La Grazia di Paolo Sorrentino è arrivato in 4K UHD con un’edizione home video che punta soprattutto su immagine e audio. E, diciamolo subito, è una notizia interessante per chi ama il cinema del regista napoletano, perché i suoi film vivono moltissimo di inquadrature, luci, dettagli, spazi e contrasti. Dopo Parthenope, anche La Grazia entra quindi nel nuovo formato, e viene spontaneo pensare che sarebbe bello vedere lo stesso trattamento anche per altri titoli della sua filmografia, a partire da La grande bellezza. Però qui restiamo sul disco appena uscito: tecnicamente l’edizione sembra molto curata, mentre sul fronte contenuti speciali lascia un po’ con la fame.
Il film, lo ricordiamo, ruota attorno a un immaginario Presidente della Repubblica Italiana, interpretato da Toni Servillo, ormai quasi alla fine del mandato. Un uomo vedovo, cattolico, misurato, chiamato a confrontarsi con due questioni molto delicate: firmare o meno una legge sull’eutanasia e decidere se concedere la grazia a due detenuti condannati per omicidio premeditato. Una donna ha ucciso il marito che la torturava. Un uomo ha ucciso la moglie malata di Alzheimer.
Già così si capisce che il film lavora su un terreno morale complicato. Non è solo una storia politica, non è solo un film “istituzionale”, non è solo Servillo che attraversa stanze eleganti con aria pensosa. Al centro c’è il dubbio. Quello vero, non quello decorativo. Il dubbio di chi deve decidere sapendo che ogni scelta avrà un peso umano, giuridico, religioso, personale. E Sorrentino, come spesso fa, prende questi dilemmi e li mette dentro una forma visiva molto riconoscibile.
Proprio per questo il 4K UHD ha senso. La Grazia è uno di quei film che, anche quando non ti convincono in ogni passaggio narrativo, chiedono di essere guardati bene. Nel modo più pulito possibile. Il lavoro sull’immagine non è un accessorio, non è il fiocco sul pacco. È parte del racconto. Gli interni del Quirinale, i paesaggi romani, le notti, i primi piani, i momenti più surreali: tutto contribuisce a costruire il tono del film.
L’edizione più ricca è una numerata e limitata, con 4K UHD e Blu-ray HD. La confezione punta a dare un minimo di prestigio all’oggetto: slipcover, numero sull’O-card, immagini in rilievo sulla cover, compreso il titolo e la figura di Servillo. Sono dettagli da collezionista, certo, ma chi compra ancora supporti fisici spesso cerca anche questo. Non solo il film, ma un’edizione che abbia un minimo di cura materiale. In tempi in cui tutto sembra ridursi a una miniatura su una piattaforma streaming, una bella confezione ha ancora il suo perché.
Sul piano video, il 4K sembra valorizzare soprattutto la nitidezza e la profondità dell’immagine. I dettagli degli ambienti e dei volti emergono con maggiore precisione, mentre l’HDR lavora su luminosità, contrasti e colori. Nei film di Sorrentino questo conta parecchio, perché la sua regia usa spesso la luce come elemento emotivo. Le immagini notturne di Roma, i neri profondi, gli interni solenni, le aperture più luminose: tutto diventa più leggibile e più compatto.
Non serve dire che ogni inquadratura diventi automaticamente “capolavoro” solo perché è in 4K. Sarebbe un’esagerazione. Però è vero che un film così beneficia molto di un formato capace di restituire meglio texture, profondità e cromatismi. Se lo guardi in modo distratto, magari sul telefono mentre scorri notifiche, perdi una parte importante dell’esperienza. Sorrentino può piacere o irritare, ma il suo cinema nasce per essere visto con attenzione. E questa edizione sembra andare in quella direzione.
Anche l’audio ha un ruolo non secondario. La traccia DTS-HD Master Audio 5.1 permette di far respirare meglio l’ambiente sonoro del film: pioggia, vento, silenzi, dialoghi, musica. E la musica, nei film di Sorrentino, non è mai messa lì per riempire. È spesso una scelta precisa, a volte spiazzante, capace di cambiare il senso di una scena. In La Grazia si passa dall’elettronica alla classica, fino a Guè Pequeno, con un uso molto marcato della colonna sonora. Un buon audio aiuta a rendere più netto questo lavoro, soprattutto nei passaggi in cui il film cerca un impatto più sensoriale.
Il limite dell’edizione, però, arriva sugli extra. E qui dispiace, perché un film di Sorrentino meriterebbe più materiale di approfondimento. Nel disco Blu-ray troviamo soltanto un backstage di circa 8 minuti. Interessante, certo, perché mostra il regista sul set e include interventi del cast e della troupe. Però è poco. Troppo poco, soprattutto per un’edizione che punta anche ai collezionisti.
Sorrentino è un regista che lavora moltissimo sulla composizione dell’immagine, sulla direzione degli attori, sui movimenti, sui dettagli. Vedere più a lungo il suo metodo sarebbe stato utile e curioso. Sarebbe stato interessante avere interviste più ampie, una conversazione con Servillo, un focus sulla fotografia, sulla musica, sulle location, magari un commento o un documentario più strutturato. Invece resta la sensazione di un assaggio. Buono, ma minuscolo.
Quindi il bilancio è abbastanza chiaro: La Grazia in 4K UHD è un’edizione forte sul piano tecnico, pensata per valorizzare l’immagine e il suono del film. Chi ama Sorrentino e vuole vedere il suo cinema nel formato più adatto ha diversi motivi per recuperarla. Chi invece cerca un’edizione ricca di contenuti speciali potrebbe restare deluso, perché il backstage è breve e non basta a raccontare davvero il lavoro dietro al film.
Alla fine, questa uscita conferma una cosa semplice: i film di Sorrentino hanno bisogno di edizioni home video curate. Ora sarebbe bello che questo percorso continuasse anche con i titoli precedenti. Perché un cinema così visivo, nel bene e nel male, merita di non restare imprigionato solo nello streaming compresso e distratto.
Tu cosa ne pensi: recupereresti La Grazia in 4K UHD per vedere meglio il lavoro visivo di Sorrentino o ti aspettavi un’edizione più ricca di extra? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.


