Ci sono coincidenze che sembrano scritte apposta. Jessie Buckley ha vinto il primo Oscar della sua carriera come miglior attrice protagonista per Hamnet – Nel nome del figlio nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2026, e quella domenica nel Regno Unito e in Irlanda cadeva la Festa della Mamma. Va detto che nel mondo anglosassone questa ricorrenza non si celebra a maggio come in Italia, ma in una domenica di marzo legata al calendario liturgico. Per Buckley, che è diventata madre da soli otto mesi, quella coincidenza ha dato al momento un significato che le parole da sole non avrebbero potuto raggiungere.
“Sembra una folle alchimia il fatto che tutte queste cose entrino in collisione in un giorno come oggi” ha detto dal palco del Dolby Theatre, visibilmente emozionata. “Mia figlia ha messo il suo primo dentino questa settimana. Mi sono svegliata con lei sul petto che mi coccolava.” Ha poi aggiunto: “Questo viaggio per capire il lavoro di una madre è stato uno dei più incredibili della mia vita. Dedico questo premio allo splendido caos che è la vita di una madre.”
Un discorso che ha fatto alzare in piedi la sala ancor prima che finisse, e che resterà tra i più ricordati di questa edizione degli Oscar.
L’attrice irlandese è nata nel 1989 a Killarney, nella contea di Kerry, in una famiglia in cui arte e musica erano parte della vita quotidiana fin dall’infanzia. Il padre è poeta e gestore di un albergo, la madre vocal coach e psicoterapeuta musicale. In casa non c’era la televisione – un dettaglio che la stessa Buckley ha raccontato più volte come decisivo per la sua formazione: libri, musica e osservazione della realtà al posto degli schermi. Ha studiato pianoforte, clarinetto e arpa alla Royal Irish Academy of Music, e questo rapporto profondo con la musica si sente ancora oggi nel modo in cui costruisce i suoi personaggi sullo schermo.
La sua prima apparizione pubblica su larga scala fu nel 2008, quando partecipò al talent show televisivo britannico I’d Do Anything, dedicato alla selezione del cast per un nuovo allestimento del musical Oliver! nel West End. Arrivò seconda, con i giudici che criticarono la rigidità nei movimenti. Non era ancora quella che sarebbe diventata. Negli anni successivi ha costruito la sua carriera con pazienza e coerenza, passando attraverso miniserie di grande successo come Guerra e pace, Chernobyl e Fargo, e film come Beast e La figlia oscura, che nel 2022 le era valso la prima candidatura all’Oscar come non protagonista. Con Hamnet è arrivata la consacrazione definitiva.
Nel film diretto da Chloé Zhao e tratto dal romanzo bestseller di Maggie O’Farrell, Buckley interpreta Agnes, la moglie di William Shakespeare – interpretato da Paul Mescal – mentre i due affrontano la morte del figlio Hamnet, scomparso a undici anni nel 1596. Non è una storia sullo Shakespeare celebre e immortale: è una storia su sua moglie, su una donna che la storia ufficiale ha quasi completamente ignorato, e sul dolore di una madre che perde un figlio.
Buckley ha raccontato in più interviste quanto il ruolo l’abbia toccata in profondità, soprattutto dopo essere diventata madre durante le riprese. Interpretare Agnes mentre viveva in prima persona l’esperienza della maternità ha dato alla sua performance una verità difficile da costruire artificialmente. E si vede sullo schermo.
La vittoria non è stata una sorpresa: Buckley aveva già vinto il Golden Globe, il BAFTA, il Critics’ Choice e il premio dei SAG-AFTRA nella stessa categoria, dominando l’intera stagione dei premi con una continuità rara. Hamnet aveva ricevuto otto candidature agli Oscar in totale, tra cui miglior film e miglior regia, ma la statuetta più importante è stata quella andata alla sua protagonista.
Sul palco ha ringraziato i suoi genitori – “grazie per avermi insegnato a sognare e a non lasciarmi definire dalle aspettative degli altri” – la sua famiglia irlandese presente in sala, il compagno Freddie, e la regista Chloé Zhao. Ha anche omaggiato tutte le candidate nella sua categoria, dicendo di essere ispirata dall’arte e dall’umanità di ciascuna di loro.
Con questa vittoria, Jessie Buckley diventa la prima donna irlandese a vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista. Un primato che in Irlanda ha scatenato festeggiamenti immediati, e che consacra definitivamente una delle interpreti più autentiche e sorprendenti della sua generazione.
Hai visto Hamnet? Pensi che Jessie Buckley meritasse l’Oscar o avresti votato per qualcun’altra? Lascia un commento e dicci la tua.


