi prima di arrivare al disastro. La serie ha buttato subito gli spettatori nella Battaglia del Gullet, uno degli scontri più sanguinosi della Danza dei Draghi, e ha lasciato sul campo una perdita enorme: Jacaerys Velaryon.
Per Rhaenyra non è solo la morte di un figlio. È la caduta di un pezzo della sua idea di futuro.
Rhaenyra dopo Jace: la regina può smettere di trattenersi
Rhaenyra Targaryen, interpretata da Emma D’Arcy, entra nell’episodio 2 in una posizione emotiva devastante. Fino a questo momento la sua guerra è stata anche una lotta contro se stessa. Ha cercato di essere regina, madre, stratega, simbolo politico. Ha provato a non diventare solo una Targaryen guidata dal fuoco e dalla vendetta.
La morte di Jace rischia di spezzare quel controllo.
Le immagini e le anticipazioni mostrano una Rhaenyra più cupa, meno disposta ad accettare compromessi. E non potrebbe essere altrimenti. Jace non era soltanto un erede. Era uno dei pochi personaggi che cercavano ancora di tenere insieme senso del dovere, intelligenza politica e affetto familiare. La sua morte sposta tutto.
La domanda, ora, non è più solo cosa farà Rhaenyra per vincere. La domanda è cosa sarà disposta a perdere pur di non apparire debole.
E in House of the Dragon, ogni volta che un personaggio inizia a ragionare così, qualcuno finisce male.
Daemon torna in gioco, ma non aspettatevi carezze
L’episodio 2 dovrebbe riportare con forza anche Daemon Targaryen. Matt Smith resta uno degli attori capaci di rendere Daemon irritante, magnetico e pericoloso nello stesso momento. Non sai mai se sta per salvare la situazione o peggiorarla con la sicurezza di chi pensa di essere sempre la persona più intelligente nella stanza.
Le anticipazioni parlano di un incontro con Ulf e Hugh, i dragonseeds entrati nella guerra grazie al legame con i draghi. E questa è una dinamica interessante, perché Daemon non è esattamente il tipo da accogliere nuovi cavalieri con entusiasmo democratico.
Per lui il drago non è solo un’arma. È sangue, diritto, prestigio, identità. Vedere persone di origine più bassa salire in sella a creature leggendarie potrebbe farlo innervosire parecchio. E Daemon nervoso, lo sappiamo, non è mai una buona notizia per chi gli sta davanti.
Rhaena e Sheepstealer: il sogno si è trasformato in trauma
Uno dei nodi più delicati riguarda Rhaena. Dopo aver reclamato Sheepstealer, la giovane Targaryen si trova davanti a una realtà molto più dura del sogno che inseguiva. Avere un drago non significa possedere una soluzione. Non significa diventare invincibili. Non significa nemmeno avere davvero il controllo.
La tragedia del Gullet sembra destinata a pesare moltissimo su di lei. Rhaena voleva un posto nella guerra, un ruolo, un riconoscimento. Lo ha ottenuto nel modo più terribile possibile. Ora dovrà capire che un drago non è un cavallo un po’ più scenografico. È una creatura viva, enorme, imprevedibile, capace di cambiare il destino di una battaglia e di distruggere ciò che ami senza chiedere permesso.
Questa potrebbe essere una delle storyline più emotive dell’episodio. Non solo per la guerra, ma per il senso di colpa. Rhaena potrebbe scoprire che essere finalmente vista dagli altri non porta automaticamente pace. A volte porta solo un peso più grande.
Approdo del Re sembra pronta a crollare dall’interno
Mentre Roccia del Drago affonda nel dolore, Approdo del Re vive un’altra forma di paura. Alicent e Helaena restano nella Fortezza Rossa, ma quelle mura ormai sembrano più una prigione che una protezione. Il potere dei Verdi appare sempre più fragile, anche perché Aegon II non è più nella posizione di forza di un tempo.
Aegon e Larys Strong continuano la fuga, ma sarebbe ingenuo pensare che il re sia completamente fuori dalla partita. Aegon è ferito, isolato, forse ridotto a una presenza più debole. Però in Westeros anche un sovrano ferito può diventare un problema enorme, soprattutto se attorno a lui si muovono personaggi come Larys.
Larys non ha bisogno di draghi per essere pericoloso. Gli bastano informazioni, silenzi, porte chiuse e la capacità di capire cosa vogliono davvero le persone. In una fase così instabile, potrebbe avere ancora più spazio.
Ser Luthor Largent e il peso delle Cappe Dorate
Tra i nomi da tenere d’occhio c’è Ser Luthor Largent, interpretato da Tom Cullen. Comandante delle Cappe Dorate, rappresenta un tipo di potere meno spettacolare dei draghi ma molto concreto: il controllo della città.
In una guerra civile, chi comanda le strade può contare quasi quanto chi comanda gli eserciti. Approdo del Re non cade solo con un assedio. Può cadere anche attraverso il tradimento, la convenienza, il cambio di fedeltà al momento giusto. E chi conosce la storia della Danza dei Draghi sa che le Cappe Dorate non sono una pedina qualunque.
La serie sembra pronta a spostare parte della tensione dalla battaglia aperta all’intrigo urbano. Meno fuoco, più coltelli dietro la schiena. Che, in fondo, è sempre stato uno dei piaceri peggiori di questo universo.
Criston Cole e Gwayne Hightower guardano il cielo
Le anticipazioni mostrano anche Criston Cole e Gwayne Hightower nelle Riverlands, apparentemente distratti da qualcosa sopra di loro. Un drago, quasi sicuramente. Ma quale?
Caraxes? Vhagar? Un altro cavaliere pronto a cambiare il corso degli eventi?
Criston Cole, dopo tutto quello che ha fatto, resta uno dei personaggi più divisivi della serie. È un uomo consumato dal rancore, dalla fede, dall’ambizione e da una serie di scelte pessime che continuano a presentargli il conto. Vederlo di nuovo davanti alla minaccia dei draghi può diventare uno dei momenti più tesi dell’episodio, anche perché nelle Riverlands la guerra rischia di assumere una forma ancora più sporca.
Corlys, Alyn e Baela: cosa resta dei Velaryon?
L’altro grande interrogativo riguarda Corlys Velaryon. La première lo ha messo in grave pericolo e l’episodio 2 sembra destinato a portarci sulle coste devastate dal Gullet, tra relitti, resti della battaglia e conseguenze impossibili da ignorare.
La presenza di Alyn e Baela in quella zona non è casuale. Entrambi sono legati a Corlys e al destino di Casa Velaryon. Dopo la distruzione e la perdita di Driftmark, la domanda diventa pesante: che ruolo avranno ora i Velaryon nella guerra?
Corlys non è solo un alleato di Rhaenyra. È una figura politica, militare e familiare enorme. Il suo destino potrebbe cambiare gli equilibri dei Neri e aprire nuove fratture. Alyn, poi, sembra destinato a crescere sempre di più nella narrazione. E Baela porta con sé quella combinazione di coraggio, rabbia e sangue Targaryen che può diventare preziosa o pericolosa a seconda del momento.
L’episodio 2 può essere più importante della battaglia
Dopo una première così spettacolare, il rischio era pensare che l’episodio successivo dovesse per forza abbassare il ritmo. In realtà, House of the Dragon spesso dà il meglio proprio dopo il rumore della guerra. Perché è lì che i personaggi devono guardare ciò che hanno perso. È lì che capiscono se sono ancora persone o solo strumenti della vendetta.
L’episodio 2 sembra costruito su questo: non la battaglia, ma il prezzo della battaglia. Non il drago che brucia, ma chi resta a contare i morti. Non il gesto eroico, ma la decisione fredda che arriva dopo una notte senza sonno.
La Danza dei Draghi è entrata nella sua fase più brutale. E se Rhaenyra cambierà davvero dopo la morte di Jace, allora la stagione 3 potrebbe diventare molto più feroce di quanto ci aspettassimo.
Tu cosa ne pensi? Dopo la Battaglia del Gullet, Rhaenyra riuscirà ancora a controllare la guerra o la perdita di Jace la spingerà verso scelte senza ritorno? Scrivilo nei commenti.


