Pixar ha svelato il trailer di Gatto, il suo nuovo film animato ambientato a Venezia, e la prima cosa che colpisce è la più inattesa: il teaser parte con la musica de Il Padrino. Già questo, per me, basta a far salire l’attenzione. Perché non stiamo parlando solo di un film con dei gatti carini tra i canali. Stiamo parlando di una specie di gangster movie felino, con debiti, boss, interrogatori, tonno scomparso e una Venezia trasformata in territorio criminale a quattro zampe.
Il film uscirà al cinema il 5 marzo 2027 e sarà diretto da Enrico Casarosa, il regista di Luca. La produzione è affidata ad Andrea Warren, anche lei già legata a quel film Pixar che aveva raccontato l’Italia con colori, mare, amicizia e malinconia estiva. Stavolta però l’atmosfera cambia parecchio. Niente Riviera ligure piena di Vespe e gelati. Gatto ci porta in una Venezia più buia, superstiziosa, piena di tetti, vicoli, canali e ombre perfette per una storia di piccoli criminali con baffi, coda e artigli.
Il protagonista è Nero, un gatto nero spelacchiato e abituato a sopravvivere tra le strade e i canali della città. A dargli voce sarà Mark Ruffalo. Nero non sembra il classico eroe Pixar pulito e pronto a salvare la situazione. Anzi, la descrizione ufficiale lo presenta come un gatto che, dopo anni passati a cavarsela in una città piena di superstizioni, inizia a chiedersi se abbia vissuto nel modo giusto le sue vite.
Per un gatto, questa è una premessa meravigliosa. Perché gioca con l’idea delle nove vite, ma la usa per qualcosa di più malinconico. Nero non si domanda solo come uscire dai guai. Si domanda se abbia sprecato le occasioni che aveva. E Pixar, quando lavora bene, sa trasformare una battuta apparentemente semplice in una piccola fitta emotiva.
Dall’altra parte c’è Rocco, il boss felino locale doppiato da Laurence Fishburne. E già immaginare Fishburne con la voce profonda da capo malavitoso applicata a un gatto basta a farmi sorridere. Rocco viene descritto come spietato, e Nero è in debito con lui. Da lì parte la storia: Nero si ritrova in una situazione complicata e dovrà stringere un’amicizia inattesa, forse l’unica capace di aiutarlo a trovare finalmente uno scopo.
Il trailer, però, sembra già aver spiegato il tono meglio di qualunque sinossi. Parte con quella citazione sonora de Il Padrino, poi mostra una banda di gatti su un tetto. Uno fa scattare gli artigli come se stesse aprendo un coltello. Poi la scena si sposta in un edificio buio, dove Nero e Rocco interrogano un altro felino per la sparizione di alcune scatolette di tonno. Fin qui sembra un noir mafioso in miniatura. Poi succede la cosa più da gatto possibile: una lampadina appesa distrae tutti. I felini iniziano a zampettare, litigare, perdere completamente la posa da duri. Alla fine Rocco morde la lampadina e la rompe.
Questa è la parte che mi convince di più. Pixar non sta solo facendo “Il Padrino con i gatti”, che sarebbe già abbastanza folle. Sta usando quell’immaginario serissimo per farlo crollare dentro la natura assurda dei gatti. Un secondo prima sembrano boss da vicolo veneziano. Un secondo dopo sono creature ipnotizzate da una cordicella. Chiunque abbia avuto un gatto in casa sa che è una ricostruzione molto credibile.
La scelta di Venezia, poi, può funzionare benissimo. Una città piena di acqua, passaggi stretti, palazzi antichi e superstizioni ha già qualcosa di teatrale. Vista dal punto di vista di un gatto può diventare un labirinto enorme, elegante e pericoloso. Se Casarosa riuscirà a evitare gli stereotipi più facili sull’Italia, Gatto potrebbe avere un’identità molto forte.
Pixar arriva da anni pieni di ritorni, sequel e franchise importanti. Proprio per questo un progetto originale come Gatto incuriosisce di più. Non ha ancora un pubblico già pronto come Toy Story o Inside Out. Deve conquistarselo con l’idea, con il tono, con i personaggi. E partire con la musica de Il Padrino, un boss felino doppiato da Fishburne e un gatto nero in crisi esistenziale è un modo niente male per farsi notare.
Poi certo, bisognerà vedere il film. Un trailer può promettere molto e mantenere meno. Però questa volta Pixar sembra aver trovato una premessa strana, buffa e abbastanza elegante da meritare attenzione. Almeno la mia l’ha già ottenuta.
Tu cosa ne pensi: Gatto ti incuriosisce dopo il trailer con la citazione de Il Padrino, oppure preferisci quando Pixar punta sui suoi titoli più famosi? Scrivilo nei commenti.


