Ci sono film che raccontano una storia e film che ti costringono a fare i conti con te stesso mentre la guardi. Accused, disponibile su Netflix dal 26 febbraio, appartiene alla seconda categoria. Un dramma psicologico indiano che non cerca il colpo di scena facile, non urla, non corre. Lavora sotto la pelle, piano piano, finché non ti accorgi che stai mettendo in dubbio tutto quello che pensavi di sapere.
Una vita perfetta che crolla in poche ore
Geetika Sen (Konkona Sen Sharma) è una ginecologa affermata che lavora a Londra, a un passo dalla nomina a direttrice di un nuovo reparto. Sul lavoro è stimata, a casa ha una relazione solida con Meera (Pratibha Ranta). Tutto sembra andare nel verso giusto, finché una mattina arriva un’email anonima all’ufficio risorse umane dell’ospedale: accuse di molestie sessuali nei confronti di Geetika, firmate da nessuno, pesanti come macigni.
Da quel momento la sua vita non è più la stessa. Non perché le accuse siano necessariamente vere, ma perché nell’epoca dei social media e dell’indignazione collettiva istantanea, la reputazione di una persona può sgretolarsi in poche ore, molto prima che qualsiasi indagine faccia il suo corso.
Un film che non ti dà le risposte che cerchi
Il regista Anubhuti Kashyap fa una scelta precisa e coraggiosa: non costruisce un thriller adrenalinico con rivelazioni a sorpresa, ma un dramma che si muove attraverso silenzi, sguardi e conversazioni a bassa voce. La tensione non arriva dagli eventi ma dall’ambiguità che accompagna ogni scena. Geetika è innocente? È colpevole? Il film non ha fretta di risponderti, e questa è la sua forza più grande.
Konkona Sen Sharma è molto capace. Costruisce un personaggio che oscilla continuamente tra autorevolezza e fragilità, senza mai scivolare nella vittima da compatire o nella figura eroica da applaudire. La guardi e non sai mai del tutto da che parte stare, il che è esattamente quello che il film vuole ottenere.
La seconda parte sposta il peso narrativo sulla relazione tra Geetika e Meera. La domanda che Meera deve affrontare – restare accanto alla moglie o prendere le distanze – diventa il focus della storia. Pratibha Ranta regge il confronto con Sharma senza mai cedere, e i momenti più intensi del film nascono proprio dagli spazi vuoti tra le loro parole.
Vale la serata?
Accused non è un film per chi cerca azione o ritmo serrato. Il finale non risolve tutto e qualcuno potrebbe trovarlo frustrante. Ma se ami i drammi psicologici ben recitati, che ti lasciano qualcosa su cui ragionare anche dopo aver spento lo schermo, questa storia merita davvero la tua attenzione.
Questo film indiano dimostra che è possibile raccontare le donne con profondità e rispetto, senza semplificare nulla.
Hai già visto Accused? Cosa pensi del finale? Scrivilo nei commenti, è esattamente il tipo di film su cui vale la pena confrontarsi.
La Recensione
Accused
Accused è un dramma psicologico solido e ben recitato, che affronta il tema delle accuse pubbliche e del crollo reputazionale con intelligenza e misura. Konkona Sen Sharma è brava e Pratibha Ranta la affianca con grande sensibilità. Il ritmo lento e un finale aperto potrebbero non piacere a tutti, ma chi ama il cinema che fa riflettere durante la visione troverà molto da apprezzare.
PRO
- Konkona Sen Sharma offre un'interpretazione buona
- L'ambiguità morale tiene alta la tensione dall'inizio alla fine
- Il rapporto tra le due protagoniste è scritto con grande sensibilità
CONTRO
- Il ritmo è lento, soprattutto nella seconda parte
- Il finale aperto potrebbe lasciare insoddisfatti



Racconto al femminile, senza orpelli, senza sovrastrutture…senza colpi di scena…ma che narra con chiarezza e denuncia il pregiudizio ed i ruoli di potere. L’ambiguità può nascondersi nel quotidiano, nell’ipocrisia e nella falsità di chi ci circonda. Bel film ..in cui molte donne possono identificarsi.