Se non avete mai visto Il buono, il brutto, il cattivo, questo è uno di quei momenti in cui le scuse iniziano a diminuire parecchio: il capolavoro di Sergio Leone è disponibile gratis su RaiPlay ancora per circa 10 giorni. Un’occasione particolarmente interessante perché parliamo di uno dei western più influenti della storia del cinema, con Clint Eastwood, Lee Van Cleef ed Eli Wallach e le musiche indimenticabili di Ennio Morricone. RaiPlay lo propone attualmente in streaming gratuito.
Il film uscì nel 1966 e rappresenta il terzo capitolo della cosiddetta Trilogia del dollaro, dopo Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più. Sergio Leone aveva già rivoluzionato il western con i primi due film, ma con questo decide di alzare ulteriormente l’asticella: tre protagonisti, una storia molto più ampia e sullo sfondo addirittura la Guerra di Secessione americana.
E il risultato continua a funzionare sessant’anni dopo.
Tre uomini, un tesoro e praticamente nessuno di cui fidarsi
La storia ruota attorno a Tuco, Joe e Sentenza.
Tuco è “il brutto”, Joe è “il buono” e Sentenza naturalmente “il cattivo”. Definizioni che sembrano molto semplici, ma che Leone utilizza quasi con ironia, perché nessuno dei tre è esattamente un modello di moralità.
Tutti vogliono mettere le mani su una grande quantità d’oro nascosta in una tomba. Il problema è che le informazioni necessarie per trovarla sono divise tra più persone.
Joe conosce il nome scritto sulla tomba.
Tuco sa invece in quale cimitero cercare.
Da quel momento i due sono praticamente costretti a sopportarsi, mentre Sentenza li segue con intenzioni decisamente poco amichevoli. RaiPlay descrive proprio questa corsa all’oro come il centro della storia, immersa nella violenza della Guerra di Secessione.
Una caccia al tesoro di quasi tre ore che, sulla carta, potrebbe sembrare interminabile. In realtà Leone riesce a trasformare attese, silenzi e sguardi in parte dello spettacolo.
Quentin Tarantino lo considera un punto di riferimento assoluto
Tra i tantissimi registi cresciuti con il cinema di Leone c’è Quentin Tarantino.
Tarantino ha citato più volte Il buono, il brutto, il cattivo tra i film fondamentali per il proprio modo di fare cinema, arrivando a definirlo uno dei risultati più alti della regia cinematografica.
Non è difficile capire perché.
Basta guardare il modo in cui Leone costruisce una scena: un primo piano sugli occhi, poi un dettaglio della pistola, qualche secondo di silenzio che sembra durare un’eternità e infine l’esplosione improvvisa della violenza.
Tarantino ha ripreso quel linguaggio in moltissimi suoi film.
Reservoir Dogs, Kill Bill, Django Unchained e soprattutto The Hateful Eight hanno tutti qualche traccia di quel tipo di cinema. Non necessariamente nella storia, ma nel modo di usare il tempo, la musica e l’attesa.
E poi c’è Ennio Morricone
Parlare del film senza parlare della musica sarebbe praticamente impossibile.
Ennio Morricone firma una delle colonne sonore più riconoscibili mai scritte per il cinema. Anche chi non ha visto il film probabilmente conosce il celebre tema principale.
Leone e Morricone lavoravano in modo quasi simbiotico. In alcune sequenze la musica non accompagna semplicemente quello che vediamo: decide il ritmo stesso delle immagini.
La scena finale nel cimitero ne è probabilmente l’esempio più famoso.
Tre uomini.
Un’arena circolare improvvisata.
Poche parole.
E quella musica che continua a crescere fino al duello.
È diventata una delle sequenze più imitate nella storia del cinema.
Clint Eastwood diventò definitivamente un’icona
Il film consolidò anche l’immagine di Clint Eastwood come Uomo senza nome.
Cappello, poncho, sigaro e pochissime parole.
Prima di Leone, Eastwood era conosciuto soprattutto per la televisione americana. La Trilogia del dollaro lo trasformò invece in una star internazionale e costruì un tipo di protagonista completamente diverso dal cowboy classico.
Joe non è l’eroe senza macchia che arriva in città per ristabilire la giustizia.
È opportunista, violento e disposto a usare gli altri quando gli conviene. Semplicemente, nel confronto con Sentenza, appare leggermente meno terribile.
Anche Sergio Leone aveva spiegato di non credere molto nelle categorie assolute di buono e cattivo e di voler proprio smontare queste etichette attraverso il western.
Eli Wallach rischia quasi di rubare il film a tutti
Se Clint Eastwood rappresenta l’immagine più famosa del film, Eli Wallach è probabilmente il personaggio più imprevedibile.
Il suo Tuco è sporco, rumoroso, opportunista, comico e spesso disperato.
Leone gli concede tantissimo spazio e Wallach lo riempie completamente. Rai Cultura sottolinea proprio il talento comico dell’attore nella costruzione del personaggio.
In mezzo a due uomini che parlano pochissimo, Tuco parla abbastanza per tutti e tre.
Ed è anche quello che rende il film meno solenne di quanto potrebbe sembrare ricordandone soltanto le scene più famose.
Un western italiano che ha cambiato il western americano
Il paradosso più bello resta questo.
Sergio Leone era italiano, gran parte della produzione era europea e molte location erano in Spagna. Eppure Il buono, il brutto, il cattivo è diventato uno dei film che hanno maggiormente modificato il modo in cui il cinema americano ha raccontato il West.
Lo spaghetti western all’epoca veniva spesso considerato una versione più economica e meno prestigiosa del western statunitense.
Leone lo trasformò invece in qualcosa di completamente personale.
Volti sporchi, personaggi moralmente ambigui, violenza improvvisa, primi piani estremi e una musica impossibile da separare dalle immagini.
Dopo di lui il western non sarebbe stato più lo stesso.
Su RaiPlay avete ancora pochi giorni per recuperarlo
La buona notizia è quindi molto semplice: in questo momento Il buono, il brutto, il cattivo si può vedere gratuitamente su RaiPlay, dove la piattaforma lo presenta come un classico del western firmato Sergio Leone.
Se il contatore attuale resterà invariato, ci sono ancora circa dieci giorni per recuperarlo gratuitamente prima della scadenza della disponibilità.
Sono quasi tre ore di film, è vero.
Ma se qualcuno vi dice che non succede abbastanza, aspettate almeno di arrivare al cimitero.
Poi ne riparliamo.
Avete già visto Il buono, il brutto, il cattivo oppure approfitterete di questi ultimi giorni su RaiPlay per recuperarlo? Scrivetelo nei commenti e diteci cosa ne pensate.


