Disponibile su Netflix | 2025.
Se c’è una cosa che ho imparato negli anni è che non bisogna mai sottovalutare il potere di Helen Mirren armata di una tazza di tè e una buona dose di sarcasmo britannico. Eppure, guardando “Il club dei delitti del giovedì”, mi sono ritrovata a chiedermi se anche la più regale delle attrici possa salvare un film che sembra più interessato a venderci una cartolina dell’Inghilterra che a raccontarci una storia avvincente.
Chris Columbus torna ai bei tempi (forse)
Chris Columbus, il regista che ha cresciuto intere generazioni con “Mamma, ho perso l’aereo” e i primi due film di Harry Potter, si cimenta questa volta con l’adattamento dell’amatissimo romanzo di Richard Osman. E in effetti, la lussuosa casa di riposo Coopers Chase ricorda molto Hogwarts, se Hogwarts fosse popolata da pensionati benestanti invece che da maghetti adolescenti.
La storia ruota attorno a Joyce (Celia Imrie), un’infermiera in pensione appena arrivata nella struttura, che si imbatte nel club del titolo: un gruppo di anziani che, invece di dedicarsi ai puzzle come ci si aspetterebbe, analizza prove di casi irrisolti. C’è Elizabeth (Helen Mirren), ex boss dell’MI6 che dirige le operazioni, il socialista Ron (Pierce Brosnan) e lo psichiatra Ibrahim (Ben Kingsley), con l’aiuto dell’agente PC De Freitas (Naomi Ackie).
Un mistero che fatica a decollare
Quando Ian Ventham (David Tennant in versione cattivo di cartone), proprietario di Coopers Chase, minaccia di demolire la struttura per costruire appartamenti di lusso, e il suo rivale in affari viene trovato morto a bastonate, il nostro quartetto di detective improvvisati si ritrova con un caso ben più caldo da risolvere.
Il problema è che la trama del delitto, pur facendo il suo dovere, non riesce mai davvero a coinvolgerti. I colpi di scena sono prevedibili, le piste si susseguono in modo meccanico e la risoluzione finale arriva senza quella soddisfazione che un buon giallo dovrebbe regalare.
Attori sprecati e umorismo che non decolla
Ed è qui che emerge il vero limite del film: il cast stellare viene completamente sprecato. Abbiamo Helen Mirren, Ben Kingsley, Pierce Brosnan e Celia Imrie, quattro attori che da soli potrebbero portare a casa qualsiasi sceneggiatura, ma qui sembrano intrappolati in dialoghi puramente espositivi e battute che cadono nel vuoto.
L’umorismo è incredibilmente debole, un vero peccato considerando il talento a disposizione. Le gag sembrano scritte da un algoritmo che ha analizzato mille commedie britanniche senza capirne davvero l’anima. Solo Jonathan Pryce riesce a emergere con una performance sottotono ma toccante nel ruolo di Stephen, il marito di Elizabeth che convive con la demenza.
Zucchero filato e stereotipi rassicuranti
Il film nuota in un mare di dolcezza artificiosa: fette di torta infinite, una colonna sonora sciroposa ogni volta che le cose si fanno un po’ tristi, e una visione dell’Inghilterra che sembra uscita da una brochure turistica. Columbus sembra più interessato a creare una cartolina perfetta che a sviluppare personaggi credibili.
La rappresentazione dell’invecchiamento risulta più paternalistica che perspicace. Invece di esplorare davvero cosa significhi essere anziani nel mondo contemporaneo, con tutte le loro complessità e contraddizioni, il film si limita a stereotipi rassicuranti: pensionati saggi, arguti e fondamentalmente innocui che giocano a fare i detective.
Dialoghi espositivi e ritmo claudicante
Quello che colpisce di più è quanto i dialoghi sembrino puramente funzionali. I personaggi parlano principalmente per spiegare la trama o per fornire informazioni di base, mai per rivelare davvero chi sono. È come guardare persone leggere un copione invece che vivere una storia.
Il ritmo poi è un altro problema: il film si trascina in lunghe sequenze dove non succede granché, alternate a momenti di azione che arrivano troppo tardi per risvegliare l’interesse.
Il verdetto finale
“Il club dei delitti del giovedì” potrebbe funzionare per una domenica sera sul divano, quando non hai voglia di pensare troppo e ti accontenti di vedere Helen Mirren fare Helen Mirren. Ma se cerchi un vero giallo o una commedia brillante, rimarrai deluso come davanti a uno scone raffermo.
Il film spreca un’opportunità d’oro: invece di sfruttare la saggezza e l’esperienza dei suoi protagonisti per creare qualcosa di davvero speciale, si accontenta di galleggiare nella mediocrità, nascosto dietro il fascino indiscutibile del suo cast.
Come direbbero gli inglesi, “it’s as disappointing as a stale scone” – deludente come un dolcetto raffermo. E quando persino Helen Mirren non riesce a salvarti, forse è il caso di rivedere completamente la ricetta.
La Recensione
Il club dei delitti del giovedì
Il club dei delitti del giovedì è un adattamento cinematografico che spreca un cast stellare e un'ambientazione suggestiva a favore di una narrazione prevedibile e un umorismo stantio. Nonostante la presenza di attori del calibro di Helen Mirren e Ben Kingsley, il film di Chris Columbus non riesce a elevare il materiale di partenza, risultando più una cartolina turistica britannica che un vero giallo avvincente.
PRO
- Helen Mirren, Ben Kingsley, Pierce Brosnan e Celia Imrie insieme sullo schermo
- La lussuosa casa di riposo e i paesaggi inglesi sono visivamente piacevoli
CONTRO
- Attori brillanti intrappolati in dialoghi espositivi e battute piatte
- Le gag cadono nel vuoto nonostante le aspettative
- Stereotipi rassicuranti invece di una vera esplorazione dell'età
- Il delitto passa in secondo piano rispetto alle incongruenze narrative


