Quattordici minuti di applausi in piedi a Venezia, John Malkovich visibilmente commosso davanti al pubblico e un film accolto con enorme entusiasmo. Sembrava una di quelle serate destinate a rimanere impresse nella memoria di un attore. Malkovich, però, ha appena smontato la versione romantica della storia: mentre tutti pensavano fosse emozionato per l’accoglienza riservata a Wild Horse Nine, lui sperava soprattutto che gli passasse l’allergia agli occhi.
L’attore lo ha raccontato a E! News durante il Toronto International Film Festival. Alla domanda su cosa gli passasse per la testa durante la lunghissima ovazione veneziana, ha risposto che era naturalmente contento perché il pubblico aveva apprezzato il film, ma non stava vivendo chissà quale momento mistico. Quelle lacrime che qualcuno aveva interpretato come commozione erano dovute a un’allergia che, nei giorni trascorsi a Venezia, gli aveva fatto lacrimare continuamente gli occhi.
Una risposta perfettamente in linea con Malkovich, capace di togliere solennità persino a 14 minuti di applausi.
L’entusiasmo per Wild Horse Nine, però, è stato reale. Il film di Martin McDonagh ha ricevuto una delle accoglienze più calorose dell’edizione 2026 della Mostra di Venezia e pochi giorni dopo Malkovich ha anche conquistato la Coppa Volpi come miglior attore. Un riconoscimento importante per un interprete che, a 72 anni, continua a trovare personaggi capaci di sorprenderlo e di sorprendere il pubblico.
Il film riunisce McDonagh con Sam Rockwell, già protagonista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, e costruisce la storia attorno a due agenti della CIA. Siamo nel Cile del 1973, poco prima del colpo di Stato. Chris, interpretato da Malkovich, e Lee, interpretato da Rockwell, vengono mandati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro superiore MJ, che ha il volto di Steve Buscemi. Il viaggio apparentemente lontano dalle tensioni politiche del continente comincia però a cambiare direzione quando Chris entra in contatto con due giovani studentesse ribelli.
Dietro la missione ci sono inoltre segreti personali e questioni irrisolte tra i due agenti. Chris sta facendo i conti con l’età, con il proprio passato e con decisioni che diventano sempre più difficili da ignorare. Rockwell gli fa da contrappeso, alternando ironia e momenti molto più amari. È il territorio nel quale McDonagh si trova maggiormente a suo agio: personaggi che fanno ridere mentre stanno affrontando situazioni tutt’altro che leggere.
Il cast comprende anche Parker Posey, Tom Waits, Mariana Di Girolamo e Ailín Salas, mentre Steve Buscemi interpreta il superiore dei due agenti. La durata è di 118 minuti. In Italia il film sarà distribuito da Searchlight Pictures/The Walt Disney Company Italia e l’uscita cinematografica è prevista per il 5 novembre 2026.
La parte più divertente di tutta questa storia resta comunque Malkovich. Venezia gli dedica un’ovazione interminabile, qualcuno lo vede lacrimare e pensa di assistere alla commozione di un grande attore davanti all’affetto del pubblico. Lui arriva qualche giorno dopo e praticamente risponde: no, ero allergico a qualcosa.
Il pubblico veneziano, invece, non può dare la colpa all’allergia. Gli applausi erano tutti per lui e per Wild Horse Nine.
Tu sei curioso di vedere Wild Horse Nine dopo l’accoglienza ricevuta a Venezia? E soprattutto, avresti mai immaginato che quelle lacrime di John Malkovich fossero colpa di un’allergia? Scrivicelo nei commenti.


