I Muse tornano in Italia a novembre 2026 con due concerti a Milano, e per i fan della band britannica è una di quelle notizie che fanno partire subito il ragionamento pratico: biglietti, ferie, treno, hotel, soldi da mettere da parte e magari un’amicizia da convincere con la solita frase: “Dai, questa volta dobbiamo andarci”. Le date sono due: venerdì 20 novembre e sabato 21 novembre 2026 all’Unipol Dome di Milano.
Il tour si chiama The Wow! Signal Europa Tour e arriva pochi mesi dopo l’uscita del nuovo album dei Muse, The Wow! Signal, prevista per il 26 giugno 2026. Un titolo molto da loro, diciamolo. Perché Matt Bellamy e soci non hanno mai avuto paura di guardare verso l’alto: spazio, misteri cosmici, tecnologia, controllo, apocalissi, segnali alieni, paranoia e chitarre enormi. In pratica il loro condominio emotivo da almeno vent’anni.
Il nome del disco richiama il famoso Wow! Signal, il segnale radio captato nel 1977 e rimasto nell’immaginario collettivo come uno dei grandi misteri legati alla possibile esistenza di vita extraterrestre. Non serve essere astronomi per capire perché i Muse ci siano finiti sopra con entusiasmo. È proprio il loro territorio: una cosa scientifica, misteriosa, un po’ inquietante e perfetta per essere trasformata in un ritornello da cantare in mezzo a migliaia di persone.
La band arriva a Milano in una fase importante. The Wow! Signal sarà il decimo album in studio dei Muse, dopo Will of the People del 2022. Nel frattempo, il gruppo ha già iniziato a far sentire alcuni brani nuovi, tra cui Be With You, Cryogen e Hexagons, tutti legati a questa nuova era più spaziale e, almeno sulla carta, molto vicina al lato più epico della band.
Ecco, se c’è una cosa che i Muse sanno fare bene è trasformare un concerto in qualcosa che non sembra solo un concerto. Luci, visual, strutture sceniche, momenti teatrali, muri di suono, bassi che ti raddrizzano la schiena e Matt Bellamy che passa da falsetti impossibili a riff da fine del mondo come se fosse una cosa normale. I Muse dal vivo non sono mai stati una band da “salgo, suono, saluto e vado via”. Sono una macchina da arena, nel senso più fisico del termine.
Per questo le due date all’Unipol Dome fanno gola. Dopo anni di grandi show in spazi enormi, rivederli in un’arena indoor può rendere l’esperienza ancora più compatta e potente. L’Unipol Dome è una delle nuove grandi sedi per eventi dal vivo a Milano, e un gruppo come i Muse sembra fatto apposta per testarne luci, acustica e capacità di reggere una produzione scenica molto ambiziosa. Perché con loro non ti aspetti due fari e un telo nero dietro. Ti aspetti il delirio organizzato. E possibilmente qualche momento in cui pensi: “Ok, questa cosa non era necessaria, ma grazie per averla fatta”.
La doppietta milanese arriva anche in un periodo interessante per il pubblico italiano. Novembre non è esattamente il mese più allegro dell’anno. Pioggia, buio presto, cappotti tirati fuori dall’armadio, quella sensazione di essere entrati in modalità sopravvivenza. Poi però arrivano due serate con i Muse e improvvisamente la settimana prende un altro sapore. Un po’ come mettere una centrale nucleare in mezzo al calendario.
Naturalmente la domanda principale riguarda i biglietti. Le prevendite partiranno nei giorni precedenti, mentre la vendita generale è prevista dalle 10:00 di venerdì 19 giugno 2026. Chi vuole esserci farebbe bene a muoversi in fretta, perché i Muse in Italia hanno sempre avuto un pubblico molto fedele. E due date possono sembrare tante, ma per una band del genere il rischio “ci penso domani” è sempre pericoloso. Domani, spesso, resta solo il settore con visuale sul gomito del tecnico luci.
La scaletta resta ovviamente da scoprire, ma è facile immaginare un equilibrio tra i brani del nuovo album e i pezzi che il pubblico pretende quasi per contratto morale: Uprising, Starlight, Supermassive Black Hole, Knights of Cydonia, Time Is Running Out, Plug In Baby, Hysteria. Poi magari cambieranno, sorprenderanno, taglieranno qualcosa e qualcuno si lamenterà. È la liturgia dei grandi concerti: prima compri il biglietto, poi inizi a fare il direttore artistico dal divano.
La cosa più interessante, però, sarà capire che tipo di immaginario costruiranno intorno a The Wow! Signal. Se il disco parla di misteri cosmici e segnali dallo spazio, il tour potrebbe diventare una specie di viaggio tra fantascienza, rock e paranoia futuristica. E con i Muse, questa miscela funziona spesso molto bene. Anche quando esagerano. Anzi, forse soprattutto quando esagerano.
Matt Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard hanno costruito una carriera su un’idea precisa: il rock può ancora essere enorme, teatrale, melodrammatico, tecnologico e completamente fuori scala. Non sempre tutto funziona allo stesso modo, certo. Ma quando i Muse centrano il bersaglio, pochi gruppi riescono a dare quella sensazione da “fine del mondo con cori da stadio”.
Milano avrà due occasioni per verificarlo. 20 e 21 novembre 2026, Unipol Dome. Segnale ricevuto.
Tu ci andrai a vedere i Muse a Milano o aspetti prima di ascoltare il nuovo album The Wow! Signal? Scrivilo nei commenti.


