C’è un momento preciso in cui la Multiverse Saga Marvel ha cominciato a perdere il filo. Non è stato un calo graduale, non è stata una serie di piccoli errori che si sono sommati nel tempo. È stata una scelta narrativa precisa, presa in un film preciso, che ha compromesso tutto quello che sarebbe venuto dopo. Quel film è Ant-Man and the Wasp: Quantumania, e l’errore è stato far sconfiggere Kang il Conquistatore da Scott Lang.
Per capire quanto quella scelta abbia pesato, bisogna ricordare da dove veniva la Marvel prima della Multiverse Saga. La Infinity Saga – da Iron Man del 2008 fino a Avengers: Endgame nel 2019 – era stata costruita con una pazienza e una precisione che al cinema non si era mai vista prima. Thanos era stato seminato per anni con piccole apparizioni, sguardi alla telecamera, battute su obiettivi misteriosi. Quando finalmente era arrivato al centro della storia in Avengers: Infinity War, il pubblico lo temeva già. Non perché lo avesse visto fare cose terribili in ogni film, ma perché aveva avuto anni per costruire quella sensazione di minaccia nell’immaginario collettivo.
Con Kang la Marvel ha fatto il contrario. Lo ha introdotto bene in Loki, lo ha costruito come il grande antagonista della nuova saga, e poi lo ha messo al centro di Quantumania con l’intenzione di mostrarne la pericolosità. Il problema è che quel film si è chiuso con Kang sconfitto da Ant-Man – un personaggio amatissimo, ma non certo il tipo di eroe capace di dare la misura della grandezza di un villain cosmico. Dopo quella scena, era difficile continuare a temere Kang come si teme Thanos.
Il pubblico lo ha percepito immediatamente. Quantumania ha avuto un’accoglienza tiepida sia dalla critica che dagli spettatori, e da quel momento la Multiverse Saga ha cercato di correre ai ripari senza mai trovare un equilibrio convincente. Poi è arrivato il licenziamento di Jonathan Majors – l’attore che interpretava Kang – dopo una condanna per violenza, e il problema è diventato impossibile da risolvere nel breve termine. Nessun villain al centro, nessuna direzione narrativa chiara, film e serie che continuavano ad accumularsi senza costruire verso qualcosa di definito.
Più di cento ore tra film e serie televisive nel giro di pochi anni. Gli Avengers praticamente assenti per la maggior parte di questo periodo. Una saga che avrebbe dovuto essere più ambiziosa della precedente e che invece ha perso strada facendo la capacità di tenere il pubblico agganciato con la stessa intensità.
Adesso la Marvel sta cercando di rimettere tutto in ordine con Avengers: Doomsday, previsto nelle sale il 18 dicembre 2026. La scommessa più grande è il ritorno di Robert Downey Jr., questa volta non nei panni di Tony Stark ma in quelli di Dottor Destino – uno dei villain più potenti e sfaccettati dell’universo Marvel a fumetti. È una scelta che ha sorpreso tutti e che ha riacceso un entusiasmo che sembrava spento da anni. Il Dottor Destino non ha bisogno di essere costruito da zero nella stessa misura in cui lo era Kang: chiunque abbia letto i fumetti o conosca anche solo superficialmente l’universo Marvel sa già chi è e cosa rappresenta.
La lezione che si può trarre da questi anni è abbastanza semplice: un villain funziona quanto il rispetto che il pubblico ha per lui, e quel rispetto non si costruisce in un film solo, men che meno se quel film lo fa sconfiggere dal personaggio sbagliato nel momento sbagliato.
Pensi che la Multiverse Saga Marvel abbia davvero perso un’occasione enorme con Kang, oppure il problema era più profondo e Quantumania è solo il capro espiatorio più comodo? Scrivilo nei commenti – su questo la community Marvel si sta dividendo in modo molto acceso in queste ore.


