Ci sono serie che finisci di guardare e ti restano in testa per giorni. Ci sono serie che finisci di guardare e il giorno dopo fai fatica a ricordare il nome del protagonista. Day One, la nuova serie spagnola disponibile su Prime Video, appartiene decisamente alla seconda categoria. Non è brutta, sia chiaro. Ma non è nemmeno abbastanza buona da distinguersi in un catalogo che di thriller fantascientifici ne è già pieno.
La storia parte da un’idea interessante. Ulises Albet è un genio dell’informatica che dieci anni prima ha lasciato tutto e sparito dalla circolazione. Una telefonata disperata del suo ex migliore amico, Samuel Barrera, lo riporta in gioco e lo trascina in una vicenda complicata che ruota attorno a una scoperta tecnologica pericolosa, capace di minacciare la privacy e la libertà di ogni essere umano sul pianeta. Nel mezzo ci sono morti, inseguimenti, una grande azienda tecnologica senza scrupoli e un’antagonista che viene rivelata già dal primo episodio, togliendo qualsiasi suspense a quello che avrebbe potuto essere il mistero centrale della serie.
Ed è proprio qui che sta il problema principale di Day One. La serie non fa quasi nessuno sforzo per tenere lo spettatore sulle spine. L’antagonista è evidente fin dall’inizio, le sue motivazioni vengono spiegate subito, e tutta la serie diventa una corsa per fermarla piuttosto che un’indagine per scoprire chi si nasconde dietro agli eventi. Se ami le serie dove il mistero si svela poco a poco, dove ogni episodio aggiunge un tassello inaspettato e dove il finale ti sorprende, qui rimarrai deluso. Non c’è nessun colpo di scena che ti lascia a bocca aperta. Non c’è nessuna rivelazione che ribalta quello che pensavi di sapere.
Detto questo, la serie ha anche dei pregi che vale la pena riconoscere. I sei episodi da circa quaranta minuti ciascuno scorrono bene e il ritmo è sostenuto. Non ci si annoia, le cose succedono, e il tema centrale – quello dell’intelligenza artificiale e della perdita di ogni forma di privacy – viene trattato in modo abbastanza intelligente da risultare coinvolgente. In un momento storico in cui questi argomenti sono davvero al centro del dibattito pubblico, vedere una serie che li affronta con una certa serietà è apprezzabile, anche se il contesto narrativo è tutt’altro che originale.
I due protagonisti, interpretati da Álex González e Alba Planas, funzionano bene insieme. C’è una buona intesa tra i due, e la cosa rara è che la serie non costruisce attorno a loro una storia romantica forzata – scelta che apprezzo molto, perché evita uno dei cliché più abusati del genere. Entrambi trasmettono in modo credibile la preoccupazione per quello che sta succedendo, e questo aiuta a restare coinvolti anche quando la trama diventa prevedibile.
Il resto del cast ha abbastanza spazio per emergere, e nel complesso la serie non soffre di personaggi lasciati a metà. Ma nessuno di loro ti resta davvero impresso. Sono figure funzionali alla storia, non persone con cui ti viene voglia di stare.
Il vero limite di Day One è che sembra costruita per essere guardabile piuttosto che per essere memorabile. È una serie che fa il suo lavoro senza ambizioni particolari, che intrattiene senza emozionare e che affronta temi importanti senza mai andare fino in fondo. Se cerchi qualcosa di leggero per passare qualche sera senza troppi pensieri, può andare bene. Se invece vuoi qualcosa che ti faccia discutere, che ti tenga sveglio a pensarci su, che ti sorprenda davvero, meglio cercare altrove.
Day One è una di quelle serie che si guardano, si apprezzano per quello che sono e poi si dimenticano. Non è un difetto imperdonabile, ma in un catalogo dove la concorrenza è altissima, la mediocrità non basta.
Hai già visto Day One su Prime Video? Dimmi nei commenti cosa ne pensi e se sei d’accordo con la mia valutazione.
La Recensione
Day One (2026)
Day One è una serie di fantascienza spagnola che intrattiene senza lasciare il segno. Il ritmo è buono, i protagonisti funzionano e il tema dell'intelligenza artificiale viene trattato con una certa serietà. Ma la trama è prevedibile fin dal primo episodio, il mistero centrale non ha colpi di scena e la serie non fa nulla per distinguersi dalle decine di thriller simili già disponibili sulle piattaforme.
PRO
- Sei episodi brevi e dal ritmo sostenuto: si finisce in poco tempo
- Il tema dell'intelligenza artificiale e della privacy è trattato in modo interessante
CONTRO
- L'antagonista e le sue motivazioni vengono rivelate subito, togliendo ogni suspense
- La trama è prevedibile dall'inizio alla fine, senza colpi di scena


