Anthony Bourdain torna al cinema, ma non nel modo più prevedibile. A24 ha diffuso il primo trailer di Tony, il nuovo film diretto da Matt Johnson, con Dominic Sessa nei panni del giovane Bourdain. E già questa scelta dice parecchio: il film non vuole raccontare tutta la vita dell’icona culinaria dalla prima all’ultima pagina, ma concentrarsi su un momento preciso, fragile e formativo. L’estate del 1975.
Una scelta intelligente, perché con Bourdain il rischio del biopic classico era enorme. Sai già il percorso: infanzia, primi sogni, successo, caduta, eredità finale, magari con due frasi solenni prima dei titoli di coda. Funziona? A volte sì. Però nel caso di Anthony Bourdain sarebbe stato facile cadere nella versione da santino pop, e lui era proprio il tipo di persona che probabilmente avrebbe alzato un sopracciglio davanti a una cosa del genere.
Tony, invece, parte da un Bourdain diciannovenne. Non ancora lo chef famoso. Non ancora l’autore di Kitchen Confidential. Non ancora il volto televisivo capace di girare il mondo raccontando cibo, persone, città, contraddizioni e tavole apparecchiate con una curiosità che sembrava sempre più grande della telecamera.
Qui siamo prima. Molto prima.
Nel film, Bourdain è uno studente universitario che, dopo essere stato respinto da una borsa di scrittura, decide di passare l’estate a Provincetown, in Massachusetts. Un posto di mare, di passaggio, di lavoro stagionale, di incontri strani e giornate che magari sul momento sembrano casuali, poi anni dopo capisci che ti hanno cambiato traiettoria. Lì finisce a lavorare in un ristorante di pesce e incontra uno chef duro, brillante e poco incline alle carezze, interpretato da Antonio Banderas.
Ed è qui che il film sembra voler mettere le mani: non sul mito già costruito, ma sull’attimo in cui qualcosa comincia a prendere forma. Quel momento in cui non sai ancora chi diventerai, però senti che una porta si è aperta. O almeno si è socchiusa. E tu, magari con un grembiule sporco e la testa piena di confusione, ci passi dentro.
Dominic Sessa, esploso con The Holdovers, sembra una scelta molto interessante per questo tipo di racconto. Ha quel volto da ragazzo intelligente ma ancora incompiuto, uno che può sembrare insieme arrogante, perso, curioso e vulnerabile. Per interpretare un Bourdain giovanissimo serve proprio questo: non imitare l’uomo che il pubblico conosce già, ma suggerire quello che potrebbe diventare.
Alla regia c’è Matt Johnson, reduce da Blackberry, film che aveva già mostrato una bella capacità di raccontare figure ambiziose senza lucidarle troppo. E per Bourdain questo approccio può funzionare bene. Perché la sua forza, nel tempo, non è stata solo parlare di cucina. Era il modo in cui usava il cibo per arrivare alle persone. Nei suoi viaggi c’erano piatti, certo, ma anche solitudini, culture, notti storte, lavoro, memoria, malinconia e ironia secca.
Il cast comprende anche Emilia Jones, Dagmara Domińczyk, Rich Sommer, Stavros Halkias e Leo Woodall, nomi che fanno pensare a un film corale, non solo al ritratto isolato del protagonista. E la presenza di un ristorante come luogo centrale è già una piccola promessa narrativa: una cucina professionale può essere paradiso, inferno, palestra, famiglia disfunzionale e campo di battaglia. Spesso tutto nello stesso turno.
Il patrimonio di Bourdain ha appoggiato il progetto proprio perché Tony non è un biopic standard e non prova a riassumere una vita intera. Anzi, viene presentato come un’interpretazione di una parte della sua esistenza che resterà in parte sconosciuta. Ed è forse questo l’aspetto più onesto: non fingere di spiegare tutto, ma raccontare un’estate che potrebbe aver acceso qualcosa.
Il film arriverà nelle sale ad agosto. E, almeno dal trailer, sembra voler evitare la celebrazione facile per cercare qualcosa di più piccolo e umano. Un ragazzo, un ristorante di mare, un’occasione mancata, un lavoro trovato quasi per caso. A volte le grandi storie iniziano così. Non con una rivelazione enorme, ma con qualcuno che ti urla dietro in cucina mentre tu cerchi solo di non fare disastri.
Tu cosa ne pensi di un film su Anthony Bourdain raccontato da giovane, prima della fama? Scrivilo nei commenti e dimmi se questo approccio ti incuriosisce.


