Sei stanco delle solite storie d’amore noiose e prevedibili? Bene, “Il Giardiniere” riesce nell’impresa di essere contemporaneamente noioso, prevedibile E inquietante. Ti sei mai chiesto cosa succederebbe se un killer senza emozioni improvvisamente iniziasse a provare sentimenti? No? Netflix l’ha fatto comunque.
L’ennesimo killer che scopre l’amore
Quando ho iniziato a guardare “Il Giardiniere”, ho subito pensato: “Ecco la brutta copia spagnola di Dexter”. Ma dopo un paio di episodi, ho capito che stavo facendo un torto a Dexter. Questa serie è semplicemente… brutta. La premessa è abbastanza interessante: Elmer (Álvaro Rico) è un giovane che, a seguito di un danno al lobo frontale, non può provare emozioni. Sua madre, soprannominata La China (Cecilia Suárez), vede in questo l’opportunità perfetta per trasformarlo nel killer perfetto e avviare un’attività di famiglia. No, non sto parlando del vivaio che usano come copertura.
Tutto procede a meraviglia finché Elmer non incontra Violeta (Catalina Sopelana) e, attraverso un “inaspettato” (leggi: telefonatissimo) colpo di scena, inizia improvvisamente a provare emozioni. E indovina un po’? Si innamora proprio di lei! Che sorpresa, vero? Quasi quanto scoprire che l’acqua è bagnata.
Una madre da brividi (e non in senso positivo)
Se c’è qualcosa che funziona davvero in questa serie è la relazione disturbante, quasi incestuosa, tra Elmer e sua madre. La China ha cresciuto e plasmato il figlio per essere la sua perfetta macchina da uccidere, e quando lui inizia a sviluppare emozioni, la vediamo letteralmente impazzire di gelosia. Cecilia Suárez riesce a trasmettere un senso di possessività terrificante che è, francamente, la cosa più interessante da guardare in tutta la serie.
È un peccato che non si approfondisca abbastanza questa dinamica, perché c’era materiale per un vero character study psicologico. Invece, la serie preferisce concentrarsi sulla storia d’amore tra Elmer e Violeta, che ha la profondità di una pozzanghera in pieno agosto.
Il ritmo di una lumaca in un campo di cemento
Mi aspettavo che una serie di soli sei episodi procedesse a ritmo serrato, riempiendo ogni minuto di colpi di scena e sviluppi della trama. Invece, “Il Giardiniere” si prende il suo tempo, quasi come se stesse aspettando che crescesse una sequoia. Anche quando c’è spargimento di sangue, l’atmosfera rimane sorprendentemente calma e controllata, proprio come il protagonista.
Da un lato, questo aiuta a creare l’atmosfera di una piccola città dove tutti potrebbero starti osservando. Dall’altro, rende difficile mantenere l’interesse quando la trama inizia a girare in tondo come un cane che cerca di acchiapparsi la coda.
Un amore sbocciato nel terreno sbagliato
Il vero problema di “Il Giardiniere” è che non riesce a farci credere alla storia d’amore centrale. Violeta è un personaggio così sottosviluppato che sembra quasi un manichino con una parrucca. Anche quando si scopre che nasconde un segreto, la serie non si preoccupa di approfondire chi sia veramente o perché dovremmo preoccuparci per lei.
È vero che i sentimenti di Elmer sono principalmente una proiezione e che lui è innamorato dell’idea di lei piuttosto che della persona reale, ma questo non giustifica la scrittura pigra. Ci sono momenti in cui ti chiedi se i creatori abbiano semplicemente dimenticato di scrivere delle scene per Violeta.
Un genere in crisi d’identità
Ultimamente abbiamo visto un’ondata di storie che ruotano attorno a sicari che si innamorano e devono decidere se il loro mestiere o la relazione sia più importante. “Il Giardiniere” non aggiunge nulla di nuovo a questo filone, poiché rifiuta di approfondire le questioni morali più significative e non tenta nemmeno di essere un vero character study.
Il risultato è una serie che galleggia tra i generi thriller, romance e drama familiare, con un piede in ciascuna categoria e nessun chiaro senso di identità. Non è abbastanza folle da scioccare il pubblico e farlo ridere, né abbastanza introspettiva da farlo pensare.
La porta aperta per una seconda stagione
L’episodio finale di “Il Giardiniere” passa la maggior parte del tempo a chiudere le trame in sospeso e riportare la storia allo status quo. Tuttavia, c’è un ultimo colpo di scena che lascia la porta aperta per una potenziale seconda stagione.
Ma onestamente? Non sono sicuro che ci sia abbastanza storia per giustificarla. La serie avrebbe funzionato meglio come film, condensando tutta l’azione in due ore invece di diluirla in sei episodi. E considerando che già in questa prima stagione la tensione faticava a mantenersi, una seconda stagione potrebbe risultare più forzata di un albero di Natale in un appartamento minuscolo.
Il verdetto finale
Nonostante i suoi problemi, “Il Giardiniere” è abbastanza godibile da accompagnare il pubblico attraverso la narrazione, e le performance centrali di Rico e Suárez aiutano ad ancorare il nucleo emotivo della storia. Avrei voluto essere più sorpreso dai colpi di scena della serie, con sviluppi davvero inaspettati degni di una soap opera.
Tuttavia, questo “Giardiniere” passerà velocemente su Netflix, magari guadagnandosi un seguito tra coloro che si perdono nella sua storia. Se sei un fan di Álvaro Rico dai tempi di “Elite” o ami i thriller spagnoli su Netflix, potresti voler dare una possibilità a questa serie. Ma abbassa le aspettative a livello del terriccio, perché non è certo una rosa da concorso.
E tu, hai già visto “Il Giardiniere”? Pensi che meriti una seconda stagione o preferiresti vedere il cast in progetti completamente diversi? Condividi la tua opinione nei commenti e fammi sapere se concordi sul fatto che la relazione madre-figlio era l’unica cosa davvero interessante di tutta la serie!
La Recensione
Il Giardiniere
La nuova serie Netflix "Il Giardiniere" con Álvaro Rico (Elite) ci porta nel mondo di un killer senza emozioni che improvvisamente... si innamora! All'inizio pensavo fosse la brutta copia di Dexter, ma poi ho capito che era brutto solamente. Una storia d'amore prevedibile, personaggi poco sviluppati e colpi di scena telefonati rendono questi sei episodi un'esperienza mediocre che non sa decidere se essere un thriller, un romance o un drama familiare.
PRO
- La relazione disturbante tra madre e figlio è genuinamente intrigante
CONTRO
- Trama prevedibile che si ripete all'infinito
- Il personaggio di Violeta è piatto come una foglia pressa nell'erbario
- Non sa decidersi tra thriller, romance e melodramma


