Il pantheon delle collaborazioni musicali leggendarie mancate ha appena acquisito un nuovo, surreale capitolo che farebbe impallidire anche le più bizzarre session fantasma della storia del rock! A quarant’anni esatti dall’uscita di “Mr. Bad Guy“, l’unico album solista del compianto frontman dei Queen, emerge un aneddoto tanto incredibile quanto emblematico dell’eccentricità che caratterizzava le superstar degli anni ’80. Nel 1983, quando i Queen stavano prendendo una pausa prima della leggendaria performance paradigmatica di Mercury al Live Aid 1985, e Michael Jackson navigava nelle acque dello straordinario successo commerciale tra “Thriller” e “Bad” (due album che ridefinirono completamente i parametri della densità sonora pop), i due titani della musica avevano organizzato una session congiunta che prometteva scintille creative. Ma come spesso accade quando due ego artistici stratosferici si incontrano, qualcosa andò storto. E quel qualcosa, incredibilmente, aveva quattro zampe, un lungo collo e rispondeva al nome di Louie. Sì, hai capito bene: un lama. Non una dissonanza armonica o un dissidio sulla struttura melodica di un brano, ma un camelide sudamericano ha impedito che il mondo potesse godere del crossover vocale tra due delle voci più riconoscibili e tecnicamente diverse della storia della musica pop. Jo Burt, che suonò il basso fretless per l’album solista di Mercury, ha rivelato al New York Post che “credo che l’ultima goccia sia stata quando Michael ha portato il suo lama domestico in studio. Credo che Freddie se la sia presa un po’”. Un understatement britannico che nasconde probabilmente una reazione ben più colorita da parte di Mercury, noto per il suo perfezionismo in studio e per il suo approccio metodico alla registrazione, nonostante l’immagine flamboyant che proiettava sul palco.
Le canzoni che non abbiamo mai potuto ascoltare nella loro forma originale
A causa di questo surreale incidente zoologico, brani come “Victory”, “State of Shock” e “There Must Be More to Life Than This” non furono mai ufficialmente pubblicati come duetti durante la vita dei due artisti. Un vero peccato per gli appassionati di musica, considerando il potenziale esplosivo di una collaborazione tra due voci così diverse ma ugualmente iconiche. Da un lato, il range vocale quasi operistico di Mercury, capace di spaziare dal basso profondo ai falsetti più vertiginosi con una tecnica impeccabile; dall’altro, il timbro penetrante e la dizione ritmica peculiare di Jackson, con quei suoi caratteristici “hee-hee” e “shamone” che sono diventati veri e propri marchi sonori riconoscibili in tutto il mondo. Una fusione che avrebbe potuto creare un nuovo paradigma vocale nel panorama pop dell’epoca, ma che è stata sabotata da un inaspettato intruso peloso.
La testimonianza diretta del manager dei Queen
Il New York Post ha ricordato che questa storia aveva già trovato conferma nel documentario del 2012 “Freddie Mercury: The Great Pretender”, dove Jim “Miami” Beach, manager dei Queen, raccontava di aver ricevuto una telefonata disperata dal cantante mentre si trovava nello studio domestico di Jackson a Encino, California. “Mercury mi chiamò e disse: ‘Miami, caro, puoi venire qui? Devi portarmi via, sto registrando con un lama’”, ricordava Beach. Una frase che, pronunciata con l’inconfondibile accento di Mercury, assume contorni ancora più esilaranti e che rappresenta perfettamente il contrasto tra l’eleganza british del frontman dei Queen e l’eccentricità childlike di Jackson.
Il bestiario di Michael Jackson
Il Re del Pop, scomparso il 25 giugno 2009 per intossicazione acuta da propofol, era noto per la sua passione per gli animali esotici. Il suo ranch “Neverland” ospitava una vera e propria menagerie privata che includeva, oltre al famigerato Louie il lama, anche uno scimpanzé di nome Bubbles (diventato quasi una celebrità a sé stante), un elefante chiamato Ali e le tigri Thriller e Sabu. Un eccentrismo zoofilo che evidentemente non tutti apprezzavano, incluso Freddie Mercury, che probabilmente preferiva concentrarsi sull’arte della registrazione piuttosto che condividere lo spazio creativo con un ruminante sudamericano.
Curiosamente, Mercury non fu l’unico a non andare d’accordo con gli animali di Jackson. L’attrice Brooke Shields ha rivelato nel 2022 che, nonostante adorasse gli scimpanzé, Bubbles non sembrava ricambiare il sentimento: “Sai cosa, Bubbles non mi piaceva molto. Non sono sicura del perché, ma non ho potuto trascorrere quasi nessun momento con Bubbles”. Una confessione che suggerisce come anche gli animali di Jackson avessero i loro gusti in fatto di celebrità.
Quanto a Mercury, dopo questo curioso episodio, continuò a registrare diversi album con i Queen e, naturalmente, realizzò quella iconica apparizione al Live Aid, prima di morire di AIDS nel 1991, lasciando un’eredità musicale che continua a influenzare generazioni di artisti.
E tu cosa ne pensi? Ti sarebbe piaciuto ascoltare un duetto ufficiale tra Freddie Mercury e Michael Jackson? Quale delle loro peculiarità vocali pensi avrebbe creato la magia più grande in uno studio di registrazione? Condividi le tue opinioni nei commenti e raccontaci quali altre collaborazioni leggendarie mancate del mondo della musica ti hanno sempre incuriosito!


