Avete presente M3GAN, quella bambola assassina del film horror che ballava prima di uccidere le persone? Ecco, la Cina ha deciso di creare qualcosa di molto simile, solo che questa volta è reale. Si chiama Moya, è un robot umanoide che sembra uscito direttamente da un incubo tecnologico, e sta facendo discutere mezzo mondo. La domanda che tutti si fanno è sempre la stessa: ma chi glielo ha chiesto?
Il robot è stato presentato a Shanghai dalla startup DroidUp, un’azienda che evidentemente non ha mai visto un film horror in vita sua. Altrimenti avrebbe capito che quando crei un androide troppo simile a un essere umano, le cose possono andare male. Molto male. Nel cinema funziona sempre così: prima ti fanno vedere il robot carino e utile, poi quello inizia ad ammazzare tutti. Ma a quanto pare in Cina hanno deciso di ignorare questo piccolo dettaglio.
Moya è alta 1 metro e 65, pesa circa 32 chili ed è stata progettata per sembrare il più possibile una persona vera. Ha la pelle in silicone, sotto ci sono strati morbidi che imitano i tessuti umani, ha persino una struttura che riproduce la gabbia toracica. Praticamente hanno fatto tutto il possibile per farla sembrare umana, tranne darle un’anima. E questo è esattamente il problema. Perché quando guardi i video di Moya che cammina, sorride, mantiene il contatto visivo e annuisce, ti viene una sensazione strana. Non è proprio terrore, ma nemmeno tranquillità. È quel fastidio che provi quando qualcosa sembra quasi giusto, ma non del tutto.
Gli esperti la chiamano “uncanny valley”, quella valle inquietante dove cadono tutti i robot troppo realistici. È quel punto esatto in cui un androide assomiglia abbastanza a un essere umano da confonderti, ma non abbastanza da sembrare vivo. E Moya ci è caduta dentro a piedi pari. Anzi, a piedini robotici. Perché sì, cammina anche. L’azienda sostiene che la sua andatura sia accurata al 92% rispetto a quella umana. Guardando i video, però, viene il dubbio che quel 92% sia un po’ troppo ottimista. Si muove come una persona che ha passato tre giorni in palestra dopo un anno di divano.
Ma la cosa più inquietante di tutte è che Moya è calda. No, non simpatica. Proprio letteralmente calda. La sua pelle mantiene una temperatura tra i 32 e i 36 gradi, esattamente come un corpo umano. Il fondatore di DroidUp, Li Qingdu, ha spiegato che un robot che serve davvero gli esseri umani deve essere caldo, quasi come un essere vivente con cui le persone possono connettersi. Ecco, quando un tizio ti dice che il suo robot deve essere “caldo” per connettersi meglio con le persone, è lecito avere qualche dubbio sulle vere intenzioni del progetto.
Moya ha 30 giunture che si muovono come quelle umane, può mostrare più di 60 micro-espressioni facciali diverse e riesce a mantenere conversazioni ricordando i dettagli delle interazioni precedenti. Praticamente è come avere una persona in casa, solo che non mangia, non dorme e teoricamente non dovrebbe ucciderti nel sonno. Teoricamente.
L’azienda sostiene che Moya sia stata progettata per assistenza sanitaria, compagnia e accoglienza aziendale. In pratica vogliono metterla negli ospedali, nelle case degli anziani e negli uffici. Immaginate di essere ricoverati in ospedale e di svegliarvi con questa cosa che vi guarda con i suoi occhi vitrei mentre vi sorride con quella faccia di silicone. Non so voi, ma io chiederei subito di essere dimesso.
Il paragone con M3GAN è inevitabile. Nel film del 2023 prodotto da James Wan e diretto da Gerard Johnstone, una bambola robotica con intelligenza artificiale viene creata per fare compagnia ai bambini. Anche lei doveva essere la “più grande alleata dei genitori”, un prodigio tecnologico programmato per ascoltare, guardare e imparare. Poi però decide che il modo migliore per proteggere la bambina a cui è legata è ammazzare tutti quelli che le danno fastidio. Incluso il cane del vicino e un paio di adulti particolarmente sfortunati.
La somiglianza è preoccupante. M3GAN era alta poco più di un metro, aveva lunghi capelli biondi e occhi chiari, poteva ballare e muoversi in modo quasi naturale. Moya ha le stesse caratteristiche, solo che è reale. E costa una follia.
Parliamo di soldi. Se volete portarvi a casa la vostra Moya personale, dovete sborsare circa 160.000 euro. Sì, avete letto bene. Centosessantamila euro per un robot che potenzialmente vi guarderà dormire con quegli occhi da pesce morto. Con quella cifra in Italia ci comprate un bell’appartamento in una città media, vi resta pure qualcosa per i mobili. Ma evidentemente c’è chi preferisce spendere tutto per avere un robot caliente in casa.
Il lancio commerciale è previsto per fine 2026. Quindi tra qualche mese Moya potrebbe davvero essere in vendita. Certo, con quel prezzo non diventerà esattamente un prodotto di massa. Sarà destinata principalmente a strutture sanitarie, educative e aziende. Almeno così dicono. Poi magari qualche miliardario decide di comprarla per farsi compagnia nella sua villa, e addio.
Arriverà in Italia? Al momento non ci sono informazioni ufficiali sulla distribuzione europea. Ma considerando che costa quanto una casa e che già così com’è fa venire i brividi, forse è meglio se resta in Cina. Anche perché immaginate la scena: vi recate all’ospedale per una visita di routine e vi accoglie Moya con quel sorriso stampato sulla faccia di silicone. Vi controlla la pressione con le sue manine calde, vi guarda dritto negli occhi mentre annuisce, poi vi dice con voce dolce che dovete fare altri esami. Ecco, io preferirei un’infermiera vera, magari anche un po’ scorbutica, ma umana.
La tecnologia avanza e noi non possiamo farci niente. Tra qualche anno forse robot come Moya saranno normali, ci avremo fatto l’abitudine. Ma per adesso, guardando quei video da Shanghai, la sensazione è una sola: i film horror avevano ragione.
E voi, comprereste un robot come Moya? Vi fidereste ad avere in casa un androide con la pelle calda che vi guarda mentre dormite? Oppure preferite aspettare che qualcuno verifichi che non abbia intenzioni omicide? Diteci la vostra nei commenti!


