Attenzione: ci sono spoiler su House of the Dragon 3×03 e possibili anticipazioni da Fuoco e Sangue.
House of the Dragon potrebbe aver appena iniziato a preparare uno dei passaggi più inquietanti della Danza dei Draghi. Nell’episodio 3 della terza stagione, Rhaenyra ha conquistato Approdo del Re, ma la vittoria non le porta la pace che sperava. La città è nelle sue mani, sì, ma il controllo vero è un’altra cosa. Mancano soldi, manca cibo, il popolo è nervoso e la Fede non sembra pronta a riconoscerla come regina legittima.
In mezzo a questo clima teso compare il Sommo Septon, interpretato da Simon Chandler, e la sua scena con Rhaenyra pesa molto più di quanto sembri. Il personaggio era già apparso nella prima stagione, durante l’incoronazione di Aegon II. Ora Rhaenyra vorrebbe da lui un gesto simile, un riconoscimento pubblico capace di rafforzare il suo potere davanti alla città. Ma il Septon non glielo concede. Anzi, si mostra freddo, duro, quasi ostile.
Per Rhaenyra è un problema enorme. Una corona può essere conquistata con i draghi, ma per governare serve altro. Serve che la città ti accetti. Serve che il popolo non ti veda come un’usurpatrice, una straniera o una punizione mandata dagli dèi. E ad Approdo del Re la gente comune ha già abbastanza motivi per essere spaventata: la guerra ha portato fame, incertezza e rabbia. In una città così, basta una voce forte per trasformare il malcontento in rivolta.
Ed è qui che entra in gioco una teoria molto interessante legata a Fuoco e Sangue, il libro di George R.R. Martin da cui la serie prende ispirazione. Nel romanzo compare una figura chiamata il Pastore, un predicatore misterioso che riesce a parlare alla parte più esasperata del popolo. Non è un cavaliere, non è un nobile, non ha un esercito. Ha però una cosa molto pericolosa: la capacità di convincere la folla.
Nel libro, il Pastore si scaglia contro Rhaenyra, contro i Targaryen e soprattutto contro i draghi. Li dipinge come creature mostruose, simboli di un potere corrotto e lontano dalla gente. Le sue parole trovano terreno fertile in una città stanca, affamata e piena di paura. Da lì nasce una delle pagine più tragiche della Danza dei Draghi, con la rabbia popolare che esplode e porta conseguenze devastanti.
La serie potrebbe aver scelto una strada diversa, ma molto intelligente. Invece di introdurre all’improvviso il Pastore come un personaggio nuovo, House of the Dragon potrebbe usare il Sommo Septon per costruire quella stessa funzione narrativa. Sarebbe una modifica sensata. Il pubblico conosce già il personaggio, sa che rappresenta la Fede e capisce subito perché le sue parole possano avere un peso enorme sulla popolazione.
Il modo in cui parla a Rhaenyra nell’episodio 3 sembra andare proprio in quella direzione. Non è soltanto un uomo religioso che nega una cerimonia. Sembra qualcuno che vede nei draghi una minaccia spirituale, non solo politica. Il suo rifiuto non riguarda soltanto Rhaenyra come persona. Sembra riguardare l’idea stessa che una famiglia di cavalieri dei draghi possa dominare il regno come se fosse intoccabile.
Questo rende la posizione di Rhaenyra ancora più fragile. Lei ha conquistato Approdo del Re, ma non ha conquistato la fiducia della città. Può occupare la Fortezza Rossa, può sedersi sul Trono di Spade, può contare sui suoi draghi. Però non può costringere la gente ad amarla. E se la Fede dovesse mettersi apertamente contro di lei, la sua vittoria potrebbe trasformarsi in un incubo.
La cosa interessante è che House of the Dragon sta spostando il conflitto su un piano più sporco e meno spettacolare. Non ci sono solo battaglie, alleanze, tradimenti di corte e draghi che si affrontano in cielo. C’è anche una città piena di persone comuni che hanno fame e paura. Persone che non vedono i Targaryen come figure leggendarie, ma come nobili lontani che combattono tra loro mentre il popolo paga il prezzo della guerra.
Per il pubblico, questo può diventare uno degli elementi più forti della stagione. Rhaenyra ha sempre avuto una causa legittima, almeno dal punto di vista dinastico. Era l’erede scelta da Viserys, e la sua esclusione ha aperto la strada alla guerra. Ma essere nel giusto non basta a governare bene. La serie sembra voler mostrare proprio questo: anche una regina legittima può perdere il controllo se ignora la fame, la paura e l’umore della città.
Il Sommo Septon, allora, potrebbe diventare il volto di questa rabbia. Non per forza il Pastore identico al libro, ma una sua versione televisiva. Un uomo già dentro le istituzioni, capace di parlare in nome degli dèi e di dare al popolo una spiegazione semplice per il suo dolore: i draghi sono il male, i Targaryen sono la causa, Rhaenyra è il bersaglio.
Naturalmente, per ora resta una teoria. La serie potrebbe anche usare il Septon solo per mostrare quanto sia complicato il rapporto tra Rhaenyra e la Fede. Però il tempismo della scena non sembra casuale. L’episodio arriva proprio nel momento in cui la regina deve passare dalla conquista al governo. E quello, per lei, potrebbe essere il vero esame.
Se House of the Dragon sta davvero preparando il Pastore, allora la terza stagione potrebbe portare la guerra dentro le strade di Approdo del Re. Non più soltanto nelle sale del potere o nei cieli attraversati dai draghi, ma tra la gente comune, tra chi non ha scelto questa guerra e ora ne subisce le conseguenze.
Rhaenyra ha vinto una battaglia importante, ma la città potrebbe non essere dalla sua parte. E in Westeros, una folla guidata dalla paura può diventare più pericolosa di un esercito.
Secondo voi il Sommo Septon diventerà la versione televisiva del Pastore oppure House of the Dragon sta preparando un’altra minaccia per Rhaenyra? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.


