River Cartwright non sta bene, e Jack Lowden non prova nemmeno a nasconderlo. Dopo quello che ha scoperto nella quarta stagione di Slow Horses su suo padre Frank Harkness e mentre vede il nonno David peggiorare a causa della demenza, nella quinta stagione River è diventato più nervoso, più fragile e molto meno sicuro di sé. Secondo Lowden, però, c’è qualcosa che continua a metterlo nei guai più di qualsiasi complotto dell’MI5: il suo orgoglio.
L’attore ha raccontato quanto sia cambiato il personaggio negli anni e perché, anche nei momenti peggiori, River continui a preoccuparsi terribilmente di come viene percepito dagli altri.
Ed è probabilmente uno dei motivi per cui funziona così bene.
River ha scoperto che suo padre è un sociopatico
La quarta stagione aveva già lasciato parecchie macerie.
River scopre che Frank Harkness, interpretato da Hugo Weaving, è suo padre biologico. Non esattamente la reunion familiare che uno spera di organizzare.
Harkness è un ex agente diventato mercenario, responsabile di una rete di assassini addestrati fin da giovani. Ha avuto diversi figli con donne differenti e li ha cresciuti proprio per utilizzarli nelle proprie operazioni.
River si ritrova quindi a fare i conti con una verità piuttosto brutale: una parte della sua famiglia appartiene allo stesso mondo criminale che lui dovrebbe combattere.
Lowden ha spiegato che sarebbe difficile per chiunque uscire indenne da una scoperta del genere.
Nella quinta stagione questa conseguenza si vede.
River appare fisicamente più magro, emotivamente consumato e molto meno stabile rispetto alle prime stagioni.
Eppure continua a preoccuparsi di fare bella figura
Il dettaglio più interessante arriva da una scena del quinto episodio, Circus.
River mente a Jackson Lamb sulla morte del politico Dennis Gimball.
Perché?
Secondo Jack Lowden, la risposta è sorprendentemente semplice: non vuole sembrare stupido.
L’attore dice di aver sempre trovato affascinante l’orgoglio di River, perché considera l’orgoglio qualcosa capace di spingere le persone a fare cose profondamente sciocche soltanto per proteggere l’immagine che hanno di sé.
River può avere la vita personale in pezzi.
Può aver scoperto di avere un padre sociopatico.
Può vedere il proprio nonno peggiorare giorno dopo giorno.
Ma al lavoro continua a pensare: “Non posso fare una figuraccia davanti a Lamb”.
È praticamente River Cartwright riassunto in una frase.
Il rapporto con il nonno sta diventando ancora più doloroso
David Cartwright, interpretato da Jonathan Pryce, è stato per River molto più di un nonno.
È il suo modello.
Un ex agente dell’intelligence rispettatissimo, una leggenda dell’MI5 e la persona che River ha cercato per anni di imitare.
Adesso però David sta perdendo progressivamente lucidità.
Lowden ha parlato delle scene tra i due come di alcuni dei momenti più difficili e allo stesso tempo più belli della stagione.
Vedere una persona amata scomparire lentamente a causa dell’Alzheimer o della demenza crea una forma di dolore particolare.
La persona è ancora davanti a te.
A volte sembra la stessa di sempre.
Poi qualcosa svanisce.
E River continua ad aggrapparsi a quei piccoli momenti nei quali suo nonno torna improvvisamente a essere l’uomo che conosceva.
Lowden ha spiegato di aver trovato persino una forma di speranza in alcune di quelle scene. David riesce ancora, ogni tanto, a fornire a River un dettaglio o un’intuizione capace di aprire una nuova strada nell’indagine.
Per River significa molto più di una semplice informazione.
È la prova che suo nonno è ancora lì.
Lowden non si prepara alle scene drammatiche tormentandosi
Curioso anche il modo in cui Jack Lowden affronta queste sequenze.
Non passa la sera precedente cercando di diventare triste.
Fa praticamente l’opposto.
L’attore racconta di preferire arrivare alle scene più pesanti in uno stato mentale leggero e giocoso, perché considera questo comportamento più vicino alla vita reale.
Davanti a un lutto o a una tragedia, spesso le persone cercano proprio di non lasciarsi travolgere continuamente dal dolore.
Si scherza.
Si parla d’altro.
Si prova a comportarsi normalmente.
Poi arriva il momento in cui quella normalità non regge più.
È un approccio che si sposa perfettamente con Slow Horses, serie capace di passare da una battuta disgustosa di Jackson Lamb a una scena emotivamente devastante senza cambiare completamente registro.
River pensa finalmente di meritare qualcosa di meglio
Verso la fine della quinta stagione River crede di aver finalmente fatto abbastanza per lasciarsi Slough House alle spalle.
Ha salvato persone.
Ha risolto problemi.
Ha dimostrato di essere un agente molto più capace rispetto al ragazzo che, nella prima stagione, era stato spedito nel reparto degli scarti dell’MI5 dopo un esercizio disastroso.
River pensa di essersi guadagnato una nuova possibilità.
Poi va da Jackson Lamb.
Errore.
Lamb riesce ancora una volta a tenerlo a Slough House.
Lowden vede però un cambiamento importante: River oggi prova molto più rispetto per Lamb rispetto alle prime stagioni.
Non lo ammetterebbe probabilmente neanche sotto tortura.
Ma è evidente.
I due sono diventati legati in maniera quasi inevitabile, anche se la serie spesso li tiene separati proprio per rendere più efficaci i loro incontri.
River vuole uscire da Slough House.
Lamb sembra determinato a impedirglielo.
E in fondo probabilmente entrambi sanno che River appartiene a quel posto molto più di quanto voglia riconoscere.
Jack Lowden sta crescendo insieme a River
C’è anche una parte molto personale nel rapporto dell’attore con il personaggio.
Lowden aveva circa 29 anni quando iniziò a lavorare a Slow Horses. Ora ne ha 36.
Guardando le vecchie stagioni, racconta di avere difficoltà a distinguere la crescita di River dalla propria.
Non vede soltanto un personaggio che cambia.
Vede se stesso sette anni prima.
Ricorda come affrontava una scena nella prima stagione.
Ricorda cosa pensava.
Ricorda quanto fosse diverso come attore.
E considera proprio questa possibilità di migliorare una delle ragioni per cui continua a recitare.
Lowden non parla del mestiere come di una corsa ai ruoli più prestigiosi.
Gli interessa soprattutto diventare più bravo.
In Slow Horses può letteralmente osservare quella crescita stagione dopo stagione.
E c’è già qualcuno con cui sogna di lavorare
Alla domanda su quale attore vorrebbe incontrare professionalmente in futuro, Lowden non ha esitato troppo.
Matthew Macfadyen.
Lo considera un punto di riferimento e ammira soprattutto la sua capacità di passare da un registro all’altro.
Un nome abbastanza comprensibile pensando a Succession, Pride & Prejudice e alla quantità di personaggi diversissimi interpretati da Macfadyen.
Lowden ha citato anche Martin Freeman, con cui ha già avuto occasione di lavorare, elogiandone la precisione tecnica.
Nel frattempo, però, River Cartwright ha ancora parecchi problemi da risolvere.
La sesta stagione di Slow Horses arriverà su Apple TV il 16 settembre 2026 e riprenderà una situazione che, conoscendo Slough House, difficilmente permetterà a River di rilassarsi. Anche perché Frank Harkness tornerà e il rapporto tra padre e figlio è evidentemente tutt’altro che chiuso.
E forse è meglio così.
River funziona proprio perché continua a credere di essere a un passo dal diventare l’agente perfetto mentre Jackson Lamb continua a ricordargli, con metodi generalmente poco gentili, che ha ancora parecchio da imparare.
Voi pensate che River Cartwright riuscirà mai a lasciare davvero Slough House oppure ormai il suo posto è accanto a Jackson Lamb? Scrivetecelo nei commenti.


