Charli XCX ha confermato su British Vogue quello che i fan stavano già intuendo dai suoi post criptici degli ultimi giorni: il seguito di Brat è in arrivo, e sarà un disco rock. “Penso che la pista da ballo sia morta,” ha dichiarato alla giornalista Laura Snapes, “quindi adesso facciamo musica rock.”
Non è una boutade. L’album è descritto come dominato dalle chitarre, con l’AutoTune che aveva caratterizzato il suo suono degli ultimi anni quasi del tutto assente. Un cambio di rotta abbastanza netto per un’artista che nel 2024 aveva costruito attorno a Brat uno dei momenti culturali più discussi dell’anno, tra meme, estetiche verdi acido e un’estate intera passata a sentirne parlare ovunque.
I produttori A.G. Cook e Finn Keane (ex Easyfun) sono tornati per le sessioni di registrazione, che si sono svolte a Parigi durante la settimana della moda lo scorso marzo. “Stavamo facendo la nostra versione dell’analogico, che è una cosa così stupida e divertente,” ha raccontato Charli. Non è ancora uscito il titolo ufficiale, ma l’articolo di Vogue cita alcuni frammenti di testo che danno già un’idea di dove sta andando: “I can take you to heaven like it’s 2007 / Pop star in my bedroom like it’s 2007” e “Nothing’s gonna last forever / And no one’s gonna last forever.” Temi che ruotano attorno alla sua relazione con il fare arte e a cosa significherebbe perderla, oltre a qualcosa che sembra guardare a Brat come a un capitolo appena chiuso.
Nel frattempo Charli sta costruendo anche una carriera da attrice, che non si sapeva bene dove potesse portare ma che sembra stia prendendo forma in modo inaspettato. Ha già partecipato al remake di Faces of Death diretto da Daniel Goldhaber, è attesa nel prossimo film di Gregg Araki, I Want Your Sex, e ha girato un mockumentary sul proprio tour, intitolato The Moment. “Non ho mai avuto la sensazione di aver fatto qualcosa di straordinario,” ha detto parlando della recitazione, “ma sono pronta a farlo mille volte se necessario.” Goldhaber è stato il primo a convincerla a cimentarsi in un ruolo in un film dal vivo con una sceneggiatura vera, e evidentemente qualcosa ha funzionato.
C’è anche un po’ di rumore di fondo intorno al disco di accompagnamento che aveva pubblicato a febbraio per il film Wuthering Heights di Emerald Fennell, con contributi tra gli altri di John Cale e Sky Ferreira. Quest’ultima aveva lasciato intendere sui social che alcune canzoni fossero in realtà versioni riregistrate di suoi demo. Il management di Charli ha risposto chiarendo che, sì, alcune tracce includevano materiale da sessioni precedenti, ma che la suddivisione dei crediti era stata concordata per iscritto prima dell’uscita. La questione sembra chiusa, ma ha comunque fatto discutere per qualche giorno.
Tornando al nuovo album, il salto verso il rock è curioso ma non del tutto sorprendente per chi conosce il percorso di Charli. Ha sempre avuto un rapporto abbastanza libero con i generi, e l’idea che dopo un disco costruito attorno alla club culture decida di andare nella direzione opposta è coerente con il modo in cui si muove. La domanda è quanto spazio lasci alle chitarre e quanto rimanga comunque riconoscibile il suo approccio alla produzione.
Sei curioso di sentire come suonerà, o preferivi il sound di Brat?


