Negli ultimi giorni sono emerse nuove accuse che riportano al centro dell’attenzione il nome di Andrew Mountbatten-Windsor, ex duca di York ed ex membro attivo della famiglia reale britannica. Secondo documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Andrew avrebbe utilizzato aerei e basi della Royal Air Force per incontrare Jeffrey Epstein, il finanziere americano morto nel 2019 e già condannato nel 2008 per reati sessuali su minori.
Le rivelazioni hanno riacceso un caso che negli anni non si è mai davvero chiuso. Questa volta, però, le accuse non riguardano soltanto la sfera privata, ma toccano direttamente l’uso di strutture militari finanziate con denaro pubblico, un aspetto che ha spinto anche esponenti politici britannici a chiedere verifiche ufficiali.
Secondo quanto emerge dai documenti, un jet privato collegato a Epstein sarebbe atterrato nel marzo del 2013 presso RAF Northolt, una base militare situata vicino a Londra e normalmente utilizzata da membri della famiglia reale e da alti rappresentanti istituzionali. La presenza di un aereo riconducibile a Epstein in uno scalo di questo tipo ha sollevato interrogativi immediati su chi abbia autorizzato l’atterraggio e per quali motivi.
A chiedere apertamente un’indagine è stato l’ex primo ministro britannico Gordon Brown, che ha invitato la polizia a chiarire se Andrew abbia concesso a Epstein l’accesso a basi della RAF anche dopo la condanna del 2008. Brown avrebbe scritto a diverse forze di polizia, sottolineando la necessità di fare piena luce su eventuali responsabilità personali e istituzionali.
Un altro episodio particolarmente delicato risale al dicembre del 2000. In quell’occasione, un aereo privato di Epstein sarebbe atterrato presso la base di RAF Marham, nel Norfolk. Dai registri di volo risulta che inizialmente a bordo ci fossero solo Epstein e Ghislaine Maxwell, sua collaboratrice e figura centrale nelle indagini successive. Il giorno seguente, però, il velivolo avrebbe imbarcato altri due passeggeri, uno dei quali indicato nei documenti soltanto come “donna”.
Dopo quel volo, Epstein e Maxwell si sarebbero recati nella residenza reale di Sandringham, dove sarebbero stati ospitati da Andrew. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, l’ex duca di York avrebbe agevolato l’utilizzo dell’aeroporto militare, sfruttando il proprio ruolo e le relazioni istituzionali. Se confermata, questa circostanza solleverebbe dubbi seri sull’uso improprio di strutture statali per fini privati.
Interpellato sulla vicenda, il Ministero della Difesa britannico ha spiegato che l’utilizzo delle basi RAF da parte di aerei privati o commerciali non è automaticamente vietato. Tali operazioni, secondo il Ministero, possono essere autorizzate a determinate condizioni, purché vengano pagate le tariffe previste e non vi siano interferenze con le attività militari o con la sicurezza. La stessa posizione è stata ribadita più volte anche nei giorni scorsi.
Tuttavia, le spiegazioni ufficiali non hanno fermato le polemiche. Il punto centrale non riguarda solo le procedure tecniche, ma chi abbia preso le decisioni e se Epstein abbia beneficiato di un trattamento di favore grazie ai suoi legami con Andrew. È proprio questo aspetto che Gordon Brown ritiene necessario chiarire attraverso un’indagine formale.
Dai cosiddetti “Epstein files” emerge anche uno scambio di email risalente al 2011. In quei messaggi, Ghislaine Maxwell avrebbe inoltrato a Epstein una richiesta di chiarimenti da parte di un giornalista britannico che stava indagando su un volo organizzato da Andrew. Epstein avrebbe risposto confermando la ricostruzione dopo aver parlato con il suo pilota. Un dettaglio che suggerisce come già allora vi fosse consapevolezza della delicatezza della situazione.
La posizione di Andrew si è ulteriormente aggravata con il suo arresto avvenuto il 19 febbraio. Secondo le accuse, l’ex principe avrebbe condiviso informazioni riservate e sensibili con Epstein durante il periodo in cui svolgeva incarichi ufficiali come inviato commerciale del Regno Unito. Queste contestazioni emergono dopo la recente pubblicazione di nuovi documenti giudiziari.
Già in precedenza Andrew era stato privato dei titoli reali e allontanato dai ruoli pubblici, a causa delle accuse di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne, accuse che lui ha sempre negato. Le nuove rivelazioni, però, toccano una dimensione ancora più ampia, perché coinvolgono il funzionamento delle istituzioni e il rapporto tra potere e responsabilità.
Al momento, molte delle accuse restano da accertare e dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti. Resta però evidente che il caso Andrew-Epstein continua a produrre nuove ombre e a mettere in difficoltà la monarchia britannica, già segnata da anni di scandali e perdita di fiducia.
Tu cosa ne pensi di questa vicenda? Credi che verrà fatta piena chiarezza o temi che restino ancora troppe zone d’ombra? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.


