Il mondo della disco music sta vivendo un vero e proprio momento di dissonanza cognitiva! La leggendaria Gloria Gaynor, la voce che ha fatto risuonare nei dancefloor di tutto il mondo quell’inconfondibile hook melodico “I will survive”, ha appena mandato in frantumi decenni di interpretazione culturale della sua hit più famosa. In una recente intervista rilasciata a Metro, l’icona della disco ha rivelato di non identificarsi come femminista, definendo questa etichetta come “il più grande malinteso” sul suo conto. Una dichiarazione che ha l’effetto di un improvviso cambio di tonalità in una composizione che credevamo di conoscere a memoria! La cantante 81enne, il cui timbro potente ha definito un’intera era musicale, ha spiegato che la sua relazione con gli uomini nella sua vita informa il suo rifiuto dell’etichetta femminista: “Le persone mi dicono: ‘E dato che sei una femminista…’ Ehm, no. Non proprio. Amo gli uomini… Sono cresciuta con cinque fratelli e amo gli uomini”. Una giustificazione che rivela una possibile confusione semantica sulla definizione stessa di femminismo, generalmente inteso come movimento che mira a raggiungere l’uguaglianza sociale, economica e politica tra tutti i generi. La cantante sembra associare il termine a stereotipi negativi, piuttosto che al più ampio obiettivo di raggiungere pari diritti e una coesistenza armoniosa. Un cortocircuito interpretativo particolarmente sorprendente considerando che “I Will Survive”, con il suo potente crescendo narrativo e la sua struttura liberatoria, è diventato nel corso dei decenni non solo un inno all’emancipazione femminile, ma anche un simbolo di resistenza e liberazione per la comunità queer durante l’epidemia di AIDS degli anni ’80.
La definizione personale di femminismo secondo Gloria Gaynor
La Gaynor ha ampliato il suo pensiero spiegando: “Amo gli uomini che sanno chi sono e sono abbastanza forti da prendere il loro posto, ma anche abbastanza forti da riconoscere i punti di forza di una donna e che sono in grado di permetterle di esercitare quei punti di forza e realizzare che dobbiamo essere partner e non avversari”. Una dichiarazione che, ironicamente, suona come una perfetta definizione di femminismo moderno, centrato proprio sull’idea di partnership e rispetto reciproco piuttosto che su una presunta guerra tra i sessi. È come se la Gaynor avesse composto una melodia femminista senza riconoscerne la tonalità di base!
L’ironia di “I Will Survive” come brano non femminista
C’è una contraddizione fondamentale nel rifiuto del femminismo da parte di Gaynor, considerando che il suo successo più grande, “I Will Survive”, parla proprio di riconquistare il rispetto di sé dopo una delusione d’amore e di rifiutarsi di riaccogliere nella propria vita l’uomo che l’ha ferita. Con versi come “Sei tu quello che ha cercato di ferirmi con un addio/Pensi che crollerei?/Pensi che mi sarei stesa a terra e sarei morta?/No, non io, sopravvivrò”, la canzone del 1978 è diventata un vero e proprio anthem empowerment che trascende le categorie. In termini musicali, potremmo dire che la Gaynor ha composto una perfetta progressione di emancipazione senza essere consapevole della sua armonia femminista di base.
La cantante, che ha in programma una manciata di spettacoli nel 2025, principalmente in Europa, continua a esibirsi con energia e passione, dimostrando che la sua vocalità potente non ha perso nulla della sua forza originaria. Il suo ultimo album, “Testimony”, è stato pubblicato nel 2019 e ha vinto un Grammy per il miglior album gospel roots.
E tu cosa ne pensi? Credi che Gloria Gaynor abbia frainteso il significato di femminismo o pensi che la sua posizione sia coerente? “I Will Survive” è per te un inno all’emancipazione o semplicemente una grande canzone disco? Condividi nei commenti la tua interpretazione di questo classico intramontabile!
