Ho guardato The Last Sunrise – L’estate delle prime volte aspettandomi un vero dramma sentimentale, e invece ho trovato una storia costruita con pezzi presi da decine di film simili, ambientata a Maiorca soprattutto per riempire lo schermo di belle immagini. La trama segue Ry, una ragazza che convive con una malattia cronica e con una madre iperprotettiva interpretata da Eva Longoria. Durante una vacanza sull’isola, Ry incontra Julián, e tra i due nasce un amore che il film prova a far sembrare importante, ma che sullo schermo resta piuttosto superficiale.
Il problema principale è la sceneggiatura. Ci sono tutti gli elementi tipici del genere: la ragazza fragile, il ragazzo affascinante, la madre che non vuole lasciarla andare, i segreti di famiglia, gli ostacoli che spuntano sempre al momento giusto per tenere lontani i due innamorati. Sono ingredienti che il pubblico conosce fin troppo bene, e il film non prova mai a raccontarli in un modo diverso dal solito.
La relazione tra Ry e Julián nasce troppo in fretta per risultare credibile. I due si conoscono, si innamorano e si dichiarano il loro amore nel giro di pochi giorni di vacanza, mentre il film continua a insistere su quanto sia speciale questo legame senza mai mostrarci scene capaci di farcelo credere davvero. Maia Reficco e Fernando Lindez hanno una discreta intesa visiva, ma i dialoghi restano generici e finiscono per indebolire proprio i momenti che avrebbero dovuto emozionare di più.
Anche il tema della malattia, che poteva dare al film un vero peso emotivo, viene trattato con superficialità. Invece di raccontare come questa condizione influisca sulla vita di Ry, sui suoi sogni e sul suo modo di guardare al futuro, il film la usa quasi solo come pretesto per creare tensione quando la trama ne ha bisogno. Anche il rapporto tra Ry e sua madre, che poteva reggere l’intero film, si riduce a scontri prevedibili. Eva Longoria fa comunque il possibile con un personaggio scritto in modo piuttosto rigido.
A salvare la visione resta soprattutto Maiorca. Le spiagge, le stradine e la luce del Mediterraneo regalano immagini piacevoli, e la fotografia dà al film un aspetto curato, quasi da spot turistico. Peccato che i bei paesaggi non bastino a compensare una storia debole, e viene il sospetto che la produzione abbia dedicato più attenzione alla scelta delle location che alla scrittura del copione.
Il ritmo non aiuta. Alcune parti corrono troppo veloci, altre si allungano su conflitti secondari che non meritavano tutto quello spazio. Il risultato è un film che riesce a sembrare frettoloso e lento allo stesso tempo, un equilibrio raro da ottenere ma che qui capita senza nessuno sforzo.
Ci sono comunque alcuni momenti che funzionano. Qualche scena più intima tra i due protagonisti riesce a colpire, e il messaggio di fondo sull’apprezzare la vita ha una sua sincerità. Restano però episodi isolati, circondati da una trama prevedibile e da personaggi che non hanno mai abbastanza spazio per crescere davvero.
Il verdetto
The Last Sunrise – L’estate delle prime volte parte da buone premesse ma non riesce a svilupparle. Tra dialoghi generici, temi importanti trattati con superficialità e un ritmo altalenante, resta un film che si dimentica in fretta, salvato solo dai panorami di Maiorca.
Tu ti sei lasciato coinvolgere dalla storia, o anche a te sono bastati i paesaggi di Maiorca per arrivare fino alla fine?
La Recensione
The Last Sunrise – L'estate delle prime volte
The Last Sunrise – L'estate delle prime volte parte da buone premesse ma non riesce a svilupparle. Tra dialoghi generici, temi importanti trattati con superficialità e un ritmo altalenante, resta un film che si dimentica in fretta, salvato solo dai panorami di Maiorca.
PRO
- I paesaggi di Maiorca sono fotografati molto bene
CONTRO
- La storia d'amore si sviluppa troppo in fretta per sembrare vera
- Il tema della malattia viene usato solo per creare tensione
- Il rapporto tra madre e figlia resta scritto in modo prevedibile


