I Muse sono pronti a tornare, e per chi segue la band da anni questa è una notizia che pesa parecchio. Il gruppo ha annunciato il nuovo album, intitolato The WOW! Signal, decimo lavoro in studio della loro carriera. L’uscita è prevista per il 26 giugno per Warner Records e segna il ritorno discografico della band dopo Will Of The People, pubblicato nel 2022.
Ad accompagnare l’annuncio c’è anche il primo singolo, Be With You, che offre già un assaggio chiaro dell’atmosfera del progetto. Da quello che emerge, i Muse sembrano voler tornare con un disco capace di mescolare mistero, energia, elettronica e una forte tensione emotiva. In pratica, tutto quello che nel corso degli anni ha reso il loro stile così riconoscibile.
Il titolo dell’album non è stato scelto a caso. The WOW! Signal richiama infatti uno dei casi più affascinanti della storia dell’astronomia moderna. Il riferimento è al celebre segnale radio captato nel 1977 dalla costellazione del Sagittario, un episodio che ha fatto discutere per decenni scienziati, appassionati di spazio e curiosi di tutto il mondo. Quel segnale durò 72 secondi e venne considerato così particolare da spingere l’astronomo che lo osservò a scrivere accanto alla sequenza la parola “WOW!”. Da lì è nato uno dei misteri più famosi legati alla possibile origine extraterrestre di un segnale arrivato dallo spazio.
I Muse partono proprio da questa suggestione e la trasformano nel cuore concettuale del disco. Secondo quanto dichiarato, il nuovo album ruota attorno a una miscela di mistero cosmico, tensione esistenziale e apertura verso il contatto con qualcosa di più grande. È una descrizione che sembra perfetta per la band di Matt Bellamy, da sempre attratta da temi enormi, visioni apocalittiche, tecnologie inquietanti, paure collettive e domande più grandi dell’uomo.
In questo senso, The WOW! Signal sembra inserirsi bene nella tradizione dei Muse, ma con una direzione che potrebbe essere ancora più immersiva. Il gruppo ha spesso giocato con il linguaggio della fantascienza, del complotto, del collasso e della grandezza epica. Stavolta, però, il riferimento al cosmo sembra ancora più esplicito. E questo rende il progetto molto intrigante, perché dà l’idea di un disco costruito non solo per suonare forte, ma anche per evocare immagini, visioni e inquietudini.
Il primo brano pubblicato, Be With You, va proprio in questa direzione. La canzone si apre con un organo dalle risonanze quasi ecclesiastiche, un dettaglio che crea subito un clima solenne, quasi spirituale. Poi il pezzo si muove su coordinate elettroniche molto serrate, fino a esplodere in una parte più chitarristica, diretta e potente. È una partenza che sembra voler unire il lato più teatrale della band con quello più fisico e immediato.
Anche il testo lascia intuire un tono piuttosto intenso. Matt Bellamy canta: “It seems my light’s been swallowed up, I’ve used up every ounce of luck / I need to leap into the fire / Find a higher power, and reach for something new”. In italiano, il senso è molto chiaro: c’è un io che si sente svuotato, quasi inghiottito, e che sente il bisogno di lanciarsi nel fuoco per trovare una forza superiore, qualcosa di nuovo a cui aggrapparsi. È una scrittura che unisce fragilità e ricerca, disperazione e slancio. E onestamente suona molto da Muse.
Ad accompagnare il singolo c’è anche un video ufficiale dal taglio cinematografico, con Ella Balinska e la regia di Nico Paolillo. Anche questo dettaglio conferma la volontà della band di presentare il progetto come qualcosa di più di una semplice raccolta di canzoni. I Muse hanno sempre avuto un gusto spettacolare, visivo, a tratti grandioso. E questo nuovo capitolo sembra voler proseguire su quella strada.
Anche la tracklist incuriosisce parecchio. Titoli come The Dark Forest, Nightshift Superstar, Hexagons, The Sickness In You & I, Unravelling, Hush e Space Debris sembrano già raccontare un mondo fatto di oscurità, frammentazione, febbre emotiva e immagini spaziali. Solo leggendo questi nomi si percepisce una certa coerenza d’atmosfera. Sembra il tipo di album che vuole portarti dentro una dimensione precisa, quasi narrativa.
C’è poi un altro dettaglio interessante. Già all’inizio del 2025, il bassista Chris Wolstenholme aveva fatto capire che la band stava lavorando a un nuovo disco e che il 2026 sarebbe stato con ogni probabilità l’anno giusto per il ritorno. Quella previsione adesso trova conferma, e questo dà l’idea di un progetto preparato con calma, senza fretta, mentre il gruppo continuava a portare avanti la propria attività live in Europa.
Dopo tanti anni di carriera, i Muse restano una band che divide, certo, ma che non passa mai inosservata. C’è chi li ama per la loro capacità di essere enormi, teatrali e spudorati. C’è chi li critica proprio per questi eccessi. Però una cosa è difficile da negare: quando tornano con un nuovo disco, attirano sempre attenzione. E The WOW! Signal ha già tutti gli elementi per far discutere, incuriosire e alzare l’attesa.
Il singolo Be With You è solo il primo passo, ma basta già per far capire che i Muse non hanno nessuna intenzione di restare fermi. Anzi, sembrano pronti a lanciare un altro viaggio sonoro pieno di immagini forti, tensione e ambizione. E per una band come questa, in fondo, è proprio quello che il pubblico si aspetta. Lascia un commento e dimmi se anche tu pensi che The WOW! Signal possa essere uno dei ritorni più interessanti dell’anno.


