Immagina di ritrovarti bloccata nella tua vita, senza più stimoli, e che l’unica persona che potrebbe darti una spinta sia… tua madre defunta. Ecco, questo è La lista dei miei desideri (The Life List), nuovo film targato Netflix diretto da Adam Brooks e tratto dal romanzo di Lori Nelson Spielman. Sì, detta così sembra una puntata di C’è posta per te diretta da Richard Curtis, ma ti assicuro che c’è di più.
Con protagonista una convincente Sofia Carson, il film si incastra perfettamente in quella nicchia di comfort movie da domenica sera: niente scossoni drammatici, ma tante emozioni leggere, dialoghi ben calibrati e un pizzico di introspezione che non guasta mai.
Una protagonista bloccata e una madre “postuma” come coach spirituale
La nostra Alex (Sofia Carson) ha mollato l’insegnamento, si trascina in una relazione infantile e sembra aver parcheggiato la vita in modalità “pausa caffè”. Ma quando la madre Elizabeth (una dolcissima Connie Britton, vista solo nei video-testamenti) muore, non le lascia l’azienda di famiglia come si aspettava… bensì una sfida: completare la lista dei desideri scritta da adolescente. Solo allora riceverà l’eredità.
Cosa c’è in lista? Un mix di sogni ingenui e ambizioni sopite: provare lo stand-up comedy, diventare la migliore insegnante possibile, suonare il piano, e via dicendo. E qui parte il viaggio: tenero, a tratti scontato, ma sempre con il cuore al posto giusto.
Una trama semplice che punta tutto sul messaggio
Sì, ammettiamolo: la struttura narrativa è prevedibile, ma non è necessariamente un difetto. Perché “La lista dei miei desideri” non punta sul colpo di scena, ma sull’empatia. La “missione” di Alex serve a riaccendere in lei (e in noi spettatori) il desiderio di vivere una vita piena, nonostante le ferite, la stanchezza, i compromessi.
Il film non indaga troppo a fondo le cause del blocco di Alex — non ci sono traumi, non si accenna a depressione — e questo lo rende forse un po’ superficiale nel tratteggio psicologico. Ma funziona lo stesso. Perché ci ricorda che fermarci a pensare chi vogliamo diventare non è solo un lusso… è una necessità.
Sofia Carson: Netflix ha trovato la sua regina del feel-good
La vera forza del film è lei: Sofia Carson. Dopo Purple Hearts e Carry-On, l’attrice si conferma come volto rassicurante e versatile, capace di passare dal dramma al romanticismo con una naturalezza disarmante. Il suo personaggio è imperfetto, ma mai fastidioso. E quella luce negli occhi quando si mette in gioco è contagiosa.
Anche il resto del cast fa la sua parte: Kyle Allen è adorabile nei panni dell’avvocato Brad (spoiler: è ovviamente l’interesse amoroso), mentre Britton, seppur relegata a brevi apparizioni video, infonde calore materno e saggezza in ogni battuta.
Il romanticismo è dolce, ma non invadente
Una nota positiva: l’amore non è il centro del film. Anzi, è quasi un “effetto collaterale” del percorso di crescita di Alex. E questo lo rende più credibile, più vicino alla realtà. La chimica tra Alex e Brad è palpabile, ma costruita lentamente, senza forzature o cliché zuccherosi.
Una menzione d’onore va alla fotografia pastello, perfetta per restituire quella sensazione di “calda coperta emotiva” che il film vuole trasmettere. E se ami i piccoli dettagli, troverai deliziosi gli oggetti simbolici (la lista, il libro Moby Dick, il pianoforte…), tutti usati in modo coerente e poetico.
I limiti: sentimentalismo e leggerezza eccessiva
Certo, non è un film perfetto. La sceneggiatura non osa mai troppo, e le difficoltà interiori di Alex vengono risolte con una facilità quasi disarmante. Chi cerca dramma autentico e profondità psicologica, resterà deluso. Il rischio di cadere nel sentimentalismo è reale, anche se ben mitigato dalla delicatezza della regia.
Eppure, è difficile non lasciarsi andare a un sorriso sincero mentre Alex canta davanti a un pubblico, o mentre riscopre l’emozione di insegnare.
Un finale prevedibile, ma soddisfacente
Lo ammetto: sapevo già come sarebbe andata a finire, ma questo non ha tolto valore all’esperienza. Perché “La lista dei miei desideri” non cerca lo shock, cerca la connessione. Vuole che tu, spettatore, ti chieda cosa hai lasciato nel cassetto, quale sogno d’infanzia potresti ancora inseguire.
E se alla fine ti viene voglia di scrivere anche tu una lista (magari con una penna glitterata), allora il film ha fatto centro.
Conclusione: un piccolo film che scalda il cuore
La lista dei miei desideri è come una tisana calda in una giornata uggiosa: non risolve tutti i tuoi problemi, ma ti fa sentire meglio. Un film semplice, sincero, perfetto per chi ama le storie di riscatto personale e crede ancora che i sogni, anche se dimenticati, possano tornare a brillare.
Non cambierà la storia del cinema, ma magari cambierà qualcosa in te. E già questo, direi, non è poco.
E tu? Hai mai scritto una lista dei desideri da bambino? Hai provato a realizzarne almeno uno? Raccontacelo nei commenti!
La Recensione
La lista dei miei desideri
Netflix ci serve un'altra dose di lacrime, sorrisi e introspezione con "La lista dei miei desideri", dramedy dal sapore zuccherino che sorprende grazie a una protagonista luminosa e un messaggio universale.
PRO
- Sofia Carson brilla: interpreta Alex con dolcezza e sincerità.
- Messaggio ispirante: ti spinge a riscoprire sogni dimenticati.
CONTRO
- Prevedibile: la trama non riserva grandi sorprese.
- Leggerezza eccessiva: affronta temi importanti con troppa facilità.


