Confesso di aver cliccato play aspettandomi l’ennesimo scarto di produzione del filone che ha reso Winnie the Pooh un serial killer, e invece Pinocchio Unstrung mi ha sorpreso più di quanto avrei voluto ammettere prima dei titoli di coda. Il quinto capitolo del Twisted Childhood Universe, firmato ancora una volta da Rhys Frake-Waterfield, prende Pinocchio e lo trasforma in un burattino omicida che vuole diventare un bambino vero a suon di ascia, trapano del dentista e chi più ne ha più ne metta.
La trama parte da James, un ragazzino che ha perso i genitori e poco dopo anche il migliore amico, mandato a vivere dal nonno Geppetto interpretato da Richard Brake. Per consolarlo, il nonno costruisce nel laboratorio segreto in cantina un burattino di legno che cammina, parla e, quando serve, elimina chiunque gli sembri un ostacolo alla felicità del nipote. Sullo sfondo si muove il Grillo Parlante doppiato da Robert Englund, che in questo film non fa da coscienza morale ma da una spinta verso il lato più oscuro della vicenda.
Quello che mi ha convinto, al di là della premessa già vista in salsa Poohniverse, è la cura maniacale per gli effetti pratici. Il burattino non è un semplice pupazzo di gomma. È un animatronico costruito con un livello di dettaglio che raramente si vede in produzioni con budget così contenuti. E si sente anche nelle scene di violenza, girate puntando più sulla qualità degli effetti pratici che sul semplice shock. Le uccisioni sono numerose, esplicite, quasi compiaciute nella loro messa in scena, e c’è persino un gusto oscuro nel modo in cui il film gioca con l’iconografia della fiaba originale, dal naso che cresce alle marionette che prendono vita.
Sul fronte scrittura la faccenda si complica. I dialoghi restano funzionali quando va bene, i personaggi secondari sono poco più che carne da macello con un nome, e la logica della trama passa spesso in secondo piano rispetto alla prossima scena di sangue. Richard Brake regge la parte con un’intensità che il materiale non sempre merita, mentre le interpretazioni del cast più giovane oscillano parecchio, con momenti che sfiorano il ridicolo involontario. C’è poi un problema che non si può liquidare con una battuta, dato che la violenza più cruda viene spesso scaricata soprattutto sui personaggi femminili, una scelta che pesa sul giudizio complessivo e che consiglio di tenere presente prima di vedere il film.
Detto questo, Pinocchio Unstrung sa bene cosa vuole essere e non finge di essere altro. Ottantadue minuti secchi, senza tempi morti, dove conta soprattutto il puro divertimento splatter, senza pretese di raccontare chissà quale messaggio nascosto. Ed è proprio questa onestà a renderlo godibile. Rispetto ai capitoli precedenti dello stesso franchise, questo Pinocchio si distingue per una cura visiva superiore e per un antagonista che, sotto la superficie di legno, lascia intravedere anche un fondo malinconico.
Per concludere, Pinocchio Unstrung non reinventa lo slasher e non prova nemmeno a farlo, ma dentro il suo perimetro dichiaratamente trash confeziona effetti pratici notevoli e un cattivo che si fa ricordare. Le crepe nella sceneggiatura e la gestione poco elegante della violenza contro i personaggi femminili impediscono al film di diventare la sorpresa del genere, ma resta comunque uno dei capitoli più solidi dell’intero Twisted Childhood Universe.
Tu l’hai visto? Raccontami nei commenti se anche a te il burattino assassino ha strappato più di una risata nervosa.
La Recensione
Pinocchio Unstrung
Pinocchio Unstrung non reinventa lo slasher e non prova nemmeno a farlo, ma dentro il suo perimetro dichiaratamente trash confeziona effetti pratici notevoli e un cattivo che si fa ricordare. Le crepe nella sceneggiatura e la gestione poco elegante della violenza contro i personaggi femminili impediscono al film di diventare la sorpresa del genere, ma resta comunque uno dei capitoli più solidi dell'intero Twisted Childhood Universe.
PRO
- Gli effetti pratici e l'animatronico di Pinocchio sono lavorati con una cura raramente vista in produzioni indipendenti
- Richard Brake regala una prova intensa nei panni di Geppetto
- Ottantadue minuti compatti, senza inutili allungamenti
- Il tono horror pop trash è coerente dall'inizio alla fine
CONTRO
- Sceneggiatura essenziale, con personaggi secondari che sono poco più che comparse
- Alcune interpretazioni giovani non reggono il confronto con Brake


