Il 2025 si sta rivelando un anno straordinario per gli amanti del brivido. Siamo appena oltre la metà dell’anno e l’horror ha già regalato una festa sanguinolenta di pellicole che spaziano dai sequel intelligenti ai progetti passion di registi affermati, dai thriller sci-fi ai blockbuster intrisi di sangue. Non è solo questione di quantità: la varietà e l’inventiva dimostrate finora promettono di rendere questo uno degli anni più memorabili per il genere negli ultimi tempi.
Da un lato abbiamo A24 che continua a terrorizzare il pubblico con Torna da me (Bring Her Back), un’esperienza viscerale che ha fatto rabbrividire anche i fan più navigati. Dall’altro, Ryan Coogler si è cimentato per la prima volta con l’horror dirigendo I peccatori (Sinners), un epico vampire movie gotico ambientato nel Sud degli Stati Uniti che ha sfidato e ampliato le aspettative del genere.
Il 2025 è stato anche caratterizzato dall’arrivo di diversi registi affermati di Hollywood al loro debutto nell’horror, come Steven Soderbergh con il thriller soprannaturale Presence, che ha offerto voyeurismo e una tensione che cresce lentamente ma inesorabilmente. La lista che state per leggere rappresenta solo l’antipasto di quello che ci aspetta: sono ancora in arrivo Together, Him, The Black Phone 2, I Know What You Did Last Summer, The Conjuring: Last Rites e molti altri, quindi questa selezione è destinata a crescere entro la fine dell’anno.
1. I peccatori: quando Ryan Coogler incontra i vampiri del Mississippi
Ryan Coogler firma il suo primo film horror e lo fa in grande stile con I peccatori, un’opera ambiziosa che rifiuta di rimanere confinata nei confini tradizionali del genere. La trama apparentemente semplice – due fratelli gemelli che tornano nella loro città natale nel Mississippi dei primi anni ’30 per aprire un nightclub – nasconde una storia intrisa di sangue che esplora violenza, libertà, vendetta e redenzione sullo sfondo di vampiri del Deep South e musica blues soprannaturalmente carica.
Michael B. Jordan si sdoppia in un doppio ruolo che gli permette di mostrare tutta la sua versatilità attoriale, affiancato da una Hailee Steinfeld in stato di grazia. Il film è immaginativo e ricco d’azione, ma è soprattutto un’opera che evoca spiriti in più di un senso, fondendo magistralmente elementi horror con una riflessione profonda sull’America degli anni ’30.
La collaborazione tra Coogler e il compositore Ludwig Göransson trasforma la musica in un vero e proprio personaggio, capace di rompere le barriere tra vita e morte, passato e futuro. Un’esperienza cinematografica che dimostra come l’horror possa essere veicolo di messaggi sociali profondi senza perdere un grammo della sua efficacia terrificante.
2. Bring Her Back – Torna da me: i fratelli Philippou superano se stessi
Dopo il successo di Talk to Me, Danny e Michael Philippou tornano con Torna da me (Bring Her Back), il loro secondo horror che segna un’evoluzione significativa rispetto al debutto. Se il primo film aveva un approccio più esoterico e metafisico, questo nuovo lavoro si tuffa a capofitto nel territorio del body horror, mantenendo però il sottogenere dell’evocazione che caratterizza il duo.
La storia di due fratellastri orfani mandati a vivere temporaneamente con la loro nuova madre adottiva Laura si trasforma rapidamente in un esercizio di terrore crescente quando viene rivelato che la donna sta ancora elaborando il lutto per la morte per annegamento della figlia e è disperata di riportarla indietro a qualsiasi costo.
Billy Barratt è straordinario nel ruolo di Andy, un fratello maggiore disperato appesantito dal suo trauma e dal senso di responsabilità. Le performance sono tutte coinvolgenti e totalmente immersive, mentre ogni scena viscerale e sempre più raccapricciante spinge sia il protagonista adolescente che gli spettatori verso una conclusione impensabile.
3. Companion: intelligenza artificiale e horror domestico
Sophie Thatcher e Jack Quaid sono protagonisti di una delle sorprese più intelligenti dell’anno con Companion, un horror sci-fi che è al contempo thriller e commedia nera. La storia prende una piega scioccante quando, durante un weekend in una casa sul lago, una giovane donna di nome Iris scopre di essere in realtà un robot companion controllato tramite un’app sul telefono del suo innocuo fidanzato Josh.
Il film è al suo meglio assoluto quando Thatcher e Quaid sono completamente fuori controllo: la prima nei panni di una Iris insanguinata che parla tedesco frenetico a un poliziotto sconcertato, il secondo come un Josh sempre più sociopatico quando inizia a perdere il controllo della sua robo-fidanzata e entra in modalità incel.
Intelligente, stiloso e a tratti deliziosamente sciocco, Companion è una commedia romantica contorta con un approccio fresco e attuale alla Final Girl nell’era dell’ansia computerizzata e delle politiche di genere.
4. Final Destination: Bloodlines riporta in vita il franchise
Non molti franchise horror migliorano al sesto capitolo, ma il sanguinoso Final Destination: Bloodlines potrebbe essere il migliore della serie fino ad oggi. Questo supernatural slasher riporta i fan alle origini, molto prima del fatidico incidente aereo del primo film.
La sopravvivenza improbabile di una giovane donna a una tragica catastrofe in una torre negli anni ’60 innesca una serie di morti brutali per i suoi discendenti. Il film presenta un breve ma sorprendentemente emozionante monologo del compianto Tony Todd, leggenda dell’horror, e una performance affascinante di Brec Bassinger come la non-così-Final Girl della timeline degli anni ’60.
Bloodlines è divertente, imprevedibile e creativamente raccapricciante, riuscendo a rinvigorire il franchise dormiente per una nuova generazione mantenendo intatta l’essenza che ha reso celebre la serie.
5. The Ugly Stepsister: body horror medievale dal sapore norvegese
Questo horror comico norvegese sovverte la storia amata di Cenerentola con un approccio contorto dal punto di vista delle cosiddette sorellastre brutte. Su incoraggiamento della madre egoista e spinta dalla crescente gelosia verso la sua sorellastra-ora-serva convenzionalmente bella, Elvira si sottopone a una serie di procedure cosmetiche raccapriccianti e dolorose per diventare bella nella speranza di conquistare il principe superficiale del regno.
La chirurgia plastica diventa tortura medievale in questa fiaba body horror cupa e brutale che mette in evidenza l’ossessione oscura della società per gli standard di bellezza e abbraccia l’idea di un “vissero felici e contenti” attraverso l’accettazione radicale di sé.
6. Presence: Soderbergh reinventa il ghost movie
Steven Soderbergh porta il suo tocco distintivo al genere horror con Presence, un film che racconta una storia familiare dal punto di vista di un fantasma. Una famiglia che si trasferisce in una nuova casa dopo un evento traumatico chiede l’aiuto di un medium quando il più giovane inizia a sentire una presenza inquietante.
La storia al centro del film è qualcosa che abbiamo già visto prima, ma l’esecuzione del film, raccontando quella storia dalla prospettiva di un fantasma, offre agli spettatori qualcosa di fresco. Con performance sottotese e un paio di colpi di scena sobri, Presence è un slow burn gelido dall’inizio alla fine che, a differenza del suo spettro, non divaga mai, mantenendo una struttura serrata che permette al pubblico di mettere insieme il puzzle pezzo per pezzo.
7. Grafted: body horror candy-coated dalla Nuova Zelanda
In Grafted, una timida prodigio scientifica cinese orfana di nome Wei tenta di completare la ricerca medica sperimentale del padre mentre frequenta l’università in Nuova Zelanda. Nonostante sia incredibilmente brillante, le sue insicurezze derivanti da una voglia facciale, l’ostracismo sociale della cugina popolare e dei coetanei, e la xenofobia che sperimenta la spingono sull’orlo della follia dopo aver fatto una scoperta scientifica con implicazioni terrificanti.
La situazione di Wei diventa sempre più precaria mentre inizia letteralmente a indossare i volti dei suoi persecutori in un disperato tentativo di integrarsi e riprendersi quello che le appartiene. Camp, intelligente e grottescamente divertente, il debutto alla regia di Sasha Rainbow è un incubo body horror candy-coated che è in parti uguali The Substance e Face/Off.
L’horror del 2025 dimostra che il genere è più vivo che mai, capace di reinventarsi continuamente pur mantenendo le sue radici più profonde. Dalla critica sociale mascherata da vampire movie ai robot assassini travestiti da commedie romantiche, quest’anno ha offerto qualcosa per ogni tipo di fan del brivido.
E tu, quale di questi film ti ha colpito di più? Hai già visto qualcuno di questi titoli o stai aspettando le prossime uscite? Raccontaci nei commenti qual è secondo te il miglior horror del 2025 finora!


