L’Altro Padre, il nuovo dramma messicano arrivato su Netflix il 22 luglio con tutti e dieci gli episodi, comincia come una corsa contro il tempo per salvare una vita e finisce per diventare un terremoto dentro due famiglie intere. Il punto di partenza è semplice: una ragazza malata ha bisogno di un trapianto. Quello che succede dopo, invece, è tutto fuorché semplice.
Partiamo dai fatti. Julieta è una ragazza di diciassette anni con una grave malattia ai reni. La madre, Maca, interpretata da Silvia Navarro, si mette subito alla ricerca di un donatore compatibile insieme al marito Ricardo. Per velocizzare la ricerca, la famiglia allarga i test anche agli amici più stretti, tra cui Emilio, interpretato da Manolo Cardona, marito di Yolanda e padre della migliore amica di Julieta. Ed è qui che la trama cambia completamente direzione: il test rivela che Emilio, e non Ricardo, è il vero padre biologico di Julieta. Il motivo risale a vent’anni prima, quando Maca ed Emilio ebbero una relazione segreta, in un periodo in cui il matrimonio di lei attraversava una crisi profonda a causa dei problemi di alcolismo del marito.
Da questo momento in poi, la serie smette di essere solo una storia di ospedali e diventa un dramma familiare a tutto tondo. Ricardo scopre di non essere il padre biologico della figlia che ha cresciuto per diciassette anni. Emilio deve decidere se e come dirlo alla propria famiglia, rischiando di distruggere il proprio matrimonio. E Julieta, al centro di tutto, deve fare i conti con una verità che nessuno le aveva mai raccontato, proprio mentre lotta per la propria vita.
A mio parere, il motivo per cui questa serie funziona sta soprattutto nelle due interpretazioni principali. Silvia Navarro dà a Maca la giusta dose di fragilità e determinazione, mentre Manolo Cardona costruisce un Emilio combattuto in modo credibile, mai scritto come il classico traditore senza sfumature. Il ritmo, poi, è uno dei suoi pregi più evidenti: gli episodi sono costruiti per non lasciare respiro, e ogni puntata si chiude quasi sempre con una nuova rivelazione che spinge a guardare subito quella successiva.
Il rovescio della medaglia è che la sceneggiatura, in alcuni punti, esagera. Le rivelazioni shock arrivano una dietro l’altra, quasi senza pause, e alcuni personaggi prendono decisioni poco credibili solo per far procedere la trama più in fretta. È un difetto tipico del genere, la telenovela vive proprio di questi eccessi, ma chi cerca una scrittura più misurata potrebbe storcere il naso più di una volta.
Il verdetto
Una serie pensata per chi ama i drammi familiari pieni di colpi di scena, capace di intrattenere episodio dopo episodio anche a costo di qualche forzatura narrativa.
Tu l’hai già vista? Facci sapere nei commenti se anche per te il mix tra dramma medico e segreti di famiglia funziona o se secondo te la sceneggiatura esagera troppo.
La Recensione
L'Altro Padre
L'Altro Padre racconta come la ricerca di un donatore di rene porti alla luce un segreto vecchio di vent'anni, sconvolgendo due famiglie. Sorretta da un cast convincente e da un ritmo veloce, la serie non nasconde la propria natura da melodramma, con qualche eccesso di troppo nella scrittura.
PRO
- Silvia Navarro e Manolo Cardona, che rendono credibili anche i momenti più drammatici della storia
- Un ritmo veloce, che spinge a guardare più episodi di fila senza accorgersene
- Un tema di fondo interessante, quello sulla differenza tra paternità biologica e paternità vissuta
CONTRO
- Troppe rivelazioni shock ravvicinate, che rischiano di stancare
- Alcuni personaggi reagiscono in modo poco credibile solo per far avanzare la trama


