Quentin Tarantino avrebbe potuto avere un rapporto molto più diretto con Speed. Nel 1994 la Fox gli propose il progetto, ma lui non lesse nemmeno la sceneggiatura perché era già impegnato con Pulp Fiction. Poi vide il film finito con Keanu Reeves e Sandra Bullock e ne rimase conquistato.
È una delle curiosità più interessanti legate a Speed, ancora oggi uno dei film d’azione più riusciti degli anni Novanta e disponibile in Italia su Disney+. La sua forza, secondo Tarantino, stava soprattutto in una cosa molto semplice: prendeva una situazione assurda e la sfruttava fino in fondo.
Tarantino disse chiaramente che Speed funzionava
Nel 1994, durante una lunga intervista a Film Comment, Tarantino stava parlando dei problemi che secondo lui affliggevano molte sceneggiature hollywoodiane.
A suo parere il cinema si stava riempiendo di situazioni interessanti che però non diventavano vere storie.
Poi fece un’eccezione importante.
Aveva appena visto Speed e raccontò di essersi divertito moltissimo. Gli ultimi venti minuti gli sembravano un po’ troppo esagerati, ma fino a quel momento il film lo aveva tenuto completamente coinvolto.
La frase più importante arrivò subito dopo: “Speed works”, cioè Speed funziona.
Sembra una considerazione banale, ma detta da Tarantino proprio nell’anno di Pulp Fiction assume un peso diverso.
Perché Speed è così semplice e allo stesso tempo così efficace
La premessa la conosciamo tutti.
Howard Payne, interpretato da Dennis Hopper, piazza una bomba su un autobus di Los Angeles. Se il mezzo supera una certa velocità, l’ordigno si attiva; da quel momento, se l’autobus scende sotto le 50 miglia orarie, esplode.
Jack Traven, interpretato da Keanu Reeves, riesce a salire sul mezzo e prova a salvare i passeggeri. Alla guida finisce Annie, interpretata da Sandra Bullock.
Non c’è bisogno di molto altro.
La regola è chiara.
Il pubblico la capisce immediatamente.
Da quel momento il film deve soltanto continuare a trovare nuovi ostacoli che rendano sempre più difficile rispettarla.
Traffico.
Curve.
Passeggeri feriti.
Strade interrotte.
Carburante.
Polizia che cerca di stare dietro all’autobus.
È quasi un videogioco costruito come un thriller.
Tarantino lo definì un grande esempio di cinema basato sulla situazione
Tarantino usò un’espressione molto precisa: “situation filmmaking at its best”.
Non stava dicendo che Speed avesse la storia più complessa mai scritta.
Al contrario.
La sua forza nasceva dal fatto che il film accettava completamente la propria premessa e non cercava di diventare qualcosa di diverso.
Secondo Tarantino, molti action partivano da una buona situazione e poi non riuscivano a sfruttarla.
Speed, invece, continuava a spremere quell’idea fino a renderla sempre più difficile, più assurda e più divertente.
Gli rimase talmente impresso da dire che avrebbe avuto voglia di rivederlo.
E pensare che la Fox aveva cercato proprio Tarantino
Durante la stessa intervista arrivò la rivelazione.
La Fox aveva contattato Quentin Tarantino per Speed.
Lui però era già al lavoro su Pulp Fiction.
Il suo agente non gli fece neppure leggere la sceneggiatura perché in quel momento sarebbe stato impossibile accettare un altro progetto così impegnativo.
Alla fine il film andò a Jan de Bont, che fino a quel momento era conosciuto soprattutto come direttore della fotografia e che con Speed fece il suo debutto alla regia.
Possiamo soltanto immaginare come sarebbe stato il film diretto da Tarantino.
Probabilmente molto diverso.
Ma forse proprio per questo è interessante che lui abbia riconosciuto quanto bene funzionasse la versione realizzata da de Bont.
Speed costò 30 milioni e ne incassò più di 350
Anche il pubblico diede ragione a quella formula.
Il film costò circa 30 milioni di dollari e ne incassò oltre 350 milioni nel mondo.
Di questi, circa 121 milioni arrivarono dal mercato nordamericano e più di 229 milioni dal resto del mondo.
Per un film d’azione originale, senza personaggi già famosi e senza una saga alle spalle, fu un risultato enorme.
Anche la critica lo accolse benissimo.
Oggi Speed conserva il 95% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
Keanu Reeves non era ancora quello di Matrix e John Wick
Rivedere il film oggi è curioso anche per Keanu Reeves.
Nel 1994 non esistevano ancora Neo e John Wick.
Reeves aveva già lavorato in Point Break – Punto di rottura, Belli e dannati e Dracula di Bram Stoker, ma Speed contribuì enormemente a costruire la sua immagine di protagonista d’azione.
Jack Traven non è però l’eroe invincibile che vedremo anni dopo.
Corre.
Sbaglia.
Improvvisa.
Ha paura che qualcosa vada storto.
Ed è probabilmente una delle ragioni per cui il film funziona ancora.
Reeves non sembra sopra la situazione. Sembra semplicemente quello che sta cercando disperatamente di impedirle di peggiorare.
Sandra Bullock diventa fondamentale quasi subito
Anche Sandra Bullock contribuì moltissimo al successo.
Annie non è una semplice passeggera da salvare.
Si ritrova al volante e deve guidare l’autobus mentre Jack cerca di capire come disinnescare la situazione.
La coppia Reeves-Bullock crea leggerezza senza trasformare il film in una commedia romantica.
Serve soprattutto a far respirare il pubblico tra una sequenza di tensione e l’altra.
Il successo di Speed aiutò Bullock a diventare una delle attrici più richieste di Hollywood negli anni successivi.
È il contrario di molti action moderni
Forse rivederlo oggi fa ancora più effetto.
Speed non ha bisogno di preparare un seguito.
Non introduce dieci personaggi pensando a uno spin-off.
Non dura tre ore.
Non ha bisogno di spiegarti un universo.
Ha un autobus che non può rallentare.
Fine.
E usa praticamente ogni minuto per complicare quella situazione.
Forse è questo che Tarantino aveva riconosciuto così bene già nel 1994.
Un film d’azione non deve per forza avere una trama enorme.
Deve sapere esattamente che film vuole essere.
Speed lo sapeva.
In Italia puoi rivederlo su Disney+
Oggi Speed è disponibile in streaming in Italia su Disney+. Non è possibile stabilire con certezza da quanto tempo sia nel catalogo, quindi non avrebbe senso presentarlo come una nuova aggiunta.
Il motivo per recuperarlo è un altro.
Vedere oggi quel film dopo aver letto cosa ne pensava Tarantino è quasi un piccolo esperimento.
Sai già cosa osservare.
Una situazione semplicissima.
Un ritmo che non lascia respirare troppo.
Un regista che continua a inventare ostacoli.
E due protagonisti che rendono credibile anche ciò che, pensandoci con calma, è completamente folle.
Tu consideri ancora Speed uno dei migliori film d’azione degli anni Novanta? E ti sarebbe piaciuto vedere la versione che avrebbe potuto dirigere Quentin Tarantino? Scrivilo nei commenti.


