Jerry Calà è tornato a parlare di uno dei finali più belli e malinconici della commedia italiana, quello di Sapore di mare. E basta rivedere oggi gli ultimi minuti del film di Carlo Vanzina per capire perché, a più di quarant’anni dall’uscita, continuino a colpire così tanto.
Luca e Marina si incontrano di nuovo dopo quasi vent’anni. Sono cambiati, hanno avuto altre vite e ciò che poteva succedere tra loro appartiene ormai a un’estate lontanissima. Nessuna grande dichiarazione, nessuna corsa romantica per fermare qualcuno prima che sia troppo tardi. Rimangono un biglietto, due sguardi e il rimpianto di una scelta fatta troppo tardi.
Proprio Calà, ricordando la scena, ha spiegato:
«Credo di aver dato il meglio di me stesso. Si passa da una situazione comica a una di grande intensità, con quegli sguardi incrociati tra me e Marina Suma. Quel senso di pentimento per non aver fatto vent’anni prima la cosa giusta».
Una frase che descrive perfettamente ciò che accade negli ultimi minuti di Sapore di mare: improvvisamente il film smette quasi di essere la commedia spensierata che abbiamo seguito fino a quel momento e ci ricorda che le estati finiscono, le persone crescono e alcune occasioni non tornano più.
Prima di quel finale, Luca e Marina avrebbero potuto avere una storia diversa
Sapore di mare porta lo spettatore nella Forte dei Marmi dell’estate 1964, seguendo un gruppo di ragazzi arrivati in Versilia da diverse parti d’Italia. Luca, interpretato da Jerry Calà, è milanese; Marina, interpretata da Marina Suma, arriva invece da Napoli insieme alla famiglia. Tra i due nasce una relazione estiva fatta di attrazione, battute e quella leggerezza che attraversa praticamente tutto il film.
Il loro rapporto, però, non arriva dove Marina avrebbe probabilmente sperato.
Verso la fine dell’estate torna infatti la ragazza di Luca da Milano. Lui decide di partire con lei per trascorrere gli ultimi giorni di vacanza in campagna e, prima di andarsene, incontra Marina e chiude la loro storia.
È una decisione apparentemente semplice.
Luca è giovane, l’estate sta terminando e forse pensa che quella relazione appartenga esattamente a quel periodo: una cosa bella vissuta al mare e destinata a rimanere lì.
Il film potrebbe tranquillamente chiudersi così.
I Vanzina, invece, fanno qualcosa di molto più doloroso.
Mandano avanti il tempo.
Il salto di diciotto anni cambia completamente Sapore di mare
La storia arriva all’estate del 1982, diciotto anni dopo quella del 1964. Gli stessi ragazzi si ritrovano, ormai adulti, nel locale che frequentavano da giovani. Il film ci mostra rapidamente cosa è successo alle loro vite.
Paolo alla fine è riuscito a conquistare Susan e i due si sono sposati. Gianni lavora come giornalista ed è rimasto single. Selvaggia ha alle spalle un matrimonio terminato e ha un nuovo compagno. Adriana è ormai madre di un ragazzo adolescente.
Anche Marina si è costruita una famiglia.
Poi arriva Luca.
Ed è proprio il loro incontro a trasformare gli ultimi minuti del film in qualcosa di completamente diverso.
Marina lo vede e lo riconosce immediatamente.
Luca no.
Lei gli si avvicina, lo saluta e lui risponde con quella cortesia che si usa con una persona che sappiamo di aver già visto da qualche parte, ma che non riusciamo proprio a collocare.
È una scena quasi comica.
Soltanto per pochi secondi.
Poi Felicino gli fa capire chi ha appena avuto davanti.
Quella donna era Marina.
La ragazza con cui aveva vissuto quell’estate. La ragazza che aveva lasciato per tornare alla propria vita. La persona davanti alla quale, diciotto anni prima, avrebbe potuto fare una scelta completamente diversa. La ricostruzione del finale conferma proprio questo passaggio: Luca inizialmente non riconosce Marina e comprende chi sia soltanto dopo il loro breve incontro.
Luca allora fa finalmente quello che non aveva fatto diciotto anni prima
Non può tornare indietro.
Non può chiedere a Marina di dimenticare la sua vita.
Non può trasformare improvvisamente quell’estate del 1964 nel presente.
Può però scriverle qualcosa.
Ed è probabilmente una delle dichiarazioni più semplici e riuscite del cinema italiano:
«Questo biglietto vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto. A proposito, sei sempre la più bella. Luca».
Marina legge.
Poi guarda Luca.
Luca guarda lei.
Non serve aggiungere altro.
Nessuno dei due corre verso l’altro. Non arriva il bacio che il pubblico potrebbe aspettarsi da un film romantico. Marina continua la propria strada e Luca resta lì, consapevole improvvisamente di ciò che aveva perso molto tempo prima.
Calà parla di pentimento per non aver fatto vent’anni prima la cosa giusta, e osservando il suo volto in quella sequenza si capisce perfettamente cosa intenda.
Non è semplicemente Luca che ritrova una vecchia fidanzata.
È un uomo adulto che, per pochi secondi, si ritrova davanti il ragazzo che era stato.
E forse non gli piace particolarmente la scelta che quel ragazzo aveva fatto.
Poi parte Celeste nostalgia e il film cambia sapore
A rendere la scena ancora più potente arriva Celeste nostalgia di Riccardo Cocciante, utilizzata nel finale del film. Il brano era uscito nel 1982, proprio l’anno nel quale è ambientato l’epilogo, e accompagna quella sensazione di qualcosa che è rimasto sospeso nel tempo.
La scelta musicale funziona perché Sapore di mare fino a quel momento ci aveva fatto vivere il passato attraverso le canzoni degli anni Sessanta.
L’epilogo invece ci riporta nel presente dei personaggi.
Le vacanze infinite non esistono più.
I ragazzi sono diventati adulti.
Gli amori estivi hanno lasciato spazio a matrimoni, separazioni, figli, lavori e vite completamente diverse da quelle che immaginavano sulla spiaggia.
Per questo il finale è rimasto così impresso nell’immaginario collettivo. Anche la Cineteca di Bologna lo descrive come uno dei momenti in cui la leggerezza del film lascia spazio alla malinconia del futuro e delle occasioni perdute.
Jerry Calà ha ragione: quegli sguardi raccontano ciò che le parole non possono più sistemare
La parte più bella resta proprio quella sottolineata da Jerry Calà.
Gli sguardi.
Marina legge il messaggio e capisce che Luca finalmente si ricorda.
Luca guarda Marina sapendo che quella frase arriva con diciotto anni di ritardo.
Per una volta il suo personaggio, sempre pronto alla battuta e alla conquista, non ha niente da dire.
Ha trovato le parole giuste, ma le ha scritte nel momento sbagliato.
Forse è precisamente questo che rende il finale di Sapore di mare così diverso da quello che ci si aspetterebbe da una commedia estiva.
Non racconta semplicemente un amore perduto.
Racconta la scoperta che alcune persone diventano importanti soltanto nel momento in cui capiamo di non poterle più avere nella nostra vita come avremmo voluto.
Luca finalmente fa “la cosa giusta” di cui parla Calà.
Scrive a Marina.
Le dice ciò che probabilmente avrebbe dovuto dirle molti anni prima.
Peccato che il tempo, a differenza delle estati raccontate al cinema, non possa ricominciare dall’inizio.
E quel «sei sempre la più bella», proprio per questo, fa ancora più male.
Voi ricordavate così il finale di Sapore di mare? Luca avrebbe dovuto scegliere Marina diciotto anni prima oppure quella storia è diventata indimenticabile proprio perché non hanno avuto il loro lieto fine? Scrivetecelo nei commenti.


