La Gradiva è uno di quei film che stanno crescendo festival dopo festival, quasi senza fare rumore. Il debutto alla regia di Marine Atlan ha vinto il Grand Prix della Semaine de la Critique a Cannes, è passato da Toronto e ora si prepara al New York Film Festival. Nel frattempo è arrivato anche il trailer, che conferma l’impressione lasciata dalle prime recensioni: siamo davanti a un coming of age molto più inquieto e fisico del solito.
La storia segue un gruppo di studenti francesi in viaggio scolastico a Napoli e Pompei. Dovrebbe essere una gita come tante, con professori, compagni di classe, visite culturali e giornate da riempire. Poi il contatto con le rovine, con i corpi pietrificati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e con un passato letteralmente bloccato nel tempo sembra far esplodere qualcosa anche nei ragazzi.
Desiderio, rabbia, attrazione, gelosia e solitudine iniziano a emergere con una forza che nessuno riesce più a tenere sotto controllo.
È proprio questo contrasto a rendere il film così curioso. Da una parte ci sono adolescenti ancora confusi, impulsivi, immersi nelle proprie emozioni. Dall’altra Pompei, luogo in cui ogni gesto umano sembra essersi fermato per sempre. Marine Atlan usa quindi la città e le rovine non come semplice sfondo, ma come elemento che amplifica ciò che i personaggi stanno vivendo.
La regista arriva dalla fotografia cinematografica e si vede. La Gradiva sembra puntare molto sulle immagini, sui corpi e sul modo in cui gli spazi cambiano la percezione dei ragazzi. Atlan firma anche la sceneggiatura insieme ad Anne Brouillet e condivide la fotografia con Pierre Mazoyer.
Nel cast troviamo Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin e Mitia Capellier-Audat, con diversi giovani interpreti ancora poco conosciuti. Anche questa scelta sembra coerente con il tipo di film: volti non troppo familiari permettono di entrare più facilmente dentro il gruppo senza la sensazione di stare guardando attori già legati ad altri personaggi.
Le reazioni della critica sono state molto forti. A Cannes il film ha conquistato il premio principale della Semaine de la Critique e diversi recensori lo hanno indicato come una delle rivelazioni dell’edizione. Su Rotten Tomatoes, al momento, raccoglie il 100% di recensioni positive su 20 giudizi censiti, un dato ancora limitato ma comunque notevole.
Il film ha poi ottenuto anche il premio del pubblico al New Horizons International Film Festival e il Prix d’Ornano-Valenti a Deauville, prima di arrivare in Nord America con il passaggio al Toronto International Film Festival. Vogue lo ha inserito tra i suoi dieci film preferiti del TIFF 2026.
C’è anche un elemento interessante per noi italiani. La Gradiva è una coproduzione tra Francia e Italia e una parte importante della storia è ambientata proprio a Napoli e Pompei. La produzione francese Les Films du Poisson è affiancata dalla italiana BiBi Film.
Più che un classico racconto adolescenziale, quindi, sembra un film sul momento in cui le emozioni diventano troppo grandi per essere gestite. Non punta sulla nostalgia dell’adolescenza, ma sulla sua parte più scomoda: il sentirsi insieme agli altri e allo stesso tempo tremendamente soli, l’impulso di fare qualcosa senza sapere bene perché, la sensazione che ogni scelta possa diventare enorme.
La durata, 2 ore e 25 minuti, fa capire inoltre che Atlan non ha scelto la strada più semplice. Non è un piccolo film rapido e leggero, ma un’opera che vuole prendersi tempo per osservare i ragazzi e lasciarli sbagliare.
In Francia l’uscita nelle sale è prevista per ottobre 2026. Per l’Italia, al momento, non risulta ancora annunciata una data ufficiale di distribuzione, nonostante il coinvolgimento produttivo italiano.
Ed è un peccato, perché tutto ciò che è emerso finora suggerisce un film da tenere d’occhio.
Voi sareste curiosi di vedere La Gradiva? Vi attirano di più i coming of age così intensi oppure preferite storie adolescenziali più leggere? Scrivetecelo nei commenti.
La Gradiva conquista i festival: il film francese ambientato tra Napoli e Pompei è uno dei coming of age più sorprendenti del 2026
La Gradiva è uno di quei film che stanno crescendo festival dopo festival, quasi senza fare rumore. Il debutto alla regia di Marine Atlan ha vinto il Grand Prix della Semaine de la Critique a Cannes, è passato da Toronto e ora si prepara al New York Film Festival. Nel frattempo è arrivato anche il trailer, che conferma l’impressione lasciata dalle prime recensioni: siamo davanti a un coming of age molto più inquieto e fisico del solito.
La storia segue un gruppo di studenti francesi in viaggio scolastico a Napoli e Pompei. Dovrebbe essere una gita come tante, con professori, compagni di classe, visite culturali e giornate da riempire. Poi il contatto con le rovine, con i corpi pietrificati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e con un passato letteralmente bloccato nel tempo sembra far esplodere qualcosa anche nei ragazzi.
Desiderio, rabbia, attrazione, gelosia e solitudine iniziano a emergere con una forza che nessuno riesce più a tenere sotto controllo.
È proprio questo contrasto a rendere il film così curioso. Da una parte ci sono adolescenti ancora confusi, impulsivi, immersi nelle proprie emozioni. Dall’altra Pompei, luogo in cui ogni gesto umano sembra essersi fermato per sempre. Marine Atlan usa quindi la città e le rovine non come semplice sfondo, ma come elemento che amplifica ciò che i personaggi stanno vivendo.
La regista arriva dalla fotografia cinematografica e si vede. La Gradiva sembra puntare molto sulle immagini, sui corpi e sul modo in cui gli spazi cambiano la percezione dei ragazzi. Atlan firma anche la sceneggiatura insieme ad Anne Brouillet e condivide la fotografia con Pierre Mazoyer.
Nel cast troviamo Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin e Mitia Capellier-Audat, con diversi giovani interpreti ancora poco conosciuti. Anche questa scelta sembra coerente con il tipo di film: volti non troppo familiari permettono di entrare più facilmente dentro il gruppo senza la sensazione di stare guardando attori già legati ad altri personaggi.
Le reazioni della critica sono state molto forti. A Cannes il film ha conquistato il premio principale della Semaine de la Critique e diversi recensori lo hanno indicato come una delle rivelazioni dell’edizione. Su Rotten Tomatoes, al momento, raccoglie il 100% di recensioni positive su 20 giudizi censiti, un dato ancora limitato ma comunque notevole.
Il film ha poi ottenuto anche il premio del pubblico al New Horizons International Film Festival e il Prix d’Ornano-Valenti a Deauville, prima di arrivare in Nord America con il passaggio al Toronto International Film Festival. Vogue lo ha inserito tra i suoi dieci film preferiti del TIFF 2026.
C’è anche un elemento interessante per noi italiani. La Gradiva è una coproduzione tra Francia e Italia e una parte importante della storia è ambientata proprio a Napoli e Pompei. La produzione francese Les Films du Poisson è affiancata dalla italiana BiBi Film.
Più che un classico racconto adolescenziale, quindi, sembra un film sul momento in cui le emozioni diventano troppo grandi per essere gestite. Non punta sulla nostalgia dell’adolescenza, ma sulla sua parte più scomoda: il sentirsi insieme agli altri e allo stesso tempo tremendamente soli, l’impulso di fare qualcosa senza sapere bene perché, la sensazione che ogni scelta possa diventare enorme.
La durata, 2 ore e 25 minuti, fa capire inoltre che Atlan non ha scelto la strada più semplice. Non è un piccolo film rapido e leggero, ma un’opera che vuole prendersi tempo per osservare i ragazzi e lasciarli sbagliare.
In Francia l’uscita nelle sale è prevista per ottobre 2026. Per l’Italia, al momento, non risulta ancora annunciata una data ufficiale di distribuzione, nonostante il coinvolgimento produttivo italiano.
Ed è un peccato, perché tutto ciò che è emerso finora suggerisce un film da tenere d’occhio.
Voi sareste curiosi di vedere La Gradiva? Vi attirano di più i coming of age così intensi oppure preferite storie adolescenziali più leggere? Scrivetecelo nei commenti.
La Gradiva conquista i festival: il film francese ambientato tra Napoli e Pompei è uno dei coming of age più sorprendenti del 2026
La Gradiva è uno di quei film che stanno crescendo festival dopo festival, quasi senza fare rumore. Il debutto alla regia di Marine Atlan ha vinto il Grand Prix della Semaine de la Critique a Cannes, è passato da Toronto e ora si prepara al New York Film Festival. Nel frattempo è arrivato anche il trailer, che conferma l’impressione lasciata dalle prime recensioni: siamo davanti a un coming of age molto più inquieto e fisico del solito.
La storia segue un gruppo di studenti francesi in viaggio scolastico a Napoli e Pompei. Dovrebbe essere una gita come tante, con professori, compagni di classe, visite culturali e giornate da riempire. Poi il contatto con le rovine, con i corpi pietrificati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e con un passato letteralmente bloccato nel tempo sembra far esplodere qualcosa anche nei ragazzi.
Desiderio, rabbia, attrazione, gelosia e solitudine iniziano a emergere con una forza che nessuno riesce più a tenere sotto controllo.
È proprio questo contrasto a rendere il film così curioso. Da una parte ci sono adolescenti ancora confusi, impulsivi, immersi nelle proprie emozioni. Dall’altra Pompei, luogo in cui ogni gesto umano sembra essersi fermato per sempre. Marine Atlan usa quindi la città e le rovine non come semplice sfondo, ma come elemento che amplifica ciò che i personaggi stanno vivendo.
La regista arriva dalla fotografia cinematografica e si vede. La Gradiva sembra puntare molto sulle immagini, sui corpi e sul modo in cui gli spazi cambiano la percezione dei ragazzi. Atlan firma anche la sceneggiatura insieme ad Anne Brouillet e condivide la fotografia con Pierre Mazoyer.
Nel cast troviamo Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin e Mitia Capellier-Audat, con diversi giovani interpreti ancora poco conosciuti. Anche questa scelta sembra coerente con il tipo di film: volti non troppo familiari permettono di entrare più facilmente dentro il gruppo senza la sensazione di stare guardando attori già legati ad altri personaggi.
Le reazioni della critica sono state molto forti. A Cannes il film ha conquistato il premio principale della Semaine de la Critique e diversi recensori lo hanno indicato come una delle rivelazioni dell’edizione. Su Rotten Tomatoes, al momento, raccoglie il 100% di recensioni positive su 20 giudizi censiti, un dato ancora limitato ma comunque notevole.
Il film ha poi ottenuto anche il premio del pubblico al New Horizons International Film Festival e il Prix d’Ornano-Valenti a Deauville, prima di arrivare in Nord America con il passaggio al Toronto International Film Festival. Vogue lo ha inserito tra i suoi dieci film preferiti del TIFF 2026.
C’è anche un elemento interessante per noi italiani. La Gradiva è una coproduzione tra Francia e Italia e una parte importante della storia è ambientata proprio a Napoli e Pompei. La produzione francese Les Films du Poisson è affiancata dalla italiana BiBi Film.
Più che un classico racconto adolescenziale, quindi, sembra un film sul momento in cui le emozioni diventano troppo grandi per essere gestite. Non punta sulla nostalgia dell’adolescenza, ma sulla sua parte più scomoda: il sentirsi insieme agli altri e allo stesso tempo tremendamente soli, l’impulso di fare qualcosa senza sapere bene perché, la sensazione che ogni scelta possa diventare enorme.
La durata, 2 ore e 25 minuti, fa capire inoltre che Atlan non ha scelto la strada più semplice. Non è un piccolo film rapido e leggero, ma un’opera che vuole prendersi tempo per osservare i ragazzi e lasciarli sbagliare.
In Francia l’uscita nelle sale è prevista per ottobre 2026. Per l’Italia, al momento, non risulta ancora annunciata una data ufficiale di distribuzione, nonostante il coinvolgimento produttivo italiano.
Ed è un peccato, perché tutto ciò che è emerso finora suggerisce un film da tenere d’occhio.
Voi sareste curiosi di vedere La Gradiva? Vi attirano di più i coming of age così intensi oppure preferite storie adolescenziali più leggere? Scrivetecelo nei commenti.


