Stasera, 10 agosto 2026, Rai 1 ha riportato in prima serata Il giovane Montalbano con Il terzo segreto, quinto e penultimo episodio della prima stagione. Michele Riondino torna così nei panni di Salvo Montalbano, ancora alle prese con i primi anni da commissario a Vigata, molto prima del personaggio che il pubblico avrebbe poi conosciuto con il volto di Luca Zingaretti. L’episodio è andato in onda alle 21:30 ed è disponibile anche su RaiPlay.
La puntata è una di quelle che fanno capire bene perché il prequel abbia continuato a funzionare anche a distanza di anni. Non si limita a proporre un caso da risolvere, ma mostra Salvo mentre sta ancora costruendo abitudini, rapporti e difetti che diventeranno parte integrante del Montalbano adulto.
Il caso del muratore albanese e quella lettera che anticipa una tragedia
In Il terzo segreto, Montalbano si ritrova davanti a una serie di situazioni apparentemente scollegate.
Da una parte c’è l’omicidio di un giovane muratore albanese, dietro il quale emerge un intreccio ben più pesante del previsto. Dall’altra sparisce misteriosamente la bacheca delle pubblicazioni matrimoniali del Comune di Vigata. Poi arriva una lettera anonima che anticipa un incidente sul lavoro.
A quel punto Salvo capisce che qualcosa non torna.
Le morti sul lavoro iniziano a mostrare un collegamento e l’indagine porta il commissario a muoversi dentro un terreno molto più pericoloso, nel quale cominciano ad affiorare interessi criminali e possibili legami con la mafia. La puntata deriva da due racconti di Andrea Camilleri, Il quarto segreto e La traduzione manzoniana, rielaborati per costruire un’unica storia televisiva.
Arriva anche il giovane Giuseppe Fazio
La puntata introduce inoltre un personaggio importantissimo per il futuro di Montalbano: Giuseppe Fazio, figlio di Carmine.
Salvo riesce a farlo assegnare al commissariato dopo la scuola per ispettori, ma il rapporto tra i due non parte esattamente in discesa. Fazio è ancora giovane e inesperto, mentre Montalbano possiede già quel carattere spigoloso che conosciamo bene.
Vedere nascere una delle collaborazioni più solide dell’intera saga è uno dei piaceri maggiori del prequel. La serie non si accontenta di mostrarci versioni più giovani dei personaggi: cerca di raccontare perché certi legami siano diventati così forti.
Anche Catarella, naturalmente, ha il suo spazio.
Salvo si ritrova infatti in un momento particolarmente delicato proprio con lui, arrivando a condividere tre segreti che danno senso al titolo della puntata.
Un Montalbano più fragile di quello che ricordiamo
C’è poi una parte molto personale.
Il giovane Salvo è tormentato da incubi nei quali perde le persone a cui vuole bene. Non siamo ancora davanti al commissario completamente formato, apparentemente capace di affrontare qualsiasi situazione con sarcasmo e intuito.
Michele Riondino interpreta un Montalbano più nervoso e vulnerabile.
Ed è probabilmente uno degli elementi che rende ancora interessante la serie. Cercare semplicemente di imitare Luca Zingaretti sarebbe stato un errore enorme. Riondino costruisce invece una propria versione del personaggio, lasciandoci intravedere gradualmente l’uomo che diventerà.
La regia di Gianluca Maria Tavarelli conserva inoltre quell’atmosfera siciliana immediatamente riconoscibile, senza trasformare il prequel in una copia della serie madre. La Vigata dei primi anni Novanta appare familiare e allo stesso tempo leggermente diversa.
Nel 2012 fu già un successo enorme
Il terzo segreto non è una puntata nuova.
La prima trasmissione risale al 22 marzo 2012 e allora raccolse circa il 25,1% di share, un risultato che racconta bene quanto forte fosse già l’interesse del pubblico per questo Montalbano più giovane.
Quattordici anni dopo Rai 1 continua a riproporlo in prima serata.
E forse questa è la prova più interessante.
Montalbano è uno di quei rarissimi personaggi televisivi italiani che sembrano non avere una vera data di scadenza. Cambia l’attore, cambia l’età del protagonista, cambiano gli anni nei quali sono ambientate le storie, ma Vigata continua a funzionare.
A maggior ragione una puntata come Il terzo segreto, che mescola indagine, mafia, incidenti sul lavoro e la costruzione dei rapporti con Fazio e Catarella, resta una delle più utili per capire come si sia formato il commissario.
Voi avete visto o rivisto stasera Il terzo segreto? Michele Riondino vi convince ancora come giovane Montalbano oppure per voi il personaggio resta inevitabilmente legato a Luca Zingaretti? Scrivetecelo nei commenti.


