Venerdì sera su Netflix abbiamo assistito a uno spettacolo che resterà negli annali della boxe. Non per la sua bellezza, sia chiaro. Ma perché Jake Paul ha inventato una tecnica rivoluzionaria: il takedown stile MMA in un incontro di pugilato. O come lo chiamiamo noi comuni mortali: aggrapparsi disperatamente alle gambe dell’avversario sperando che l’arbitro non se ne accorga.
Anthony Joshua ha messo KO Paul al sesto round dopo averlo mandato al tappeto quattro volte, rompendogli la mascella in due punti. Ma non è questo che ha fatto imbestialire i fan. È il fatto che per cinque round e mezzo abbiamo visto Paul correre per il ring come se stesse giocando a nascondino, e ogni volta che Joshua lo avvicinava, Paul si buttava letteralmente sulle sue gambe come se volesse placcarlo nel football americano.
Il wrestling mascherato da boxe
I commenti su Yahoo Sports non hanno risparmiato nessuno. L’incontro è stato definito “bizzarro” e Paul ha “ripetutamente tentato takedown stile MMA” come se si fosse dimenticato di essere su un ring di boxe e non nell’ottagono dell’UFC.
Un esperto di MMA su MMA Mania ha scritto: “All’inizio sembravano clinch legali, ma dal quarto round in poi erano letteralmente tentativi di double leg takedown. Movimento laterale, colpi di sfuggita, entrate con la testa fuori… potrei star descrivendo Dominick Cruz, eppure erano le tattiche di Paul.”
Praticamente Paul ha fatto tutto il possibile per evitare un vero incontro di boxe pur essendo dentro un ring di boxe. Geniale, no?
L’arbitro stufo: “I tifosi non hanno pagato per vedere questa schifezza”
Il momento più esilarante della serata è arrivato al quarto round, quando l’arbitro Christopher Young ha fermato l’incontro con sette secondi rimasti nel round. Ha chiamato entrambi i pugili al centro del ring e gli ha detto una cosa che tutti stavamo pensando:
“I tifosi non hanno pagato per vedere questa schifezza. Se volete combattere, combattete secondo le regole.”
I fan sono impazziti. Su Twitter e nei commenti live hanno applaudito l’arbitro per aver finalmente detto quello che tutti pensavano. Bloody Elbow ha scritto: “Christopher Young con la frase della serata.”
Perché sì, nessuno aveva pagato per vedere Jake Paul tentare di portare Anthony Joshua a terra con un takedown. Siamo alla boxe, non al liceo dove Paul faceva wrestling.
I social: “È costruito” o “È imbarazzante”?
E qui arriviamo al punto dolente. I social sono esplosi con teorie su come l’incontro fosse “costruito”, “truccato” o “finto”.
Su Instagram, sotto i post di Joshua, il commento più votato diceva: “Per favore non imbarazzare lo sport della boxe. Metti questo KO a posto e organizza l’incontro con Fury.”
Altri scrivevano: “Per favore, Anthony… non venderti,” e “Il fatto che la gente dia a Jake una possibilità di vincere è follia pura.”
Sotto i post di Paul invece: “Jake Paul vince tramite bonifico bancario,” “Jake tramite combine,” e “Immagina vincere tutti i tuoi incontri pagandoli.”
Le accuse di match truccati seguono Paul da sempre. È successo con Mike Tyson (58 anni), è successo con tutti i suoi avversari. E anche stavolta, nonostante Paul abbia preso una sonora batosta con mascella rotta, c’è chi pensa sia stato tutto costruito.
Perché la gente pensa sia truccato?
Semplice: nei primi tre round Joshua aveva messo a segno solo 10 pugni. Dieci. In tre round. Contro un avversario che pesava 30 libbre meno di lui e che aveva 5 pollici di altezza in meno.
Un fan su Twitter ha scritto: “La mano sinistra di Jake Paul non protegge la faccia e Anthony Joshua non tira il destro. Truccato.”
Un altro: “Questa non è boxe… è solo Anthony Joshua che insegue Jake Paul per tutto il ring.”
E ancora: “Sì, questo non è un vero incontro. Anthony Joshua dovrebbe vergognarsi.”
Il punto è che Joshua sembrava frustrato e lento nei primi round. Non riusciva a colpire Paul, che continuava a scappare e a buttarsi sulle sue gambe ogni volta che lo avvicinava. È stato uno spettacolo imbarazzante da vedere.
Molti si aspettavano che Joshua mettesse KO Paul entro il terzo round. Quando questo non è successo, internet ha deciso che doveva essere per forza truccato.
Paul e le accuse di sempre
Prima dell’incontro, Deontay Wilder aveva già detto che secondo lui i match di Paul sono “scriptati”. “Penso che i suoi incontri in generale siano stati scriptati prima. È solo la mia forte opinione. Potrebbe essere quello che è e quello che vediamo è quello che otteniamo. Ma penso davvero che sia scriptato.”
Paul, ovviamente, si è incazzato. Ha minacciato di citare in giudizio chiunque dica che i suoi incontri sono truccati. Ha assunto l’avvocato Alex Spiro e ha inviato lettere di diffida a destra e manca.
“Non me ne frega un cazzo di quello che dice questa gente, avranno sempre una scusa,” ha detto Paul prima dell’incontro. “E lo prendo come il complimento più profondo che possano attribuire quello che faccio a ‘truccato’, ‘incontri finti’. È così incredibile il livello a cui sono e le cose pazzesche che sto facendo che possono solo attribuirlo a questa storia falsa e al pagarli milioni e milioni di dollari per buttarsi.”
Dopo l’incontro, Paul ha postato su Instagram un video del KO con la scritta: “TRUCCATO?” – un modo per rispondere a tutte le accuse.
La realtà: Paul è stato semplicemente distrutto
La verità è che Paul ha fatto quello che poteva per sopravvivere. Ha corso, si è aggrappato, si è buttato per terra, ha tentato takedown. Ha fatto tutto tranne boxare veramente.
E quando finalmente Joshua è riuscito a prenderlo sul serio al quinto round, Paul è crollato. Le gambe gli tremavano, era esausto. Al sesto round, dopo aver preso un destro devastante, Paul è finito in ginocchio nell’angolo e non si è più rialzato.
Il suo promoter Nakisa Bidarian dopo l’incontro ha detto che Paul ha perso per la differenza di taglia, non per mancanza di abilità. Certo, perché tentare takedown in un incontro di boxe è sicuramente una dimostrazione di abilità.
Il mio gatto fa la stessa cosa
Titolo a parte, devo dire che la tecnica di Paul di aggrapparsi alle gambe di Joshua mi ha ricordato il mio gatto quando cerca di arrampicarsi sulle tende. Stesso livello di disperazione, stessa mancanza di dignità, stesso risultato finale: cade comunque per terra.
La differenza è che il mio gatto non ha rotto la mascella in due punti e non è finito in ospedale dopo. Paul sì.
Dopo l’incontro, sputando sangue davanti alle telecamere, Paul ha detto: “È andata bene. Una bella lavata di capo da uno dei migliori di sempre. Amo questa roba, e tornerò e prenderò una cintura mondiale a un certo punto.”
Joshua è stato gentile: “Jake Paul ha fatto davvero bene stasera. Voglio dargli i suoi meriti. Si è rialzato volta dopo volta. Ci vuole un vero uomo per farlo.”
Ma la realtà è che tutti abbiamo visto la stessa cosa: uno YouTuber che ha provato a sopravvivere contro un vero pugile e ci è riuscito per cinque round e mezzo prima di essere demolito.
Tu l’hai visto l’incontro? Cosa ne pensi delle accuse di match truccato? E soprattutto, pensi che aggrapparsi alle gambe dell’avversario diventerà la nuova tecnica rivoluzionaria della boxe? Scrivilo nei commenti e ridiamoci su insieme.


