Bogdan tornerà, promesso. Il regista Chris Columbus ha finalmente fatto chiarezza su uno dei dubbi più grandi dei fan de “Il club dei delitti del giovedì”: cosa succederà al personaggio di Bogdan nei possibili sequel? Dopo aver stravolto il destino del tuttofare preferito dal pubblico rispetto ai romanzi originali di Richard Osman, Columbus ha dovuto affrontare le preoccupazioni dei lettori più accaniti che temevano di non rivedere più uno dei protagonisti più amati della serie.
Il film Netflix, con il suo cast stellare guidato da Helen Mirren, ha infatti operato una modifica sostanziale rispetto al materiale di partenza: mentre nei libri Elizabeth sceglie di non denunciare Bogdan dopo aver scoperto che è lui l’assassino di Tony Curran, nell’adattamento cinematografico il personaggio finisce dietro le sbarre. Una scelta narrativa che ha generato reazioni contrastanti tra i fan della saga letteraria, preoccupati per il futuro del franchise streaming.
Columbus, però, sembra aver pianificato tutto nei minimi dettagli. Il regista ha rivelato di aver letto tutti i romanzi pubblicati da Osman e di conoscere perfettamente l’evoluzione di ogni personaggio, inclusi quelli apparentemente secondari. Una strategia produttiva che dimostra come l’adattamento sia stato concepito sin dall’inizio come il primo tassello di una saga più ampia, con ogni scelta narrativa calibrata per preparare il terreno ai capitoli successivi.
La strategia narrativa di Columbus per il franchise
Chris Columbus non ha improvvisato quando ha deciso di modificare il destino di Bogdan. Il regista ha spiegato che conosceva esattamente dove stava andando ogni personaggio della serie, basandosi sui quattro romanzi già pubblicati da Richard Osman. “Ci siamo resi conto che questi libri erano incredibilmente popolari tra il pubblico, non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo”, ha dichiarato in un’intervista a Collider.
La preparazione meticolosa del progetto ha coinvolto anche il cast. Columbus ha fornito agli attori materiale extra tratto dai romanzi, inclusi dialoghi e descrizioni dei personaggi che non erano presenti nella sceneggiatura del primo film. Questo approccio ha permesso a interpreti del calibro di Helen Mirren, Pierce Brosnan e Ben Kingsley di costruire i loro personaggi con una consapevolezza narrativa che va oltre il singolo episodio.
L’esempio più significativo di questa pianificazione riguarda la relazione tra Bogdan e Donna, interpretata da Naomi Ackie. Columbus sapeva che nei romanzi successivi i due personaggi avrebbero sviluppato una storia d’amore, informazione che ha influenzato le scelte di casting e la caratterizzazione dei personaggi già nel primo film.
Il destino di Bogdan: arresto strategico
La decisione di far arrestare Bogdan alla fine del primo film non è stata presa alla leggera. Columbus e il suo team hanno ritenuto che questa soluzione fosse più interessante e soddisfacente dal punto di vista cinematografico rispetto alla scelta di Elizabeth di lasciarlo libero, come avviene nei romanzi.
Il regista ha però rassicurato i fan più preoccupati: “Non è mai stata nostra intenzione tenere Bogdan fuori da quei film. Avrei dovuto concludere il primo film, come hanno concluso tutti i grandi film di James Bond in passato, con la frase ‘Bogdan tornerà in L’uomo che morì due volte'”. Un riferimento diretto al secondo romanzo della serie che conferma le intenzioni di proseguire il franchise.
La giustificazione narrativa per il ritorno del personaggio è legata alle circostanze dell’omicidio: Bogdan ha ucciso Tony Curran per legittima difesa, il che significa che la sua permanenza in carcere sarà di breve durata. Una soluzione che permette di mantenere la coerenza con i romanzi successivi pur avendo introdotto questa variazione nel primo adattamento.
L’importanza dei dettagli nella costruzione del franchise
Columbus ha dimostrato un’attenzione maniacale anche per i dettagli apparentemente minori dei romanzi. L’esempio più curioso riguarda Joyce e la sua intenzione di comprare un cane, un elemento che potrebbe sembrare trascurabile ma che evidentemente avrà rilevanza negli sviluppi futuri della storia.
Questa cura per i particolari riflette un approccio alla serializzazione tipico delle moderne produzioni streaming, dove ogni elemento può potenzialmente diventare significativo nei capitoli successivi. Netflix ha evidentemente puntato su Columbus proprio per questa capacità di gestire franchise complessi, come dimostrato dalla sua esperienza con i primi due film di Harry Potter.
Il regista ha anche rivelato di aver creato backstory dettagliate per ogni personaggio, attingendo dai romanzi tutto il materiale che non era presente nella sceneggiatura del primo film. Questo materiale è stato condiviso con gli attori per aiutarli a costruire interpretazioni coerenti con l’evoluzione dei personaggi nei libri successivi.
Le prospettive future del franchise Netflix
Sebbene Netflix non abbia ancora ufficialmente confermato un sequel diretto, Columbus sembra aver gettato tutte le basi necessarie per proseguire la saga. Con tre romanzi aggiuntivi già pubblicati da Osman e un quarto in arrivo, il materiale di partenza non manca di certo.
La popolarità internazionale dei romanzi, unita al successo del primo adattamento su Netflix, crea le condizioni ideali per lo sviluppo di una saga multi-stagionale. L’approccio di Columbus, che ha privilegiato la costruzione di un universo narrativo coerente rispetto alla fedeltà letterale al primo romanzo, dimostra una visione a lungo termine del progetto.
La modifica del destino di Bogdan rappresenta un test case interessante per valutare come il pubblico reagisce ai cambiamenti rispetto al materiale originale quando questi sono giustificati da una logica di franchise più ampia.
Cosa ne pensi della scelta di Chris Columbus di modificare il destino di Bogdan? Sei d’accordo con l’approccio di privilegiare la costruzione del franchise rispetto alla fedeltà letterale ai romanzi? Raccontaci nei commenti se hai letto i libri di Richard Osman e se sei curioso di vedere come evolverà la serie Netflix!


