Sai qual è il problema di I Roses? Che vuole raccontare come si distrugge un matrimonio ma non ha le palle per farlo davvero. Il regista Jay Roach aveva tra le mani due attori fantastici, una storia che poteva essere feroce e cattiva, e invece ha fatto un film troppo morbido, troppo carino, troppo attento a non far arrabbiare nessuno.
Il risultato è un’opera che si guarda senza problemi, che ha dei momenti bellissimi, ma che lascia l’amaro in bocca perché capisci che poteva essere molto di più. È come mordere una mela che sembra perfetta e scoprire che ha poco sapore.
Theo è un architetto, Ivy lavora in cucina. Si incontrano per caso, si guardano, e scatta qualcosa. Non è il classico amore da film dove devi crederci per forza: qui il rapporto sembra funzionare sul serio. Lei lo guarda come se fosse l’unica persona interessante nella stanza, lui sembra aver trovato quello che cercava da sempre. Si lanciano battute, ridono, e tu pensi: “Ok, questi due insieme ci stanno benissimo”.
E infatti ci stanno benissimo. Anche troppo. Perché quando più avanti nel film dovrebbero odiarsi, continuano ad avere quella chimica pazzesca che ti fa pensare: “Ma dai, fatela finita e tornate insieme”. E questo è un grosso problema per un film che dovrebbe mostrarti due persone che si fanno la guerra.
All’inizio lui lavora, lei sta a casa con i bambini e prepara torte elaborate. Poi arriva il momento nero: il progetto più importante di Theo diventa un disastro che gli ammazza la carriera. Nello stesso periodo, il ristorante che lui ha regalato a Ivy diventa un successo clamoroso.
Tre anni dopo, la situazione è completamente ribaltata. Lui sta a casa, porta i figli a scuola, va in palestra, fa il papà a tempo pieno. Lei è diventata una star, ha una catena di ristoranti, la intervistano, tutti la adorano. Lui fa finta di essere felice per lei ma in realtà si sente messo in un angolo. Lei pensa che lui non la sostenga abbastanza. E nel frattempo se la prende perché i bambini ora sono più attaccati al padre, come se fosse colpa sua e non una conseguenza naturale del fatto che lei è sempre in giro per lavoro.
Quando decidono di lasciarsi, il vero scontro riguarda la casa. Una villa bellissima sul mare che lei ha pagato ma che lui ha progettato spendendo cifre folli: muschi rari sul tetto, tavoli antichi comprati da monasteri spagnoli. Roba da pazzi.
Qui il film dovrebbe tirare fuori gli artigli. Dovrebbe mostrarti fino a che punto due persone possono farsi del male quando tutto va a pezzi. E invece no. Si ferma sempre prima, come se avesse paura che tu smetta di fare il tifo per loro. Ma in una commedia nera questo non funziona: devi osare, devi sporcarti le mani, devi far vedere il peggio delle persone.
Olivia Colman è bravissima, punto. Probabilmente la migliore attrice in circolazione adesso. Benedict Cumberbatch, che siamo abituati a vedere sempre nei soliti film d’azione, qui dimostra di sapersela cavare benissimo anche quando deve essere romantico e divertente. I dialoghi sono pieni di battute intelligenti, di quelle che ti fanno sorridere perché colgono nel segno.
Ma poi c’è il resto. La regia è anonima, sembra un episodio di una serie tv girato di fretta più che un film per il cinema. Le canzoni scelte sono banali: mettere “Love Hurts” quando due stanno divorziando è come mettere “Jingle Bells” a Natale. Zero fantasia.
E poi ci sono Andy Samberg e Kate McKinnon che fanno gli amici della coppia e che non servono a niente. Lei soprattutto recita come se fosse in uno sketch di Affari Tuoi, e stona completamente con tutto il resto del film.
Il vero problema è questo: Cumberbatch e Colman sono così bravi a rendere veri i loro personaggi che il film perde la cattiveria necessaria. Non riesci a credere che questi due siano davvero arrivati al punto di non ritorno. Sembrano solo una coppia che ha bisogno di parlare un po’, magari con l’aiuto di qualcuno, e invece il film ti vuole far credere che sia tutto finito.
Il finale è carino, è costruito bene, ma sembra pensato per un altro film. Come se avessero girato una storia e poi all’ultimo abbiano cambiato idea su come farla finire.
I Roses non è un disastro, ma è un’occasione buttata via. Con due attori del genere e una storia che poteva essere spietata, si sono accontentati di fare qualcosa di carino e dimenticabile. Tu cosa ne pensi? Ti è mai capitato di vedere un film con attori bravissimi ma che alla fine non ti ha convinto? Raccontacelo qui sotto!
La Recensione
I Roses
I Roses aveva tutto per essere una commedia nera spietata sul divorzio: due attori eccezionali come Olivia Colman e Benedict Cumberbatch, una storia che poteva mordere forte, e invece il regista ha avuto paura di andare fino in fondo. Il film resta troppo educato, troppo preoccupato di non far arrabbiare il pubblico. La chimica tra i protagonisti è così forte che fai fatica a credere che tra loro sia davvero tutto finito. Si guarda volentieri, ma sai che poteva spaccare molto di più se solo avesse avuto il coraggio di sporcarsi davvero le mani.
PRO
- Olivia Colman è straordinaria e Benedict Cumberbatch la sorprende in positivo
- I dialoghi sono intelligenti e affilati
CONTRO
- Si tira sempre indietro nei momenti chiave e questo gli impedisce di diventare la commedia cattiva che avrebbe dovuto essere
- Andy Samberg e Kate McKinnon sono completamente inutili e anzi peggiorano il film con una recitazione che non c'entra niente
- La regia è piatta e anonima, sembra girata per la tv più che per il cinema, senza uno stile riconoscibile


