Gareth Edwards non tornerà a dirigere il seguito di Jurassic World Rebirth. Universal e Amblin stanno già lavorando al prossimo film della saga, ma dovranno trovare un altro regista dopo l’uscita di Edwards per quelle che le fonti descrivono come “divergenze creative”. La notizia pesa parecchio, perché arriva dopo gli ottimi risultati commerciali di Rebirth e proprio mentre lo studio sta cercando di trasformare il film del 2025 nell’inizio di una nuova fase del franchise.
Universal, almeno pubblicamente, ha evitato qualsiasi polemica. Lo studio ha ringraziato Edwards spiegando di aver avuto una grande esperienza lavorando con lui a Jurassic World Rebirth. Nessun dettaglio, invece, su ciò che avrebbe provocato la separazione.
Per ora resta quindi una formula piuttosto generica. Le vere ragioni delle divergenze creative non sono state rese pubbliche, e qualsiasi ricostruzione più precisa sarebbe soltanto una supposizione.
Il sequel di Jurassic World Rebirth però va avanti
L’addio di Edwards non significa che Universal abbia intenzione di rallentare la saga.
David Koepp, sceneggiatore del primo Jurassic Park del 1993 e già autore di Jurassic World Rebirth, ha scritto la versione più recente del nuovo film. Anche Scarlett Johansson, Jonathan Bailey e Mahershala Ali sono attesi nuovamente nel cast, anche se una produzione di queste dimensioni deve inevitabilmente incastrarsi con gli impegni dei tre attori. Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, l’obiettivo sarebbe iniziare le riprese nel 2027.
La trama rimane segreta e Universal non ha ancora comunicato un titolo ufficiale.
Il film precedente aveva introdotto un gruppo di personaggi completamente nuovo rispetto alla trilogia con Chris Pratt e Bryce Dallas Howard. Johansson interpretava Zora Bennett, mentre Bailey vestiva i panni del paleontologo Henry Loomis e Ali quelli di Duncan Kincaid. La missione li portava in una zona isolata popolata dai dinosauri, alla ricerca di materiale genetico appartenente a tre enormi creature preistoriche.
Era evidente l’intenzione di alleggerire il peso della continuità precedente e ripartire con volti differenti.
Il pubblico ha risposto.
Con 869 milioni di dollari incassati, Universal non può ignorare Jurassic World
Jurassic World Rebirth ha raccolto circa 869,1 milioni di dollari nel mondo, di cui quasi 340 milioni negli Stati Uniti e oltre 529 milioni nei mercati internazionali. Non ha raggiunto il miliardo come i tre precedenti film di Jurassic World, ma resta comunque un risultato enorme per Universal.
Il franchise, inoltre, ha ormai superato i 6 miliardi di dollari complessivi con i suoi sette film. Pensare che lo studio possa fermarlo dopo un incasso vicino ai 900 milioni sarebbe abbastanza improbabile.
L’uscita di Edwards rende però la situazione più delicata di quanto possa sembrare.
Il regista aveva un rapporto particolare con i grandi blockbuster. Dopo Godzilla, Rogue One: A Star Wars Story e The Creator, aveva portato in Rebirth un gusto visivo facilmente riconoscibile, cercando spesso location reali e scegliendo persino di girare su pellicola per ottenere un’immagine meno artificiale. Edwards aveva raccontato di voler conservare alcuni elementi visivi del Jurassic Park originale senza limitarsi a copiarli.
Ora Universal dovrà trovare qualcuno disposto a entrare in una macchina produttiva già parecchio definita.
Non è la prima volta che Jurassic World perde un regista
C’è poi un precedente che rende la vicenda ancora più curiosa.
Prima di Gareth Edwards, David Leitch era stato scelto per dirigere proprio Jurassic World Rebirth. Il regista di John Wick, Atomic Blonde e Bullet Train lasciò però il progetto durante le fasi iniziali, anche in quel caso per divergenze sulla direzione creativa. Edwards arrivò successivamente e portò il film fino nelle sale.
Due registi usciti dallo stesso ciclo di film per ragioni simili attirano inevitabilmente l’attenzione.
Non significa necessariamente che Universal abbia problemi dietro le quinte. Una saga di queste dimensioni viene controllata da molte persone e deve rispettare esigenze commerciali, narrative e produttive molto precise. Steven Spielberg rimane produttore esecutivo, mentre Frank Marshall è uno dei produttori storicamente più legati al franchise.
Per Edwards, invece, l’uscita potrebbe rappresentare l’occasione per tornare verso progetti originali. Le fonti indicano infatti che il regista vuole concentrarsi su idee proprie in sviluppo.
Universal dovrà adesso scegliere il suo sostituto senza perdere troppo tempo. Il pubblico continuerà probabilmente ad andare al cinema per vedere i dinosauri, ma dopo sette film la vera difficoltà consiste nel trovare ancora qualcosa che faccia sembrare questa saga meno prevedibile.
Voi avreste voluto rivedere Gareth Edwards alla regia oppure pensate che Jurassic World abbia bisogno di un altro cambio di direzione? Scrivetecelo nei commenti.


