Sono passati quasi dieci anni dal primo Zootropolis (vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione nel 2017), e finalmente il sequel arriva al cinema domani, 26 novembre. La domanda che tutti si pongono è: vale la pena di un’attesa così lunga? La risposta è un sonoro sì. Zootropolis 2 non solo mantiene le promesse del primo capitolo, ma in alcuni momenti lo supera per inventiva visiva e profondità tematica.
Il duo perfetto torna in azione
Judy Hopps (doppiata in originale da Ginnifer Goodwin), la coniglietta idealista e determinata, e Nick Wilde (Jason Bateman), la volpe ex truffatore e ora poliziotto, sono tornati come partner sul campo. La loro dinamica da odd couple funziona ancora alla perfezione: lei entusiasta e impulsiva, lui cinico e cauto. Ma questa volta la Disney scava più a fondo nella loro relazione, esplorando come due personalità così diverse possano davvero lavorare insieme.
Dopo aver ignorato gli ordini del capo della polizia Bogo (Idris Elba) durante un inseguimento caotico con un furgone per catering chiamato “Amoose Bouche” (primo esempio dei giochi di parole animaleschi che costellano il film), i due finiscono in una terapia di coppia professionale con la dottoressa Fuzby (Quinta Brunson). È un dettaglio brillante che aggiunge spessore psicologico a personaggi che potrebbero essere semplici macchiette.
Un mondo che si espande e si complica
La trama prende il via durante un gala in cui viene esposto un libro prezioso appartenente a un antenato della famiglia Lynx, il fondatore che ha creato il sistema climatico che permette a ogni habitat di Zootropolis di esistere. Quando il libro viene rubato, Judy e Nick si lanciano in un’indagine che li porta a scoprire una verità scomoda: Zootropolis è stata costruita solo per i mammiferi terrestri, escludendo completamente le creature marine.
Questa rivelazione trasforma il film in qualcosa di più di una semplice avventura poliziesca. Diventa una riflessione sull’esclusione sistemica, su come le società possano essere progettate (anche inconsciamente) per favorire alcuni gruppi a scapito di altri. È il tipo di sottotesto sociale che la Disney sa inserire senza essere didascalica, rendendolo accessibile ai bambini ma risonante per gli adulti.
Nuovi personaggi e ambienti mozzafiato
Tra le new entry spiccano Gary (Ke Huy Quan), un pitone velenoso, Nibbles (Fortune Feimster), una podcaster complottista, e Pawbert (Andy Samberg), un membro impacciato ma simpatico della famiglia Lynx. Ogni personaggio porta con sé un design distintivo e una personalità memorabile.
Ma sono gli ambienti visivi a rubare davvero la scena. La Disney ha creato nuovi ecosistemi spettacolari: deserti abbaglianti, montagne alpine innevate e soprattutto un’ambientazione costiera per i mammiferi marini (e attenzione a non confondere il leone marino con una foca, come ci ricorda il film!). La sequenza in cui i personaggi viaggiano attraverso un tubo pieno d’acqua lungo chilometri è un tour de force di animazione che ti lascia senza fiato.
Tecnica Disney al massimo splendore
Ogni singolo fotogramma è un trionfo di dettagli: le texture del pelo, i movimenti fluidi, il senso vertiginoso dello spazio durante gli inseguimenti. Gli Easter egg e i riferimenti culturali sono sparsi ovunque: da “EweTube” a “HuluZoo” con serie come “Only Herders in the Building”, fino a un omaggio rapidissimo a “Shining” di Kubrick che farà sorridere i cinefili adulti.
La costruzione narrativa è complessa, con diversi filoni che si intrecciano, ma il film non perde mai di vista il suo cuore: l’amicizia tra Judy e Nick, le scelte che definiscono chi siamo e l’importanza di essere aperti mentalmente su chi meritare la nostra fiducia. C’è un’esuberanza gioiosa che permea ogni scena, un equilibrio perfetto tra azione emozionante e umorismo tenero.
Un finale che promette altre avventure
Il film dura 107 minuti che volano via, e resta fino alla fine dei titoli di coda perché c’è un’anticipazione sulla prossima avventura. Speriamo solo che la Disney non ci faccia aspettare altri dieci anni per il terzo capitolo.
Tu cosa ne pensi dei sequel che arrivano dopo così tanti anni dall’originale? Preferisci che le storie vengano chiuse o che continuino ad espandersi? Raccontaci nei commenti se sei pronto a tornare a Zootropolis e quale nuovo personaggio ti ha conquistato di più!
La Recensione
Zootropolis 2
Zootropolis 2 è un sequel eccellente che giustifica l'attesa quasi decennale. L'animazione Disney è al massimo splendore tecnico, la storia esplora temi di inclusione sistemica con intelligenza, i nuovi personaggi arricchiscono l'universo narrativo. Il rapporto tra Judy e Nick si approfondisce magnificamente. Un film che funziona per tutte le età e promette ulteriori capitoli.
PRO
- L'animazione Disney raggiunge vette tecniche mozzafiato
- Il rapporto Judy-Nick si approfondisce con intelligenza emotiva
- I nuovi ambienti visivi sono spettacolari e creativi
CONTRO
- La trama complessa può confondere i bambini più piccoli


