Stranger Things è finita da pochi mesi e già Netflix sta per riportarci nell’Upside Down. Il 23 aprile arriverà sulla piattaforma Stranger Things: Tales From ’85, il primo spin-off animato della saga creata dai fratelli Duffer. Il nuovo trailer è uscito in questi giorni e ha fatto parlare moltissimo – ma non sempre nel modo che Netflix avrebbe sperato. Perché accanto all’entusiasmo di chi non riesce a staccarsi da Hawkins, è esplosa una teoria dei fan che sta girando ovunque e che, se vera, cambierebbe completamente il modo in cui guardiamo questo progetto.
La teoria è semplice ma affascinante: Tales From ’85 non sarebbe una serie animata nata per essere tale, ma il riciclo di un videogioco mai uscito. Un progetto sepolto, recuperato e trasformato in qualcosa di diverso. E guardando il trailer, è difficile non capire perché questa idea abbia preso piede così velocemente.
Tutto parte dall’aspetto visivo della serie. Lo stile scelto per Tales From ’85 è quello che in animazione si chiama “cel shading” – un’estetica che imita i fumetti, con contorni marcati, colori piatti e un effetto illustrato molto riconoscibile. È uno stile bello in certi contesti, ma che su un grande schermo televisivo ricorda molto più un videogioco che una serie animata tradizionale. E non un videogioco qualunque: ricorda tantissimo lo stile di Telltale Games, la software house americana che aveva costruito la propria reputazione su titoli come quelli basati su The Walking Dead e altri adattamenti di proprietà intellettuali famose.
Il punto è che Telltale stava sviluppando un videogioco di Stranger Things prima di andare in bancarotta nel 2018. Il progetto fu cancellato quando l’azienda chiuse i battenti. Telltale ha poi riaperto, ma quel gioco di Stranger Things non è mai arrivato nei negozi. E adesso un utente su Reddit, con il nome LapsedVerneGagKnee, ha lanciato la teoria che sta raccogliendo migliaia di consensi: “Sono ancora convinto che questo progetto abbia iniziato la sua vita come un gioco Telltale, prima che l’azienda fallisse, e che abbiano recuperato gli script e l’animazione rielaborandoli in una serie.”
A rafforzare la teoria, nello stesso thread di Reddit è comparso un video che sembrerebbe mostrare filmati di sviluppo del gioco Stranger Things che Telltale stava costruendo prima della chiusura. Le somiglianze con l’estetica di Tales From ’85 sono notevoli. Non è stato possibile verificare con certezza l’autenticità di quel materiale, e nessuno del team di produzione ha confermato o smentito nulla ufficialmente. Ma il web ha già deciso che la teoria è plausibile, e il dibattito non accenna a fermarsi.
Detto questo, è giusto guardare anche all’altro lato della questione. I fratelli Duffer sono coinvolti come produttori esecutivi, il che garantisce almeno una continuità con lo spirito originale della saga. La serie esplorerà eventi e personaggi dell’universo di Stranger Things in un periodo temporale che – come suggerisce il titolo – si colloca nel 1985, lo stesso anno della terza stagione della serie originale. E Netflix ha già dimostrato di saper fare spin-off animati di qualità quando ci crede davvero.
Il problema però rimane: l’estetica del trailer non ha convinto tutti, e in un franchise che si è sempre distinto per la cura maniacale dei dettagli visivi e per un’atmosfera anni Ottanta ricostruita con precisione quasi cinematografica, un prodotto animato che ricorda un videogioco mobile potrebbe non essere la scelta giusta per tenere agganciato il pubblico.
C’è poi la questione del finale di Stranger Things, che ha diviso moltissimo i fan. Chi è rimasto deluso dalla conclusione della serie originale – e in particolare da quello che è successo a Eleven – dovrà decidere se è disposto a tornare in quel mondo in una forma così diversa. Non è scontato. Un prodotto animato richiede uno sforzo di adattamento da parte degli spettatori abituati ai volti conosciuti degli attori in carne e ossa.
Tales From ’85 arriva su Netflix il 23 aprile 2026 e sarà uno dei test più interessanti dell’anno per capire fino a dove può spingersi un franchise prima di perdere il suo pubblico. Se la teoria del videogioco riciclato dovesse rivelarsi vera, sarebbe una storia a sé stante. Se invece fosse solo una coincidenza visiva, la serie dovrà comunque convincere milioni di fan che questa nuova forma di Stranger Things vale il loro tempo.
Tu credi alla teoria del videogioco riciclato, o pensi che sia solo una somiglianza casuale di stile? E soprattutto: sei pronto a seguire Stranger Things anche in versione animata, o per te la saga è finita con la serie originale? Scrivilo nei commenti – le opinioni su questo sono già molto divise.


