“Ma hai visto la nuova serie di IT su NOW? Dicono che sia pazzesca!”
… il collega in pausa caffè non la smette di parlartene mentre scrolla TikTok cercando clip spaventose da mostrarti.
Tu – che magari sei cresciuto con Tim Curry che ti terrorizzava dalle fogne negli anni ’90 – ti stai chiedendo se questo prequel valga davvero la pena di essere visto.
IT: Welcome to Derry promette di raccontare cosa sia successo a Derry prima che arrivassero i Perdenti del Club: Bill Skarsgård torna nei panni di Pennywise, l’ambientazione è quella degli anni ’60, e a quanto pare hanno ricostruito tutto con grande cura. Le serie horror ultimamente sono un terno al lotto, ma questa volta devo dire che ci siamo. Non è perfetta, ha i suoi problemi, però funziona.
Il ritmo lento che alla fine premia
Partiamo subito: IT: Welcome to Derry va piano. Molto piano. E lo so che alcuni di voi storceranno il naso perché magari vi aspettavate orrore a raffica dal primo minuto. La serie invece si prende tutto il tempo del mondo per costruire l’atmosfera, per farti conoscere i personaggi, per immergerti nella Derry degli anni ’60. Non ti bombarda di jumpscare ogni due per tre come fanno certi horror dimenticabili. Costruisce la tensione con pazienza, e secondo me questa scelta paga.
I ragazzi protagonisti sono ben caratterizzati, ognuno ha la sua personalità. Non sono i soliti cloni che hai già visto mille volte. C’è chi capisce subito che a Derry c’è qualcosa che non va e inizia a indagare, poi c’è la storia parallela dell’esercito che vorrebbe usare IT come arma senza sapere minimamente in cosa si sta cacciando. Queste due storie che vanno avanti insieme rendono tutto più interessante e aggiungono spessore a quello che già sappiamo.
Pennywise: meno è meglio
Qui hanno fatto una scelta furba: non ti sbattono Pennywise in faccia subito. Lo dosano, te lo fanno intravedere, ti lasciano con l’acquolina in bocca. È una strategia che funziona perché quando finalmente Bill Skarsgård appare per davvero, ha un ‘effetto devastante. Non ti ci abitui, non diventa scontato. Ogni volta che compare sullo schermo lascia il segno.
Gli effetti speciali sono generalmente buoni. Sì, ogni tanto la CGI si vede troppo e ti strappa dall’atmosfera, ma nel complesso il livello è alto. Le scene horror quando arrivano sono intense, nessuno è davvero al sicuro, e questa è proprio la sensazione che deve darti IT. Non hai quella sicurezza da protagonista invincibile che ammazza la suspense.
Per i fan di Stephen King è Natale
Se ami Stephen King, qui ti diverti come un bambino. Ci sono riferimenti ovunque, personaggi che arrivano da altre storie dell’universo di IT, collegamenti con Shining, e quella tipica atmosfera del Maine che King sa raccontare così bene. Hanno ricostruito le auto d’epoca, gli ambienti, anche il modo di parlare della gente negli anni ’60.
Ogni episodio finisce e tu vuoi vedere subito quello dopo. Non è una serie che puoi guardare mentre fai altro. Devi stare attento perché ci sono dettagli dappertutto, piccoli indizi che poi tornano fuori nelle puntate successive.
I problemi ci sono
Ora parliamoci chiaro: non è oro tutto quello che luccica. Il ritmo lento che io ho apprezzato può far venire il nervoso a chi vuole più azione. Ci sono momenti, specialmente all’inizio, in cui ti chiedi quando accadrà qualcosa di concreto. Qualche scena potevano tagliarla senza problemi.
La CGI in certi punti fa proprio pena. Effetti che sembrano usciti da un videogioco di dieci anni fa, e con il budget che hanno non si spiega. Poi ci sono tutti i soliti cliché di King: il ragazzino bullizzato, il padre violento, la madre depressa. La solita checklist, solo ambientata nel 2025.
Alcuni personaggi secondari sono abbozzati malissimo, potevano svilupparli molto meglio. E verso la fine ci sono un paio di episodi in cui i personaggi fanno cose stupide solo perché la trama deve andare avanti.
Alla fine vale la pena vedere IT: Welcome to Derry?
Guardando tutto insieme, sì. IT: Welcome to Derry non è un capolavoro, ma è una serie che sa cosa vuole fare e lo fa con convinzione. Se ti piace IT, se ti piace Stephen King, se vuoi scoprire cosa sia successo a Derry prima che arrivassero i Perdenti, questa serie merita il tuo tempo.
Certo, se vuoi horror veloce e senza troppi fronzoli forse non fa per te. Ma se hai pazienza e ti va di seguire una storia costruita con calma, allora benvenuto a Derry.
E tu? L’hai vista? Ti è piaciuta o ti sei annoiato? Scrivici nei commenti.
La Recensione
IT: Welcome to Derry
IT: Welcome to Derry su NOW è una serie che sa costruire la tensione con pazienza, anche se il ritmo lento potrebbe non piacere a chi cerca azione continua. Bill Skarsgård resta perfetto nei panni di Pennywise, la ricostruzione degli anni '60 funziona e i riferimenti all'universo di King sono ben inseriti. La CGI pecca in diversi momenti e alcuni cliché sono troppo evidenti, ma nel complesso è una visione che vale la pena per i fan dell'universo di IT.
PRO
- La storia di IT viene espansa in modo intelligente
- La tensione viene costruita con pazienza e mestiere
- La ricostruzione degli anni '60 è curata e credibile
CONTRO
- La CGI in diversi punti è imbarazzante
- Personaggi secondari sviluppati troppo poco


