Su Netflix è arrivato Brotherhood – Stato di paura, un film brasiliano diretto da Pedro Morelli insieme a Julia Furrer. Dura un’ora e 44 minuti ed è il seguito della serie Brotherhood, che in Brasile si chiama Irmandade. La protagonista è Cristina, interpretata da Naruna Costa, che comanda una fazione criminale chiamata Irmandade. Il film prova ad allargare il mondo della serie raccontando una crisi che travolge tutta San Paolo.
La storia inizia quando Elisa, una ragazza legata alla Irmandade, viene rapita da un gruppo di poliziotti corrotti. Cristina è sua zia e decide di andare a riprenderla a tutti i costi. Per farlo, la Irmandade attacca la polizia. Questo scatena una catena di violenze che porta terrore e caos in tutta la città. Ci sono sparatorie continue, rivolte nelle strade e scontri tra bene e male, mentre i personaggi cercano giustizia, lealtà e sopravvivenza in un sistema completamente marcio.
San Paolo diventa un personaggio
Dal punto di vista visivo, Brotherhood – Stato di paura è un film molto ambizioso. Fin dall’inizio senti che sta per succedere qualcosa di brutto. Si sentono tuoni in lontananza e sirene della polizia che rimbombano per le strade bagnate dalla pioggia. Tutto crea una sensazione di catastrofe imminente.
Alcune scene mostrano la città che cade a pezzi completamente. Il film ci riesce soprattutto grazie al modo in cui viene usata la camera. San Paolo non è solo il posto dove succede la storia, ma diventa un vero personaggio del film. Il regista usa colori spenti e grigi, stanze buie con poca luce e movimento frenetico per le strade. Tutto questo serve a far vedere quanto la città sia sporca, dura e in totale caos.
Le scene d’azione sembrano fatte per impressionare il pubblico con la loro grandezza e velocità. Soprattutto quelle lunghe che riprendono gli scontri violenti senza staccare. Queste scene sono girate usando riprese che seguono l’azione per tanto tempo, mescolate a primi piani strettissimi sui volti. Creano davvero una sensazione forte di caos e urgenza. Ti sembra di essere lì dentro grazie ai suoni fortissimi e alle immagini che si muovono velocissime. Il problema è che, anche se queste scene sono belle da vedere, sembrano fatte più per far vedere quanto è bravo il regista che per raccontare davvero la storia.
La storia è il vero problema
Il difetto principale di Brotherhood – Stato di paura è la sceneggiatura. Dovrebbe essere una storia sulla paura, sulla giustizia e su come certi sistemi siano corrotti. Ma non riesce a farti sentire davvero queste cose in profondità. Il personaggio di Cristina, interpretato da Naruna Costa, è interessante sulla carta perché non è un’eroina classica. Non fa sempre la cosa giusta, e questo potrebbe renderla complessa e affascinante.
Invece il modo in cui è scritta la storia fa sì che Cristina si spaventi, reagisca male e si arrabbi sempre nello stesso modo, episodio dopo episodio. Non vediamo mai tutte le sfaccettature che potrebbe avere. A parte il fatto che vuole salvare sua nipote, non capiamo mai cosa prova davvero dentro, qual è il suo passato o quanto pesano le sue scelte. Per questo motivo il suo viaggio sembra sempre uguale invece di farla crescere come personaggio.
Serve aver visto la serie
Un altro grosso problema è che il film dipende troppo dalla serie originale Brotherhood. Se non l’hai vista prima, probabilmente non capirai niente. Alcune relazioni tra i personaggi e alcuni conflitti vengono presentati come se tu sapessi già tutto quello che è successo prima. Il film non si prende il tempo di spiegartelo. Cerca di farti mettere insieme i pezzi da solo, e questo rende difficile affezionarsi davvero ai personaggi, soprattutto quando ci sono momenti importanti che non vengono spiegati per niente.
Anche il ritmo del film non aiuta. La parte centrale si trascina pesantemente con scontri e violenze che si ripetono sempre uguali. Forse il punto è proprio mostrare come la paura si diffonde e come il caos alimenta altro caos. Ma diventa noioso da guardare quando tutto sembra la stessa cosa ripetuta all’infinito.
Attori bravi ma limitati
Gli attori possono fare solo quello che il copione permette loro di fare. Naruna Costa recita con tanta emozione, ma la sceneggiatura non le lascia spazio per esprimere davvero tutto quello che potrebbe. Gli altri attori cercano di dare profondità ai loro personaggi, ma visto che non vengono sviluppati bene è difficile identificarsi con loro oltre la superficie. Si capisce che ci sarebbe il potenziale per creare personaggi più complessi e una storia più ricca, ma il film non fa nessuno sforzo serio per esplorare queste possibilità.
Il mio verdetto
Anche se dal punto di vista visivo e della produzione Brotherhood – Stato di paura è un pezzo di cinema impressionante, gli manca completamente l’elemento emotivo. Senza quello, il film non mantiene le sue promesse. Crea un’atmosfera tesa e coinvolgente, ma i personaggi restano piatti. Se non hai visto la serie prima, non capisci nemmeno chi sono.
Il film è forte dal punto di vista tecnico, con immagini e suoni potenti. Ma non lascia nessun impatto emotivo che dura nel tempo. Se hai amato la serie Brotherhood, probabilmente ti piacerà anche questo. Ma se lo guardi come film singolo, senza aver visto la serie, ti lascia con la sensazione di non aver capito niente e di aver sprecato quasi due ore.
E tu, hai già visto Brotherhood – Stato di paura su Netflix? Avevi visto la serie originale prima di guardare il film? Pensi che i film legati a una serie debbano funzionare anche da soli o possono dare per scontato che tu conosca già tutto? Scrivilo nei commenti!
La Recensione
Brotherhood - Stato di paura
Brotherhood - Stato di paura è visivamente impressionante con San Paolo che diventa un vero personaggio. Le scene d'azione sono potenti ma sembrano fatte solo per mostrare le capacità del regista. La sceneggiatura è debole e ripetitiva. Cristina non cresce mai come personaggio. Il film dipende troppo dalla serie e ti lascia perso. Gli attori sono bravi ma limitati dal materiale. Manca completamente impatto emotivo. Come film singolo non funziona.
PRO
- Visivamente bellissimo con San Paolo grigia e caotica
CONTRO
- Incomprensibile, senza la serie ti senti completamente perso
- Sceneggiatura ripetitiva con personaggi che non crescono
- Ritmo lentissimo nella parte centrale del film


