Attenzione: l’articolo contiene spoiler importanti sul sesto episodio della terza stagione di House of the Dragon. Prosegui soltanto dopo aver visto la puntata.
Ser Criston Cole è morto. Il sesto episodio della terza stagione di House of the Dragon elimina uno dei personaggi più odiati dal pubblico, affidandogli una fine rapida, brutale e molto lontana dall’uscita gloriosa che avrebbe desiderato.
Criston, interpretato da Fabien Frankel, cade durante uno scontro nelle Terre dei Fiumi. Lui e i pochi soldati rimasti raggiungono un campo coperto di corpi apparentemente senza vita. Si tratta però di una trappola: gli uomini dei Tully si rialzano e attaccano i Verdi, costringendoli a combattere prima dell’arrivo di forze ancora più numerose fedeli a Rhaenyra.
Criston riesce a sopravvivere alla prima aggressione, ma capisce presto che non esiste una via di fuga. Cerca allora di ottenere un ultimo duello, proponendosi come avversario per risparmiare almeno parte dei suoi uomini. Non gli viene concessa neppure quella consolazione.
Alysanne Blackwood, conosciuta come Black Aly e interpretata da Annie Shapero, lo colpisce con più frecce. Le prime si conficcano nel corpo, mentre l’ultima lo raggiunge al volto. Criston crolla sul terreno con un ricordo di Alicent legato alla spada.
Criston Cole muore senza ottenere la gloria che cercava
La scena funziona perché nega a Criston il tipo di morte che lui stesso avrebbe voluto raccontare. Per anni il personaggio ha parlato di onore, dovere, fedeltà e sacrificio, pur comportandosi spesso in maniera opposta.
Nel momento finale prova ancora a presentarsi come un cavaliere disposto a immolarsi per i propri soldati. La guerra, però, non gli concede una sfida cavalleresca. Viene abbattuto a distanza prima che possa dimostrare qualcosa.
La sua fine è quasi una risposta al modo in cui ha vissuto. Criston ha sempre cercato di costruire una versione nobile delle proprie scelte, anche dopo aver trasformato rancori personali e frustrazioni in decisioni politiche capaci di provocare morti.
Il pubblico non ha impiegato molto a celebrare la scena. Dopo la messa in onda, molti spettatori hanno definito la sua morte perfetta, ricordando quanto il personaggio fosse detestato fin dalla prima stagione.
Il rancore verso Rhaenyra ha segnato l’intera storia di Criston
Criston entra nella serie come un cavaliere scelto personalmente da Rhaenyra Targaryen per far parte della Guardia Reale. Tra loro nasce una relazione, ma i due interpretano quel legame in maniera completamente diversa.
Lui le propone di rinunciare alla successione e di fuggire insieme. Rhaenyra rifiuta perché non intende abbandonare il proprio nome, il trono e la vita che le è stata assegnata. Da quel momento Criston trasforma il dolore del rifiuto in un rancore che non riesce più a controllare.
Invece di accettare che Rhaenyra non condivida il suo progetto, si schiera con Alicent e diventa uno dei nemici più accaniti della donna che aveva giurato di proteggere.
Il problema non è soltanto la scelta politica. Criston continua a parlare come se fosse stato tradito, anche se era stato lui a pretendere che Rhaenyra rinunciasse alla propria esistenza per seguirlo.
Il suo rapporto con Alicent mostra tutta la sua ipocrisia
Criston basa gran parte della propria identità sui voti della Guardia Reale. Si considera un uomo d’onore e giudica duramente chi non rispetta le regole. Eppure intrattiene una relazione segreta con Alicent, violando ancora una volta gli stessi giuramenti che utilizza per condannare gli altri.
La seconda stagione aveva reso questa contraddizione ancora più evidente. Mentre Criston si trovava con Alicent, Sangue e Formaggio entrarono nella Fortezza Rossa e uccisero il piccolo Jaehaerys.
Criston reagì al proprio senso di colpa cercando nuovi responsabili e inviando Ser Arryk a uccidere Rhaenyra. Ancora una volta trasformò una sua mancanza in un atto di violenza rivolto contro qualcun altro.
Anche il fazzoletto di Alicent mostrato prima della morte ha un significato amaro. Criston continua a pensare a lei nel momento finale, ma il loro rapporto è ormai svuotato. Alicent non sembra più vedere in lui un compagno e porta addosso il peso delle conseguenze provocate dalle loro scelte.
Fabien Frankel ha reso Criston odioso senza farne una caricatura
La soddisfazione provata davanti alla morte del personaggio non dovrebbe far dimenticare la prova di Fabien Frankel. L’attore ha saputo trasformare Criston in una presenza irritante, rigida e spesso insopportabile senza ridurlo a un cattivo privo di motivazioni.
Criston non nasce come un mostro. È un uomo che non riesce a gestire la vergogna, il rifiuto e la distanza tra l’immagine che ha di sé e ciò che fa. Ogni volta che potrebbe riconoscere le proprie colpe, preferisce attribuirle a Rhaenyra, alla guerra o alle persone che gli stanno accanto.
La terza stagione gli aveva dato un atteggiamento sempre più fatalista. Criston sembrava ormai consapevole di aver contribuito a creare una guerra impossibile da controllare e procedeva verso la morte senza cercare seriamente di evitarla.
L’imboscata chiude quindi un percorso iniziato molto prima. Ser Criston Cole muore da comandante sconfitto, circondato dai soldati avversari e senza la possibilità di trasformare l’ultimo istante in una leggenda.
Per molti spettatori sarà una liberazione. Per la serie rappresenta invece la perdita di un personaggio capace di suscitare reazioni fortissime in ogni scena.
Hai esultato davanti alla morte di Ser Criston Cole oppure pensi che House of the Dragon abbia eliminato troppo presto uno dei suoi personaggi più controversi? Scrivilo nei commenti.


